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“Come 13 anni fa”. Strage di Capodanno, quel precedente che fa rabbrividire: “Anche lì fu così”

Pubblicato: 01/01/2026 20:22

La notte di San Silvestro a Crans-Montana doveva essere il culmine di una stagione invernale sfavillante, un momento di gioia collettiva immerso nella cornice innevata delle Alpi svizzere. Invece, il destino ha riservato un epilogo agghiacciante che ha scosso profondamente l’opinione pubblica mondiale. Il bar-discoteca Le Constellation, uno dei punti di riferimento della vita notturna locale, è diventato il teatro di una catastrofe di proporzioni immani. Quello che era iniziato come un brindisi al nuovo anno si è trasformato in pochi istanti in una trappola mortale, dove il calore estremo e le esalazioni tossiche hanno preso il sopravvento sulla musica e sulle risate. Le immagini che giungono dal sito del disastro mostrano una struttura sventrata, testimonianza muta di una violenza distruttiva che non ha lasciato scampo a decine di persone.

La dinamica dell’incendio e lo sviluppo delle fiamme

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità cantonali, l’incendio è divampato con una velocità spaventosa, alimentato probabilmente da materiali di rivestimento altamente infiammabili e decorazioni natalizie che hanno propagato il fuoco in ogni direzione. Testimoni oculari sopravvissuti al rogo hanno descritto una situazione di caos assoluto, in cui la visibilità è stata azzerata quasi istantaneamente da un fumo nero e denso. Il sistema di aerazione, che avrebbe dovuto garantire la sicurezza, sembra essere stato rapidamente compromesso, trasformando l’intero locale in una sorta di altoforno. Le uscite di sicurezza, prese d’assalto da centinaia di giovani terrorizzati, sono diventate il punto critico in cui la calca ha ostacolato l’evacuazione ordinata, peggiorando ulteriormente il bilancio finale delle vittime.

Il numero delle persone che hanno perso la vita è salito vertiginosamente nelle ore successive al primo intervento dei vigili del fuoco, assestandosi provvisoriamente a quaranta vittime accertate. Tra queste si contano moltissimi ragazzi poco più che ventenni, arrivati a Crans-Montana per trascorrere le vacanze invernali. La presenza di cittadini italiani è particolarmente rilevante, data la vicinanza geografica e la popolarità della stazione sciistica tra i turisti del Belpaese. Oltre ai decessi, si registrano circa cento feriti gravi, molti dei quali presentano ustioni di terzo grado o gravissime complicazioni respiratorie dovute all’inalazione di gas tossici. Gli ospedali di Sion e Losanna sono stati messi in stato di massima allerta per gestire l’afflusso massiccio di pazienti in condizioni critiche.

Il tragico parallelismo con il precedente del Brasile

Quanto accaduto al Le Constellation richiama alla mente, in modo quasi speculare, l’orrore vissuto tredici anni fa a Santa Maria, in Brasile, presso la discoteca Kiss. Anche in quel caso, una celebrazione giovanile finì nel sangue a causa di un incendio scaturito da un uso improprio di fuochi pirotecnici all’interno di un locale chiuso e privo di adeguate misure di sicurezza. La similitudine tra i due eventi risiede non solo nella dinamica dell’incendio, ma soprattutto nella tipologia delle vittime e nel senso di impotenza provato dai soccorritori. La storia sembra essersi ripetuta con una crudeltà disarmante, evidenziando come, nonostante i progressi tecnologici e le normative sempre più stringenti, il rischio di tali catastrofi rimanga una minaccia concreta quando vengono meno i controlli rigorosi sulle strutture ricettive.

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