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“Sapevano già tutto”. Strage di Crans-Montana, il video che inchioda i proprietari del Constellation

Pubblicato: 07/01/2026 14:34
Interno del locale Constellation a Crans-Montana, luogo della strage

La nuova inchiesta dei giornalisti dell’emittente Rts getta una luce ancora più pesante sulla gestione della sicurezza nel locale Constellation di Crans-Montana. Un video inedito, girato durante i festeggiamenti di Capodanno 2020, mostra che quella che oggi conosciamo come la strage di Crans-Montana non è stata un evento imprevedibile, ma il punto di arrivo di anni di comportamenti imprudenti e di regole ignorate.

Nel filmato, la scena ricorda da vicino i momenti che hanno preceduto il disastro finale: nel seminterrato del Constellation vengono servite bottiglie di superalcolici accompagnate da candele pirotecniche, uno spettacolo coreografico diventato pratica standard, nonostante la palese pericolosità dell’ambiente circostante. Quella che all’epoca sembrava solo una festa carica di entusiasmo, oggi appare come una sequenza densa di tensione drammatica e di consapevolezza del rischio.

Il video di Capodanno e l’avvertimento ignorato

Nel video del 2020 si sente chiaramente la voce di un dipendente del locale che, consapevole della fragilità del soffitto, urla per due volte di fare attenzione alla schiuma. L’espressione, pronunciata in francese come faites gaffe à la mousse, non suona come un commento casuale: è di fatto una sorta di protocollo di emergenza verbale, ripetuto nel tentativo di scongiurare il peggio in un contesto già noto come pericoloso.

Il riferimento è diretto al materiale fonoassorbente che riveste la parte superiore del seminterrato: una sostanza altamente porosa e facilmente infiammabile, utilizzata per isolare acusticamente l’ambiente ma che, in caso di contatto con scintille o fiamme, si trasforma in un combustibile immediato. Le immagini e l’audio dimostrano che il personale era perfettamente consapevole che le scintille prodotte dalle fontane luminose potevano innescare in pochi secondi un incendio devastante.

Un rischio noto da anni e mai affrontato

Secondo le ricostruzioni tecniche e le perizie degli inquirenti, proprio quel tipo di rivestimento ha agito come detonatore dell’incendio, permettendo alle fiamme di propagarsi con una velocità anomala e sprigionando fumi tossici. Il fatto che già anni prima si raccomandasse ai presenti di prestare attenzione alla “schiuma” conferma che il pericolo era noto alla gestione e allo staff del locale.

Nonostante ciò, nulla è stato fatto per sostituire quei pannelli con materiali ignifughi o per vietare l’uso di fuochi d’artificio al chiuso. La scelta di proseguire l’attività in quelle condizioni mostra una negligenza sistematica, in cui il profitto legato allo spettacolo e al servizio scenografico delle bottiglie veniva anteposto alla salvaguardia dei clienti e dell’intera struttura.

Una bomba a orologeria nel cuore di Crans-Montana

L’inchiesta di Rts mette a nudo un sistema di gestione del rischio basato più sulla fortuna che su misure concrete. Nel locale pubblico Constellation, la sicurezza sembrava affidata a un urlo nel frastuono della musica, invece che a veri presidi fisici e a barriere tagliafuoco, che in questo caso erano totalmente assenti.

La ripetizione di questi comportamenti nel corso degli anni suggerisce che il Constellation fosse, di fatto, una bomba a orologeria, in cui ogni brindisi con bottiglie e fuochi pirotecnici rappresentava una possibile miccia. In questo quadro, la responsabilità della proprietà emerge in tutta la sua gravità: una situazione di rischio estremo era diventata routine, accettata e persino immortalata nei video celebrativi del locale.

La prova video che pesa sul processo

Questo nuovo reperto video si presenta come una prova schiacciante nel percorso di accertamento della verità sulla strage di Crans-Montana. Le immagini e l’audio eliminano ogni dubbio sulla consapevolezza dei rischi da parte della gestione: non si può più parlare di semplice errore umano o di un’eccezione sfortunata, ma di una omissione deliberata di misure preventive essenziali.

La frase sulla schiuma, ripetuta più volte per evitare il contatto tra le scintille e il soffitto, è la prova di una paura costante che, tuttavia, non ha mai portato a un reale cambiamento nelle politiche di sicurezza del locale. Il video del 2020 resta oggi come il documento di una tragedia annunciata, rimasta sospesa per anni, fino al giorno in cui la sorte ha smesso di proteggere chi, pur sapendo, ha scelto di ignorare le fiamme.

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