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“Devo dirlo…”. Bianca Balti, occhi gonfi di lacrime: esplode davanti a tutti. Cosa è successo

Pubblicato: 22/01/2026 17:47

Il contrasto tra la quotidianità di una visita medica a Los Angeles e l’orrore di un conflitto lontano si fa lancinante nelle parole di Bianca Balti. La top model, visibilmente scossa, ha scelto di utilizzare la propria risonanza mediatica per trasformarsi in una cassa di risonanza per chi, in questo momento, non ha voce. Seduta su una scalinata, con indosso una semplice maglietta bianca e un cardigan grigio, la modella si è mostrata ai suoi milioni di follower con gli occhi lucidi e la voce rotta dall’emozione, subito dopo aver raccolto la testimonianza drammatica di una donna incontrata per caso.

Tutto ha avuto inizio nello studio del suo oculista. Qui Balti ha avuto modo di parlare con la segretaria, una donna di origini iraniane che abitualmente la assiste con le pratiche burocratiche. È stata proprio lei, ignorando inizialmente la fama internazionale della modella, a supplicarla di farsi portavoce di una realtà che sta consumando il suo popolo. Una richiesta d’aiuto nata dal dolore autentico di chi vede la propria terra trasformata in un campo di sterminio a cielo aperto, dove la vita umana sembra aver perso ogni valore di fronte alla repressione.

La testimonianza shock e il grido d’aiuto sui social

Uscita dallo studio medico, Bianca Balti non ha potuto proseguire la sua giornata come se nulla fosse. Si è fermata, ha acceso la camera e ha riportato quel racconto agghiacciante che dipinge un quadro di violenza sistematica contro i civili. «È incredibile quello che sta succedendo», ha esordito la top model nel suo video, faticando a trattenere le lacrime mentre descriveva la brutalità delle esecuzioni sommarie. Il messaggio della modella è diventato immediatamente virale, portando all’attenzione del grande pubblico dettagli crudi sulla gestione dei feriti e dei manifestanti nel Paese asiatico.

Secondo quanto riferito dalla Balti, la violenza non risparmierebbe nemmeno i luoghi di cura, trasformando gli ospedali in trappole mortali per chi cerca assistenza. «Se scendi in strada ti colpiscono e uccidono a colpi d’arma da fuoco, e ti ammazzano, se finisci all’ospedale ferito vengono a spararti, a ucciderti lì direttamente. Questo è quello che sta accadendo in quel Paese in questo momento, è straziante, è importante dare voce e raccontarlo». Il suo appello è chiaro: documentare, condividere e non permettere che il silenzio cali su un dramma umano di queste proporzioni. Per la Balti, l’incontro con la segretaria non è stato un caso, ma un mandato morale a cui ha deciso di rispondere con la forza della sua immagine pubblica.

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