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Padre e figlio morti intossicati in casa, fate attenzione a questa sostanza: “Non lo vedi, non lo senti, ma può ucciderti”

Pubblicato: 12/01/2026 13:45
Ambulanza del 118 utilizzata per i soccorsi dopo il cenone di Capodanno

Il silenzio era diventato denso, quasi solido, tra le pareti di una casa avvolta nell’abbraccio freddo di una notte d’inverno. Non c’erano stati rumori di lotta, né grida, né il fragore di qualcosa che si rompe. Soltanto il respiro che si faceva via via più pesante, mentre un nemico invisibile e privo di odore scivolava silenzioso attraverso le stanze, saturando l’aria e spegnendo ogni scintilla di vita. Un padre e un figlio stavano condividendo la quiete domestica, ignari che quel calore tanto cercato si stesse trasformando in una trappola fatale. Quando la luce del mattino ha iniziato a filtrare dalle finestre, il tempo si era ormai fermato per entrambi, lasciando dietro di sé soltanto il gelo di una tragedia inspiegabile che avrebbe cambiato per sempre il destino di una famiglia e di un intero territorio.

Una scoperta agghiacciante nel cuore della frazione

Il dramma si è consumato a Guarene, in provincia di Cuneo, dove la comunità della frazione di Castelrotto si è svegliata con una notizia che ha lasciato tutti senza fiato. L’allarme è scattato nella mattinata del 12 gennaio, quando un familiare, preoccupato dal fatto che nessuno rispondesse al citofono o al telefono, ha deciso di recarsi personalmente presso l’abitazione situata sulla strada per Alba. Non riuscendo a entrare, l’uomo ha richiesto l’intervento immediato dei vigili del fuoco e dei carabinieri. Una volta varcata la soglia, i soccorritori si sono trovati davanti a una realtà terribile: i corpi di Paolo Foglino, cinquantasette anni, e del figlio Francesco, di soli diciassette anni, giacevano ormai senza vita, vinti dalle esalazioni di monossido di carbonio.

La notizia ha fatto rapidamente il giro della zona, scuotendo profondamente la città di Alba. Paolo Foglino era infatti una figura estremamente nota e benvoluta, essendo il titolare, insieme ai soci Paolo Salomone e Diego Paschina, della celebre Osteria dei sognatori. Questo locale rappresenta un vero e proprio pilastro del centro storico albese, un punto di ritrovo iconico per residenti e turisti. La famiglia Foglino ha radici profonde nelle istituzioni locali: il padre di Paolo, Franco, è stato per lungo tempo una figura di spicco della politica cittadina, ricoprendo il ruolo di assessore comunale alle Finanze e guidando fino allo scorso anno la Società intercomunale servizi idrici. Il dolore per la perdita del ristoratore si intreccia con quello per la scomparsa del giovane Francesco, uno studente che aveva ancora tutta la vita davanti a sé.

Mentre le indagini procedono, il territorio si stringe in un abbraccio collettivo verso i parenti delle vittime. La morte di un giovane di diciassette anni come Francesco in una circostanza così assurda e tragica ha colpito duramente i suoi coetanei e il mondo della scuola. Il ricordo di Paolo Foglino rimarrà invece legato alla sua capacità di accogliere le persone nel suo ristorante con il sorriso e la professionalità che lo hanno sempre contraddistinto. La tragedia di Guarene rimarca ancora una volta l’importanza della manutenzione degli impianti domestici, un tema che passa spesso in secondo piano ma che può fare la differenza tra la vita e la morte. Nelle prossime ore verrà comunicata la data delle esequie, che si preannunciano come un momento di grandissima partecipazione per dare l’ultimo saluto a due persone strappate troppo presto ai loro affetti.

