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“Non datele ai vostri cani”. Allarme sulle famose crocchette: ritirate da punti vendita e supermercati

Pubblicato: 18/01/2026 11:44

Un avviso apparso quasi in sordina, tra i richiami alimentari pubblicati quotidianamente dal Ministero della Salute, avrebbe attirato l’attenzione di chi convive con un cane e affida alla grande distribuzione la scelta del cibo. Una segnalazione che, letta con attenzione, racconterebbe una storia più ampia fatta di controlli, rischi chimici e di una sostanza invisibile ma potenzialmente molto pericolosa. Il richiamo riguarderebbe un prodotto molto diffuso sugli scaffali dei discount.

Aflatossina e il richiamo delle crocchette per cane

Il prodotto al centro dell’allerta sarebbero crocchette per cane in confezione da 10 kg, ritirate dal mercato per la presenza di “Aflatossina B1” oltre i limiti di legge. Il richiamo, disposto per rischio chimico, riguarderebbe il mangime per animali domestici commercializzato nei punti vendita di una nota catena di supermercati. A darne notizia è Il Messaggero, che segnala come l’avviso ufficiale sia stato pubblicato sul portale del Ministero della Salute.

Nel documento si specificherebbe che chiunque abbia acquistato il prodotto è tenuto a non consumarlo e a riconsegnarlo presso il punto vendita in cui è stato venduto. Una procedura standard nei casi di allerta alimentare, ma che, come spesso accade, potrebbe essere sottovalutata dai consumatori, soprattutto quando si tratta di alimenti destinati agli animali e non alle persone.

Aflatossina: cos’è e perché preoccupa

L’elemento chiave di tutta la vicenda è l’aflatossina, una sostanza che, come ricordato anche da Il Messaggero, è prodotta dalla muffa Aspergillus flavus. Si tratta di un fungo che prolifera soprattutto sui cereali, ingredienti frequentemente utilizzati nella produzione di mangimi per animali domestici. In determinate condizioni di conservazione e umidità, la contaminazione potrebbe aumentare fino a superare i limiti consentiti dalla normativa europea.

Secondo le informazioni diffuse, l’assunzione di livelli elevati di aflatossina potrebbe provocare problemi di salute anche molto seri. Tra i sintomi segnalati figurerebbero vomito, diarrea, perdita di appetito e ittero, con un quadro clinico che, nei casi più gravi, potrebbe rivelarsi fatale. È per questo motivo che la presenza di Aflatossina B1 viene costantemente monitorata dalle autorità sanitarie e che ogni superamento dei limiti di legge fa scattare immediatamente il richiamo.

Aflatossina e i rischi per gli animali domestici

Il nodo più delicato riguarda però la particolare vulnerabilità degli animali domestici. Come evidenziato da Il Messaggero, cani e altri animali da compagnia sarebbero più esposti rispetto agli esseri umani perché, a differenza delle persone che seguono un’alimentazione più variegata, tendono a nutrirsi degli stessi alimenti per lunghi periodi. Questo comportamento alimentare favorirebbe l’accumulo progressivo delle aflatossine nell’organismo.

Nel tempo, tale accumulo potrebbe causare gravi problemi al fegato, con conseguenze che, nei casi estremi, potrebbero portare persino alla morte dell’animale. È proprio questo rischio cumulativo a rendere particolarmente insidiosa la contaminazione da aflatossine nei mangimi, anche quando l’esposizione iniziale non provoca sintomi immediati o facilmente riconoscibili.

Il richiamo riguarda il lotto coinvolto è il numero 5286 delle crocchette per cane Radames vendute da Eurospin, secondo quanto riportato da Il Messaggero, si inserirebbe quindi in un quadro di prevenzione volto a evitare effetti sanitari potenzialmente molto gravi. Un episodio che riporterebbe al centro dell’attenzione l’importanza dei controlli lungo tutta la filiera dei mangimi e la necessità, per i proprietari di animali, di prestare attenzione agli avvisi pubblicati dal Ministero della Salute.

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