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Crazia: la nuova forma di governo dell’Occidente contemporaneo

Pubblicato: 14/01/2026 13:44

L’occidente, a fasi alterne, doveva convincere i popoli, anche quando costruiva imperi. Solo per un certo periodo ha utilizzato i servizi della gleba interni, più spesso aveva schiavi esterni, sotto forme di dominio differente. Dal dopoguerra in avanti l’occidente ha puntato a rappresentare la forma più elevata di rapporto potere-popolo, la democrazia era il mood per tutti, anche per popoli poco avvezzi. Anche le monarchie diventano democratiche, come quella inglese che possedeva territori immensi, dall’Australia all’India, al Canada. O quella della piccola Danimarca, nazione con meno abitanti della Lombardia che possedeva, ancora per poco, l’immensa isola di Groenlandia,  per antichi insediamenti vichinghi.

Oggi questa iperbolica invenzione di gestione di due identità, popolo e territorio, sta liquefandosi, come tutto ciò che ha descritto Zygmunt Bauman. D’altra parte se la società,  il suo insieme di valori, è liquida lo diventa inevitabilmente anche la sua forma di governo. Oggi nel secondo “Reich” dell’era Trump l’occidente corre per una nuova forma di governo, la “Crazia”, in cui il popolo passa da attore a spettatore, ovviamente pagante. Questa crasi tra demos e crateos è una evoluzione del potere della comunicazione, anch’essa separata dall’informazione, che viene sostituita da piattaforme di contenuti preconfezionati. Il demos interessa in quanto utente di una piattaforma o di un mezzo, vedi Starlink per il popolo iraniano.  Non in quanto partecipante attivo. Per iperbole era più democratico Goebbels, che rendeva partecipanti attivi, tramite la propaganda, la maggioranza dei tedeschi. Oggi le maggioranze non servono, gli artefici elettorali servono a questo, a rendere vincenti delle minoranze, con il mito della governance che sostituisce la rappresentanza alla base della Rivoluzione Francese. Dal cogito ergo sum al sum quindi voto. Oggi in Occidente sempre meno aventi diritto vanno a votare, rendendo inutile lo stesso concetto di demos, sostituito dai focus. È la governance dei focus group, delle nicchie elettorali, che costano complessivamente poco, rispetto agli interessi collettivi. Questo lascia enormi margini di risorse per fare altro, per gestire interessi particolari. 

Facciamo un esempio, il dividendo che vuole Musk, esentasse possibilmente, dai suoi azionisti è di mille mld di dollari, praticamente quanto 40 finanziarie italiane da destinare ad una sola persona. E questo nemmeno a fronte di enormi utili, ma solo per puro esercizio di potere. Il potere dell’immaginario collettivo, come una serie su Netflix da guardare, volete lo spazio ve lo do, anche se ancora non c’è, volete America First o il peggior bar di Caracas, ve lo do. Ci viene pure la Groenlandia, che fa signora lascio? Certo il Canada sarà più duro da comprare, e si romperebbe definitivamente il rapporto con una nazione militare da sempre, il Regno Unito. E sarebbe la fine della Nato. Ma oggi tutto è possibile. Su Netflix à la carte trovi che tutto è gia stato scritto.

I popoli occidentali fanno da spettatori mentre gli orientali continuano a pedalare, ideologicamente, quell’ideologia, la costruzione del pensiero, che noi ad ovest abbiamo perso. L’abbiamo sostituita con un ircocervo folle, la fusione di potere e pazzia. La Crazia. Non è nemmeno una novità, abbiamo avuto già Nerone, il quale incendiò Roma. A breve qualcuno, nella sua folle vanità, appiccherà il fuoco.

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