
Il delitto di Garlasco continua a rappresentare una delle pagine più controverse e dolorose della cronaca giudiziaria italiana. Era il 13 agosto 2007 quando Chiara Poggi venne trovata senza vita nella villetta di famiglia, in via Pascoli, a Garlasco. Da quel momento il caso ha attraversato indagini complesse, processi, assoluzioni e condanne, fino a diventare un simbolo di errori investigativi, piste alternative mai del tutto chiarite e un dibattito pubblico che non si è mai spento. Al centro dell’inchiesta iniziale finì il fidanzato, Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 dopo un lungo iter giudiziario, mentre nel tempo sono emersi dubbi, interrogativi e nuovi nomi che hanno alimentato richieste di riapertura del fascicolo.
Negli anni successivi alla sentenza definitiva, il caso non ha mai smesso di far discutere. Nuove perizie, consulenze scientifiche e testimonianze hanno progressivamente rimesso in moto l’attenzione su Garlasco, spingendo la Procura a valutare ulteriori accertamenti. In questo contesto si inserisce la posizione di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, il cui nome è tornato al centro delle cronache per la nuova indagine che punta a fare chiarezza su possibili responsabilità rimaste nell’ombra. Un percorso investigativo che si muove tra analisi genetiche, verifiche sui movimenti del giorno del delitto e valutazioni su eventuali concorsi di persone.

Garlasco, Andrea Sempio verso il rinvio a giudizio?
Prima puntata dell’anno, lunedì 12 gennaio 2026, per “Lo Stato delle Cose” condotto da Massimo Giletti, che non poteva non dedicare ampio spazio al delitto di Garlasco e all’andamento della nuova indagine, a maggior ragione ora che ci avviciniamo a conoscere quali saranno le decisioni a riguardo della Procura. Si attende infatti l’esito della consulenza effettuata dalla Professoressa Cristina Cattaneo, oltre alla nuova BPA dei Ris di Cagliari, mentre sembra essere probabile il rinvio a giudizio di Andrea Sempio.

Garlasco, Lo Stato delle Cose, puntata 12 gennaio 2026 – Le indagini tra movente e possibili confessioni. Massimo Giletti parte mostrando la testimonianza andata in onda ieri a Le Iene, dove c’è stata una persona che ha rivelato di avere visto una giovane donna la mattina del delitto nei pressi della villetta di via Pascoli, dove viveva Chiara Poggi. Il conduttore fa subito una sua annotazione che ritiene importante alla luce di quanto accaduto negli anni: “Non vorrei che su Crans Montana vengano fatti gli stessi errori commessi su Garlasco, nei primi momenti bisogna operare in un certo modo, la storia di Garlasco ci insegna che certi errori non dovrebbero mai essere fatti”.

Il giornalista prosegue nel suo intervento: “Questa intervista è particolare, riapre il mondo delle gemelle Cappa, bisogna essere cauti perché ricordo che hanno dato il loro DNA, senza mostrare resistenze, cosa che invece ha fatto Sempio“. Un passaggio che riporta l’attenzione su uno dei capitoli più delicati della vicenda, quello delle piste parallele e delle verifiche genetiche, spesso al centro di polemiche e contrapposizioni tra accusa e difesa.
In collegamento è presente anche l’avvocato Massimo Lovati, che fino a qualche tempo fa assisteva Andrea Sempio, e rivederlo sullo schermo spinge Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, a fare una battuta: “Ha fatto il lifting? È ringiovanito di 10 anni, io sono invecchiato, lui ringiovanito, non sembra nemmeno lui”. Un momento di leggerezza che però lascia presto spazio a considerazioni ben più pesanti sul futuro dell’inchiesta.
Lovati mesi fa aveva riferito di temere per quello che era il suo assistito che potesse uscire un coniglio dal cilindro, e ora precisa questa frase: “Quella era una metafora, la novità che sarebbe eclatante potrebbe scaturire esclusivamente da una confessione, non da altro. Non dell’indagato ovviamente, ma di un correo, solo in questo modo l’indagine potrebbe riuscire a scavalcare quella montagna del concorso che finora non è stata superata. Secondo me non esiste, il fatto che non possa esistere in natura non significa che non possa esistere in letteratura. Può essere un correo di Stasi, di Sempio, ma anche di qualcuno che per ora è ignoto, ma è qualcuno che fa una confessione”. Parole che riassumono il cuore del mistero di Garlasco, un caso che, a distanza di anni, continua a cercare una verità definitiva.


