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“Super piano per le terapie intensive!”. Bertolaso ci riprova: esplode la polemica

Pubblicato: 13/01/2026 10:26

L’emergenza sanitaria legata all’incendio di Crans Montana non può dirsi conclusa, anche se si è chiusa la fase più delicata dei trasferimenti in elisoccorso dei feriti italiani. Con il rientro dei pazienti trasportabili, l’attenzione ora si concentra su un nuovo fronte che coinvolge direttamente l’ospedale Niguarda e l’assessorato al Welfare di Regione Lombardia. Sullo sfondo incombe un appuntamento cruciale: le Olimpiadi, al via il 6 febbraio, evento che richiederà una macchina sanitaria pronta a reggere qualunque scenario, anche il più critico.
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L’obiettivo dichiarato è non farsi cogliere impreparati. Per questo è in fase di definizione un piano straordinario di coordinamento delle terapie intensive dell’intera area metropolitana. Una strategia che mira a garantire risposte rapide ed efficaci in caso di emergenze improvvise, in un contesto internazionale e ad alta concentrazione di persone.

La rete delle terapie intensive e l’ombra delle polemiche

«Stiamo organizzando un programma di gestione di tutte le terapie intensive dell’area metropolitana proprio in previsione delle Olimpiadi», ha spiegato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, sottolineando la necessità di una pianificazione che vada oltre l’attualità e guardi anche al futuro. Parole che, inevitabilmente, riaccendono il dibattito pubblico.

Il nome di Bertolaso resta infatti legato alle polemiche esplose durante l’emergenza Covid, quando la gestione dei posti di rianimazione e l’organizzazione della rete ospedaliera finirono al centro di critiche politiche e mediatiche. Un precedente che pesa e che rende questo nuovo piano particolarmente delicato: il rischio di nuove contestazioni è concreto, soprattutto se l’apparato sanitario dovesse trovarsi sotto pressione durante un evento globale come quello olimpico.

guido bertolaso e attilio fontana regione lombardia

I grandi ustionati e le condizioni più critiche

Nel frattempo, al Niguarda resta drammatica la situazione dei grandi ustionati coinvolti nel rogo di Capodanno. Dopo il trasferimento di Leonardo, il sedicenne del liceo Virgilio, riconosciuto solo grazie al test del Dna e tuttora in condizioni estremamente critiche, il bilancio parla di sette ragazzi ricoverati in rianimazione, tutti intubati, e cinque pazienti seguiti nel Centro ustioni.

Le prognosi restano riservate. Per alcuni di loro il percorso di cura sarà lungo e complesso. I pazienti intubati sono sedati e non rispondono agli stimoli, con quadri clinici definiti molto gravi. In un caso è stato necessario ricorrere alla dialisi, a causa di una grave patologia infettiva sopraggiunta. Un altro giovane presenta una condizione di asma, complicata da ulteriori problemi respiratori.

bertolaso

Il nodo delle complicanze polmonari

Secondo i sanitari, la criticità maggiore non riguarda solo l’estensione delle ustioni, ma soprattutto le complicanze polmonari. Tutti i feriti hanno infatti respirato sostanze altamente tossiche, che stanno provocando danni seri all’apparato respiratorio. Una situazione che favorisce l’insorgenza di infezioni difficili da trattare e che rende la gestione clinica particolarmente complessa.

Non mancano, tuttavia, segnali incoraggianti. Due ragazzi sono in condizioni discrete, pur necessitando ancora di un periodo prolungato di terapia. Migliora anche il quadro della giovane donna di Rimini, che potrebbe essere trasferita già la prossima settimana in una struttura più vicina a casa: è descritta come in buone condizioni e con uno stato d’animo positivo.

Diversa la situazione di una paziente svizzera di 55 anni, ancora profondamente segnata dallo shock per quanto vissuto. Per lei è stato attivato un percorso di supporto psicologico, grazie al team dedicato presente in reparto.

Sanità sotto osservazione verso le Olimpiadi

Mentre l’ospedale Niguarda continua a essere un punto di riferimento per i casi più complessi, la Regione Lombardia si prepara a una sfida organizzativa che va ben oltre l’attualità. La gestione delle terapie intensive, già terreno di scontro durante la pandemia, torna al centro dell’agenda politica e sanitaria.

Con le Olimpiadi alle porte, ogni scelta sarà osservata con attenzione. La promessa è quella di una sanità pronta a tutto. Ma il ricordo delle tensioni del periodo Covid rende il percorso irto di ostacoli, con il rischio che, accanto all’emergenza clinica, si riaccendano anche nuove polemiche.

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Ultimo Aggiornamento: 13/01/2026 10:52

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