L’Italia è entrata in una fase di maltempo lunga e complessa, destinata a coinvolgere gran parte del Paese per diversi giorni.
Non si tratta di un singolo passaggio perturbato, ma di una vera e propria sequenza di sistemi in arrivo dall’Atlantico, capaci di cambiare rapidamente piogge, temperature e quota neve da nord a sud. Uno scenario da pieno inverno, con evoluzioni continue.
Tre cicloni atlantici in arrivo: il quadro generale
Secondo le analisi del colonnello Mario Giuliacci, questa fase di instabilità meteo è legata all’arrivo consecutivo di tre cicloni di origine atlantica. Una configurazione che rende la situazione molto dinamica e prolungata, con effetti che potrebbero farsi sentire fino alla fine del mese.
Queste perturbazioni porteranno piogge frequenti e diffuse su molte regioni, ma anche nevicate su diverse aree del territorio, in alcuni casi a quote insolitamente basse per il periodo.
Dove colpirà di più il maltempo
L’impatto maggiore è atteso al Nord e lungo le regioni tirreniche, dove l’incontro tra aria fredda e correnti umide favorirà fenomeni più intensi e persistenti.
Al Sud, invece, la circolazione sarà più mite: le temperature resteranno generalmente in linea con le medie stagionali, pur in un contesto spesso nuvoloso e a tratti piovoso.
Quanto durerà il maltempo e le giornate più critiche
Il primo ciclone è già responsabile del peggioramento in corso e continuerà a condizionare il tempo per tutto il weekend e l’inizio della prossima settimana.
Tra sabato 24 e domenica 25 gennaio sono previsti rovesci al Centro-Nord, sulla Campania e sulle Isole Maggiori, con precipitazioni localmente abbondanti proprio sulla Campania.
La prima tregua e il ritorno del maltempo
Lunedì 26 gennaio il fronte perturbato si sposterà maggiormente verso il Centro-Sud e le isole, con un coinvolgimento più diretto di queste aree.
Martedì è attesa una breve attenuazione dei fenomeni, una tregua temporanea prima di un nuovo peggioramento: da mercoledì 28 gennaio l’arrivo del secondo ciclone da ovest riporterà piogge su Nord-Ovest, Toscana e Sardegna. Giovedì 29 il maltempo sarà più marcato, con precipitazioni diffuse e intense su Lazio, Campania e Friuli Venezia Giulia.
Il terzo ciclone e le zone più piovose
Il terzo ciclone è previsto tra venerdì 30 e sabato 31 gennaio, con nuove piogge soprattutto al Centro-Nord.
Nel complesso, nei prossimi dieci giorni le precipitazioni più abbondanti interesseranno in particolare la Liguria e le regioni tirreniche, mentre saranno più scarse su Marche, Abruzzo, Molise e Puglia.
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Neve al Nord e non solo: le zone più esposte
L’elemento più rilevante di questa fase riguarda la neve, che tornerà protagonista su molte aree del Paese.
Sabato sono attese nevicate sulle Alpi fino a quote basse, comprese tra 300 e 700 metri, con possibili fiocchi anche su basso Piemonte, entroterra ligure e rilievi tosco-emiliani.
Neve anche sull’Appennino
Domenica la neve continuerà a interessare le Alpi, ad eccezione dei settori orientali, e il versante tirrenico dell’Appennino.
Sui rilievi appenninici centro-settentrionali la quota neve potrà scendere tra 300 e 700 metri, mentre su Campania, Basilicata e Calabria le nevicate sono previste tra 800 e 1.300 metri.
Nevicate fino in pianura e nuovi accumuli a fine mese
Il secondo ciclone, atteso dal 27 gennaio, sarà quello con il potenziale più rilevante per le basse quote.
Sono previste nevicate a bassa quota sulle Alpi centro-occidentali, mentre il 28 gennaio potrebbero verificarsi nevicate abbondanti sulle Alpi orientali tra 300 e 800 metri.
Rischio neve in pianura e nuove fasi nevose
Sempre il 28 gennaio non si esclude la possibilità di neve fino in pianura sul Piemonte, scenario che dipenderà dall’intensità delle precipitazioni e dal mantenimento di temperature sufficientemente basse.
Tra il 30 e il 31 gennaio, infine, nuove nevicate sono attese sulle Alpi occidentali e successivamente anche su quelle centrali.
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Temperature: freddo al Nord, valori nella norma al Sud
Dal punto di vista termico, il quadro sarà piuttosto differenziato tra Nord e Sud.
Il Nord Italia dovrà fare i conti con temperature più basse della media, soprattutto in Val Padana e lungo il medio Adriatico, comprese Marche e Abruzzo. I cicloni in arrivo favoriranno infatti l’afflusso di aria più fredda su queste zone.
Clima più mite sulle regioni meridionali
Diversa la situazione per il Sud e le regioni tirreniche, dove prevarranno venti più miti di origine sud-occidentale.
In queste aree il freddo sarà relativo, con valori generalmente in linea con le medie stagionali: circa 10 gradi al Centro e tra 10 e 13 gradi al Sud, secondo le stime di Giuliacci.


