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Incidente ferroviario a Barcellona, il macchinista morto era un tirocinante di 28 anni

Pubblicato: 21/01/2026 09:52

Aveva 28 anni, era originario di Siviglia e stava svolgendo un tirocinio presso Renfe il macchinista rimasto ucciso nel grave incidente ferroviario che ha coinvolto un treno pendolare del servizio Rodalies a Gelida, nella provincia di Barcellona. Un dramma che ha portato alla sospensione dell’intera rete ferroviaria suburbana catalana, aggravando una giornata già segnata dal caos nei trasporti.

Quattro persone in cabina, tre erano tirocinanti

Al momento dell’impatto, nella cabina di guida del convoglio si trovavano quattro persone: il macchinista titolare e tre tirocinanti. A confermarlo è stato Joan Rovira, ispettore dei Vigili del Fuoco della Catalogna, in una dichiarazione rilasciata mercoledì ai media e riportata tra gli altri da El Pais.
«Non c’era un solo macchinista; c’era un gruppo di tirocinanti con il macchinista capo», ha spiegato Rovira, senza però entrare nel dettaglio delle mansioni svolte da ciascuno durante il viaggio. La presenza contemporanea di più tirocinanti in cabina rappresenta uno degli aspetti ora al vaglio degli inquirenti.

Servizio Rodalies sospeso a tempo indeterminato

L’incidente ha avuto conseguenze immediate sull’intero sistema ferroviario regionale. Il governo catalano ha disposto la sospensione totale del servizio Rodalies, che resterà fermo «finché i rapporti tecnici non confermeranno la sicurezza dell’intera rete».
Lo stop ai treni suburbani ha avuto un effetto domino sulla mobilità dell’area metropolitana di Barcellona. Nella mattinata successiva all’incidente si sono registrati ingorghi significativi su quasi tutte le principali arterie stradali di accesso alla città, con una viabilità paralizzata e forti disagi per pendolari e automobilisti.

Il contesto: altri incidenti e indagini in corso

Il deragliamento di Gelida non è stato l’unico episodio critico della giornata. Pochi minuti prima, un altro incidente ferroviario si era verificato tra Maçanet e Blanes, all’altro capo della rete Rodalies. In quel caso, fortunatamente, non si sono registrate vittime: solo paura e disagi per i passeggeri, già abituati a una rete spesso sotto stress.
Nel frattempo, proseguono anche le operazioni di soccorso e le indagini relative a un altro grave incidente ferroviario avvenuto ad Adamuz, in provincia di Cordova. Il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha riferito che esiste una discrepanza nei dati: «Sembra che l’elenco delle persone disperse e quello dei corpi ritrovati differisca di una persona». Secondo l’ultimo bilancio ufficiale, si contano 42 morti confermati e 43 segnalazioni di persone scomparse.

Le misure sulla rete ad alta velocità

Sul fronte dell’alta velocità, la società statale Adif, che gestisce le infrastrutture ferroviarie, ha revocato il limite di velocità di 160 km/h imposto martedì pomeriggio su un lungo tratto della linea Madrid-Barcellona, tra Mejorada del Campo e Alhama de Aragón.
Il limite resta ora in vigore solo su quattro tratti specifici, mentre sul resto della linea la velocità consentita è stata riportata a 230 km/h. Una decisione che arriva mentre il sistema ferroviario spagnolo è sotto osservazione per la tenuta complessiva della sicurezza.

Una rete sotto pressione

Il susseguirsi di incidenti, il fermo totale dei Rodalies e il caos sulla viabilità urbana restituiscono l’immagine di una rete ferroviaria sotto forte pressione, in cui sicurezza, formazione del personale e manutenzione delle infrastrutture sono ora al centro dell’attenzione delle autorità e dell’opinione pubblica.

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