Le indagini sulla dinamica dell’incidente domestico

I rilievi tecnici sono proseguiti per ore all’interno dell’abitazione di Castelrotto per cercare di individuare l’esatta origine del gas letale. I carabinieri e i tecnici del comando provinciale dei vigili del fuoco stanno esaminando con estrema attenzione ogni potenziale fonte di combustione, dalle caldaie alle eventuali stufe presenti nell’alloggio. Il monossido di carbonio è un killer silenzioso che spesso colpisce a causa di malfunzionamenti degli impianti o di una scarsa ventilazione dei locali. Gli inquirenti devono stabilire se ci sia stata un’improvvisa avaria o se un’ostruzione nei condotti di scarico abbia provocato il ritorno dei fumi tossici all’interno delle stanze. Ogni dettaglio sarà fondamentale per ricostruire gli ultimi istanti di vita delle vittime e accertare eventuali responsabilità.

Il monossido di carbonio rappresenta una delle minacce più insidiose e sottovalutate all’interno delle mura domestiche, configurandosi come un vero e proprio killer silenzioso che agisce senza lasciare scampo a chi non ne riconosce prontamente i segnali. Questo gas si genera come sottoprodotto di una combustione incompleta di materiali organici contenenti carbonio, quali il legno, il pellet, il carbone o i derivati del petrolio come il gas metano e il GPL. La sua estrema pericolosità deriva dal fatto che è totalmente privo di odore, colore e sapore, rendendolo impossibile da individuare attraverso i comuni sensi umani.

La produzione di monossido di carbonio avviene prevalentemente in ambienti chiusi dove la ventilazione risulta insufficiente a garantire un corretto apporto di ossigeno alla fiamma. Le fonti principali di rischio sono rappresentate da caldaie a gas malfunzionanti, stufe a legna o a pellet con canne fumarie ostruite, camini che non godono di un tiraggio ottimale e, in casi estremi, bracieri utilizzati in modo improprio per scaldare locali angusti.

Una volta inalato, il monossido di carbonio penetra nei polmoni e passa rapidamente nel flusso sanguigno, dove manifesta la sua natura tossica legandosi all’emoglobina. Questa proteina ha il compito fondamentale di trasportare l’ossigeno dai polmoni ai tessuti, ma la sua affinità con il monossido è centinaia di volte superiore rispetto a quella con l’ossigeno. Si forma così la carbossiemoglobina, un legame estremamente stabile che impedisce ai globuli rossi di distribuire l’energia vitale agli organi. Il cuore e il cervello sono i primi apparati a subire danni irreversibili a causa della loro elevata dipendenza dall’ossigeno. La privazione di nutrimento cellulare porta a un progressivo deterioramento di tutte le funzioni vitali, innescando una spirale che può condurre rapidamente al blocco respiratorio o all’arresto cardiaco se l’esposizione non viene interrotta immediatamente.

Il quadro clinico varia sensibilmente in base alla concentrazione del gas nell’aria e al tempo trascorso nell’ambiente contaminato. A basse dosi i sintomi sono subdoli e comprendono mal di testa pulsante, una strana sensazione di stanchezza, nausea e vertigini. Se la concentrazione aumenta o l’esposizione si protrae per ore, compaiono segni più gravi come vomito, stato di confusione mentale, dolori al torace e palpitazioni. Quando i valori raggiungono livelli critici, il soggetto perde conoscenza ed entra in uno stato di coma che precede la morte.

Per proteggere la propria famiglia è fondamentale adottare una strategia di prevenzione basata sulla cura costante dei dispositivi di riscaldamento. La manutenzione ordinaria delle caldaie e la pulizia periodica delle canne fumarie da parte di tecnici specializzati sono passi imprescindibili per garantire che i fumi di combustione vengano espulsi correttamente all’esterno. È inoltre consigliabile installare rilevatori elettronici di monossido di carbonio posizionandoli sul soffitto, poiché questo gas è più leggero dell’aria e tende a salire.

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Ultimo Aggiornamento: 12/01/2026 16:32

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