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Roma, aggressione a Termini: fermato 20enne tunisino con precedenti

Pubblicato: 11/01/2026 15:33

Un fermo è stato eseguito per la violenta aggressione avvenuta in via Giolitti a Roma, a pochi passi dalla stazione Termini, che ha ridotto in fin di vita un uomo di 57 anni, dipendente del ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’episodio, avvenuto nella serata di ieri, ha riacceso l’allarme sicurezza in una delle aree più sensibili della capitale. La vittima si trova ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale Umberto I, mentre gli investigatori cercano di ricostruire con precisione quanto accaduto.

Il fermo e le indagini sull’aggressione

A finire in fermo di polizia giudiziaria è stato un ventenne di origine tunisina, risultato irregolare sul territorio nazionale e già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a rapina e droga. Il provvedimento è scattato al termine delle prime attività investigative condotte dalla Polizia, che sta lavorando in stretto coordinamento con Polfer, commissariato Viminale e Squadra Mobile.

Determinante, ai fini dell’indagine, sarebbe un video ora al vaglio degli inquirenti. Le immagini mostrerebbero chiaramente la fase centrale dell’aggressione: un gruppo composto da sette o otto persone che si dirige compatto verso la vittima, la colpisce ripetutamente e poi si disperde rapidamente, facendo perdere le proprie tracce. Un’azione rapida e brutale, consumata in pochi istanti, che lascia emergere il sospetto di un’aggressione organizzata o comunque non casuale.

La vittima e il contesto dell’agguato

L’uomo di 57 anni, dipendente pubblico, si trovava nella zona della stazione Termini quando è stato accerchiato e picchiato con violenza. Le modalità dell’aggressione hanno subito fatto pensare a un attacco particolarmente feroce, tanto che le sue condizioni sono state giudicate fin da subito critiche. Trasportato d’urgenza all’Umberto I, resta ricoverato in prognosi riservata, mentre familiari e colleghi attendono notizie sull’evoluzione del suo stato di salute.

Via Giolitti è da tempo considerata un’area complessa sotto il profilo dell’ordine pubblico, soprattutto nelle ore serali e notturne. L’episodio si inserisce in un quadro già segnato da tensioni e microcriminalità, rendendo ancora più delicato il lavoro degli investigatori.

Un secondo episodio nella stessa zona

A rendere il quadro ancora più inquietante è il fatto che, poco dopo, nella stessa area, si sia verificata un’altra aggressione. Vittima, in questo caso, un rider di 23 anni, anche lui di origini tunisine, che è stato a sua volta trasportato in ospedale. Anche su questo episodio sono in corso accertamenti per chiarire eventuali collegamenti con l’aggressione al dipendente ministeriale.

Gli investigatori stanno valutando se i due fatti possano essere riconducibili allo stesso contesto o se si tratti di episodi distinti, maturati in un breve arco temporale ma senza un legame diretto. L’analisi delle immagini di videosorveglianza e le testimonianze raccolte sul posto saranno decisive per comprendere dinamica e responsabilità.

Sicurezza sotto osservazione

Il fermo del ventenne tunisino rappresenta un primo passo nell’inchiesta, ma non esaurisce il lavoro degli inquirenti, che prosegue per identificare eventuali complici e chiarire il movente dell’aggressione. L’episodio ha riaperto il dibattito sulla sicurezza nell’area di Termini, uno snodo cruciale della città dove il flusso continuo di persone rende più complesso il controllo del territorio.

Mentre la magistratura valuta le contestazioni da muovere nei confronti del fermato, resta l’immagine di una violenza improvvisa e collettiva, consumata nel cuore di Roma e sotto gli occhi delle telecamere, che ora potrebbero fornire le risposte attese su una notte di paura e sangue.

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