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Attacco durissimo a Trump, l’opzione finale: dazi da parte dell’Europa fino a 93 miliardi

Pubblicato: 18/01/2026 17:50

L’Unione europea ha alzato il livello dello scontro commerciale con gli Stati Uniti, prospettando contromisure dure in risposta alle minacce tariffarie avanzate dalla Casa Bianca. Se Washington ha annunciato dazi del 10 per cento a partire dal primo febbraio contro otto Paesi che hanno inviato truppe in Groenlandia, le capitali europee stanno valutando controdazi per un valore complessivo di 93 miliardi di euro o limitazioni all’accesso delle aziende americane al mercato europeo. Le misure, elaborate durante la riunione straordinaria degli ambasciatori degli Stati membri dell’Unione europea sulla crisi in Groenlandia, hanno l’obiettivo di conferire ai leader europei maggiore peso in vista degli incontri con il presidente Donald Trump al World Economic Forum di Davos.

Secondo quanto trapela, le minacce di ritorsione europee sono studiate per aumentare la pressione bipartisan sul presidente americano e spingerlo a retrocedere sui dazi. Come ha spiegato un funzionario europeo al Financial Times, “è già una situazione che non consente compromessi perché non si può cedere sulla Groenlandia. Gli americani ragionevoli sanno che ha aperto un vaso di Pandora”. L’incontro previsto tra Trump e i leader europei, inclusa la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, era inizialmente incentrato sull’Ucraina, ma l’agenda è stata rivista per dare più spazio alla crisi in Groenlandia.

Lo strumento anti-coercizione dell’Ue

Al centro della strategia europea c’è lo Strumento anti-coercizione (Aci), introdotto nel 2023 per rispondere a interferenze economiche indebite da parte di Paesi terzi. L’Aci consente di identificare formalmente atti di coercizione, promuovere il dialogo e, se necessario, adottare contromisure proporzionate. Le misure possono includere restrizioni su importazioni ed esportazioni, limitazioni agli investimenti diretti esteri, vincoli ai diritti di proprietà intellettuale e restrizioni all’accesso agli appalti pubblici europei, tutte progettate per avere un impatto mirato e temporaneo.

La determinazione di un atto di coercizione spetta al Consiglio, su proposta della Commissione europea, mentre l’adozione delle misure di risposta è competenza della Commissione stessa, assistita da un comitato di Stati membri. In specifici casi, come le norme di origine, si ricorre a atti delegati, coinvolgendo anche il Parlamento europeo. Il processo prevede la consultazione delle parti interessate e un obbligo di informazione costante verso Parlamento e Consiglio, a garanzia della proporzionalità e della rapidità delle azioni.

Coordinamento internazionale e alleanze

Nel frattempo, il confronto europeo con gli Stati Uniti ha visto anche un ruolo di coordinamento con altri alleati. Il premier britannico Keir Starmer ha ribadito a Trump che imporre dazi agli alleati per motivi legati alla sicurezza della Nato è sbagliato, sottolineando l’importanza della protezione degli interessi euro-atlantici. Starmer ha inoltre parlato con il primo ministro danese Mette Frederiksen, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il segretario generale della Nato Mark Rutte, evidenziando la necessità di una risposta coordinata e unitaria di fronte a pressioni economiche esterne.

L’azione dell’Unione europea, attraverso lo Strumento anti-coercizione, conferma la volontà di Bruxelles di tutelare la propria autonomia strategica, assicurando una reazione forte ma proporzionata alle pressioni esterne e preservando la stabilità delle relazioni commerciali internazionali.

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Ultimo Aggiornamento: 18/01/2026 21:22

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