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“Lo devi punire!”. Vaccini, appello di Heather Parisi a Trump: Bassetti furioso

Pubblicato: 13/01/2026 10:51

È uno scontro a distanza sempre più duro quello che oppone Heather Parisi e Matteo Bassetti, consumato interamente sui social network ma ormai approdato su un terreno ben più delicato, quello delle accuse personali e delle possibili azioni legali. Un botta e risposta che, nel giro di poche ore, si è arricchito di un nuovo capitolo con un lungo intervento dell’infettivologo affidato a Facebook, dopo una sequenza di post e repliche incrociate su X.

Al centro della polemica c’è il tema delle vaccinazioni pediatriche, tornato prepotentemente nel dibattito pubblico dopo la decisione degli Stati Uniti di ridurre le vaccinazioni raccomandate per i bambini. Una scelta che Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, ha duramente criticato, puntando il dito contro il segretario alla Salute americano Robert Kennedy jr, liquidato sui social con espressioni forti e provocatorie.

L’intervento di Heather Parisi e l’appello a Trump

A innescare l’escalation è stato l’intervento di Heather Parisi, che ha deciso di rivolgersi direttamente al presidente degli Stati Uniti con un messaggio pubblico dai toni sarcastici e aggressivi. L’ex ballerina ha accusato Bassetti di aver superato il limite, sostenendo che il medico, a suo dire “arruolato” dal governo italiano in un ruolo istituzionale, stesse fomentando l’odio contro il ministro della Salute americano.

Nel suo post, Parisi ha invitato Donald Trump a “mettere sul radar” il professore italiano, definendolo una figura dalla “lingua troppo lunga” e dal “curriculum troppo breve”. Non solo: il messaggio si è spinto fino a evocare ipotesi di provvedimenti punitivi, con riferimenti ironici ma dal contenuto pesante, come un presunto confino mediatico o l’assegnazione a mansioni umilianti. Un passaggio che ha reso lo scontro immediatamente più aspro e personale.

La replica di Bassetti e l’annuncio delle vie legali

La risposta di Matteo Bassetti non si è fatta attendere. L’infettivologo ha replicato duramente, respingendo le accuse e annunciando l’intenzione di ricorrere alle vie legali. In una prima dichiarazione pubblica, ha definito surreale il fatto che una “ballerina in pensione” mettesse in discussione il curriculum di un professore universitario, sottolineando come la vicenda non fosse affatto uno scherzo, ma un attacco diretto alla sua reputazione professionale.

Il messaggio si è chiuso con un avvertimento chiaro: l’auspicio che Parisi disponga delle risorse necessarie per affrontare un procedimento giudiziario in Italia. Una presa di posizione netta, che ha segnato il passaggio dallo scontro mediatico a un possibile contesto giudiziario.

Il post su Facebook e l’accusa di intimidazione

A distanza di qualche ora, Bassetti è tornato sulla vicenda con un lungo post su Facebook, in cui ha alzato ulteriormente il livello dello scontro. Secondo il medico, le parole di Heather Parisi non si sarebbero limitate a una critica, ma avrebbero configurato una vera e propria minaccia e un tentativo di intimidazione.

Nel suo intervento, l’infettivologo ha denunciato quello che ritiene un tentativo di delegittimare e “neutralizzare” la sua azione all’interno della comunità scientifica, chiamando in causa addirittura il presidente degli Stati Uniti per invocare misure nei suoi confronti. Un passaggio che, a suo avviso, supera il confine dello scontro di opinioni e tocca la sfera della tutela personale e professionale.

Bassetti ha però ribadito di non avere alcuna intenzione di fare un passo indietro: continuerà, ha scritto, a lavorare nel nome della ricerca scientifica, della divulgazione medico-scientifica e della tutela della salute pubblica, senza lasciarsi condizionare dalle polemiche.

Un caso che divide l’opinione pubblica

Il confronto tra Heather Parisi e Matteo Bassetti si inserisce in un clima già fortemente polarizzato sul tema dei vaccini e della scienza, alimentando una frattura che da anni attraversa l’opinione pubblica. Da una parte, il ruolo degli esperti e della comunicazione scientifica; dall’altra, la critica feroce all’establishment sanitario e alle sue figure più esposte mediaticamente.

Ora lo scontro rischia di spostarsi definitivamente dalle piattaforme social alle aule di tribunale, trasformando una disputa ideologica in un caso giudiziario. Con una certezza: il dibattito, tutt’altro che spento, continuerà a far discutere ben oltre i confini di un semplice botta e risposta online.

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