
L’ombra di un possibile rinvio a giudizio torna ad allungarsi sull’inchiesta per il delitto di Garlasco, uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi anni. Al centro dell’attenzione c’è Andrea Sempio, oggi unico nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, una posizione che lo espone a una pressione mediatica costante e a interrogativi ancora irrisolti. Sempio, tuttavia, ha chiarito pubblicamente quale sia l’unico aspetto che realmente lo preoccupa: la cosiddetta impronta 33, elemento tecnico che continua a rappresentare un nodo cruciale nell’inchiesta.
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Il timore del rinvio a giudizio e il peso dell’impronta 33
Nel corso di una recente intervista televisiva, Andrea Sempio ha raccontato il clima di forte esposizione vissuto non solo da lui, ma anche dalla sua famiglia. Un racconto che restituisce il peso umano di un’indagine che, a distanza di anni, torna a riaprire ferite mai del tutto rimarginate. Sempio ha spiegato di non sentirsi in grado di mettere in discussione la condanna definitiva di Alberto Stasi, sottolineando di non possedere le competenze necessarie per valutazioni di carattere giudiziario o tecnico.
Allo stesso tempo, però, ha indicato un punto preciso che, a suo avviso, potrebbe essere oggetto di verifica in caso di rinvio a giudizio: proprio l’impronta 33. Una traccia che, secondo Sempio, rappresenterebbe l’unico elemento su cui eventualmente concentrare ulteriori accertamenti. Parole caute, accompagnate dalla consapevolezza di muoversi su un terreno che lui stesso definisce estraneo, soprattutto sotto il profilo delle procedure.

Il video sul computer di Chiara Poggi
Negli ultimi giorni, però, è emerso un dettaglio destinato a riaccendere il dibattito investigativo. Sul computer di Chiara Poggi è stato rinvenuto anche un video che ritrae Andrea Sempio, un elemento che potrebbe avere un peso rilevante nel quadro complessivo. Si tratta di un filmato girato all’interno di una scuola, circostanza che lo stesso Sempio aveva già commentato in passato, dichiarando di non riuscire a spiegarsi come quel file fosse finito sul pc della vittima.
Durante una trasmissione televisiva, l’indagato aveva precisato che il video non sarebbe stato realizzato da Marco Poggi, come inizialmente ipotizzato, ma da una terza persona, identificata come Gabriele. Il filmato, girato di giorno all’Ipsia di Sannazzaro, rappresenta dunque un elemento noto ma mai completamente chiarito, che oggi torna al centro dell’attenzione.

Le dichiarazioni di Sempio e i dubbi ancora aperti
Andrea Sempio ha ribadito di non avere alcun ricordo preciso legato alla presenza di quel video sul computer di Chiara. L’unica ipotesi avanzata riguarda una possibile visione del filmato insieme a Marco Poggi, circostanza che potrebbe aver portato alla copia del file sul pc. Un’ipotesi, però, che lo stesso Sempio definisce incerta, ammettendo apertamente di non ricordare come siano andate le cose.
In passato, l’indagato ha sempre confermato di aver utilizzato il pc di Chiara Poggi quando si trovava in casa con il fratello della giovane uccisa. Un dettaglio che oggi assume un significato particolare e che contribuisce a mantenere aperti interrogativi ancora senza risposta. Tra impronta 33, video e dichiarazioni pubbliche, l’inchiesta sul delitto di Garlasco si muove su un terreno complesso, dove ogni elemento continua a essere osservato con estrema attenzione.


