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Perché la Groenlandia non è “gigantesca” come dice Trump: colpa di una mappa vecchia di 500 anni

Pubblicato: 22/01/2026 17:47

Se si osserva un planisfero, cioè una rappresentazione piana del mondo, la sensazione è che qualcosa non torni. Basta confrontare le distanze sulla carta con quelle reali — per esempio quelle mostrate sugli schermi degli aerei durante i voli intercontinentali — per accorgersi che molte proporzioni sono fuorvianti.
Uno degli esempi più evidenti è la Groenlandia, tornata al centro del dibattito politico internazionale dopo le dichiarazioni di Donald Trump. Sulle mappe più comuni l’isola appare enorme, quasi grande quanto l’Africa. In realtà, non lo è affatto.

Quanto è grande davvero la Groenlandia

La Groenlandia ha una superficie di circa 2,1 milioni di chilometri quadrati. Un’estensione notevole, ma lontanissima dalle dimensioni suggerite dalle cartine scolastiche. Il confronto con l’Africa è emblematico: il continente africano misura circa 30,3 milioni di chilometri quadrati, risultando quattordici volte più grande dell’isola artica. Anche altri confronti ridimensionano drasticamente la percezione visiva:

  • l’Australia, con 7,6 milioni di km², è circa tre volte e mezzo più grande
  • il Brasile, con 8,5 milioni di km², è quattro volte più esteso
  • persino l’Unione europea, senza contare la Groenlandia stessa, supera i 4 milioni di km²

In altre parole, se si provasse a sovrapporre la Groenlandia all’Europa continentale, non riuscirebbe a coprirla interamente.

Il confronto con gli Stati Uniti

Sulle mappe tradizionali la Groenlandia sembra spesso rivaleggiare persino con l’America del Nord. Anche questa è un’illusione. Gli Stati Uniti, con una superficie complessiva di circa 9,8 milioni di km², sono quasi cinque volte più grandi della Groenlandia. Anche limitandosi ai soli 48 Stati contigui, escludendo Alaska e Hawaii, il territorio americano resta quasi quattro volte più esteso. Se si sovrapponesse fisicamente la Groenlandia alla mappa degli Usa, coprirebbe a malapena l’area che va dalla costa atlantica al fiume Mississippi.

L’origine dell’illusione: la proiezione di Mercatore

La colpa di questa distorsione non è della Groenlandia, ma delle mappe che usiamo da secoli. In particolare della proiezione di Mercatore, ideata nel XVI secolo dal cartografo fiammingo Gerardo Mercatore, personaggio peraltro finito sotto processo per eresia.
Il suo obiettivo non era rappresentare correttamente le superfici, ma fornire ai marinai una mappa in cui le rotte potessero essere tracciate come linee rette, mantenendo corretti gli angoli di navigazione. Il risultato è una cartina utilissima per la navigazione, ma profondamente distorta nelle dimensioni.
Ogni tentativo di proiettare una superficie sferica su un piano comporta inevitabilmente delle deformazioni. Nel caso di Mercatore, l’effetto più evidente è l’ingrandimento progressivo delle terre man mano che ci si avvicina ai poli, mentre le regioni equatoriali vengono compresse.

Perché i poli “si gonfiano” sulle mappe

La proiezione di Mercatore utilizza una scala delle latitudini crescente, necessaria per preservare la forma degli oggetti e gli angoli. Questo però ha un effetto collaterale: le superfici vicine ai poli vengono dilatate artificialmente, mentre quelle prossime all’Equatore appaiono molto più piccole di quanto siano in realtà.
È anche il motivo per cui i poli geografici non possono essere rappresentati: sulla mappa finiscono teoricamente all’infinito.
Le mappe digitali moderne, come quelle usate dai servizi online, impiegano una versione evoluta chiamata Web Mercator, che mantiene molti dei difetti strutturali della proiezione originale.

Non solo Groenlandia: altre distorsioni evidenti

La Groenlandia non è l’unica vittima di questa illusione cartografica. Le mappe tradizionali falsano anche molti altri rapporti geografici:

  • la Siberia appare sproporzionatamente grande rispetto all’Africa, nonostante quest’ultima sia molto più estesa
  • l’Alaska sembra grande quanto il Brasile, ma in realtà è almeno quattro volte più piccola
  • l’Islanda appare più grande della Gran Bretagna, mentre è circa la metà
  • la Finlandia sembra lunga quanto l’India, ma misura solo un terzo
  • nell’emisfero sud, la distanza tra Australia e Antartide appare enorme, quando in realtà è di circa 3.000 chilometri

Una lezione di geografia (e di politica)

L’idea di una Groenlandia “gigantesca” non nasce quindi da dati reali, ma da una percezione visiva distorta che accompagna l’Occidente da oltre cinque secoli. Una distorsione talmente radicata da influenzare ancora oggi il dibattito politico e strategico.
La lezione è semplice: le mappe non mentono, ma semplificano, e a volte lo fanno in modo ingannevole. Capire come funzionano significa non solo orientarsi meglio nel mondo, ma anche evitare che un errore cartografico diventi un errore di valutazione geopolitica.

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