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“C’è una cosa…”. Garlasco, l’annuncio di Roberta Bruzzone a Quarto Grado: pronta una sua consulenza

Pubblicato: 31/01/2026 10:50

C’è una frase che, detta in tv, basta a riaccendere tutto: Roberta Bruzzone torna sul caso dell’omicidio di Chiara Poggi e, a Quarto Grado, mette al centro un punto preciso della storia giudiziaria: la perizia sulla camminata attribuita ad Alberto Stasi.

Non è solo un dettaglio tecnico: per la criminologa è uno snodo che continua a far discutere perché, sostiene, contiene criticità e incongruenze che non sarebbero state raccontate con la stessa evidenza nel dibattito pubblico, pur restando coerenti con l’impianto accusatorio accolto in via definitiva.

La consulenza di Bruzzone: cosa ha detto in trasmissione

Durante l’ultima puntata di Quarto Grado, Bruzzone ha spiegato di aver svolto una vera e propria consulenza sugli atti del processo che hanno portato alla condanna di Stasi. Il focus, ha chiarito, è stato proprio sul lavoro peritale che analizza movimenti e camminata del giovane.

La criminologa ha raccontato di aver “diviso in micro azioni” il comportamento descritto da Stasi, mettendolo a confronto con la ricostruzione dei periti. E, incalzata dal conduttore Gianluigi Nuzzi sull’eventuale presenza di menzogne, ha risposto senza esitazioni: “Assolutamente sì. Sulla scorta di quello che lui riferisce di aver fatto quando sostiene di essere rientrato ci sono almeno dei passaggi che sono impossibili”.

A chi verrà consegnata e perché

Secondo Bruzzone, dall’analisi emergerebbero ulteriori elementi che, nella sua lettura, “sconfessano” la linea difensiva e aggravano la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi.

In studio ha poi annunciato la scelta più discussa: consegnare la consulenza “alla parte che deve essere più tutelata in questo momento”, cioè la parte civile che rappresenta la famiglia della vittima. Ha anche precisato che il lavoro è svolto “pro bono”, senza compenso, con un obiettivo dichiarato: “utilizzarla per irrobustire quanto già emerso” contro Stasi, “ossia che lui non può essere rientrato (in casa, ndr) quando sostiene di essere rientrato”.

Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi nel caso Garlasco

Il punto chiave: la perizia sulla camminata e le tracce in casa

Il cuore della questione resta la perizia sulla camminata di Alberto Stasi, che secondo i giudici dimostra l’impossibilità che il giovane sia entrato nella villetta di via Pascoli alle 13:30 del 13 agosto 2007, come da lui dichiarato, per scoprire il corpo di Chiara Poggi.

All’interno dell’abitazione, infatti, non sarebbero state trovate tracce compatibili con il suo passaggio: le numerose macchie di sangue sul pavimento risultano intatte e non alterate dal transito di una persona. E lo stesso vale per il tappetino dell’auto di Stasi, usata subito dopo la presunta scoperta del corpo, sul quale non sono state rinvenute tracce ematiche.

Roberta Bruzzone in tv durante un intervento sul caso Garlasco

Perché questi elementi hanno pesato nella ricostruzione

Proprio questi aspetti hanno portato i giudici a concludere che Stasi non sarebbe mai entrato nella villetta dopo la morte di Chiara e che l’unico modo per conoscere quanto accaduto fosse una sua partecipazione diretta all’omicidio. È una ricostruzione che, secondo quanto dichiarato da Bruzzone, la sua consulenza contribuirebbe a rafforzare ulteriormente, aggiungendo dettagli e incongruenze legate al racconto dell’imputato durante le indagini.

La famiglia Poggi, parte civile nel processo per l’omicidio di Chiara Poggi

Le parole in trasmissione, però, non sono passate lisce. Il tema non è solo “cosa” si analizza, ma anche “a chi” viene consegnato il lavoro: ed è qui che il confronto in studio si è fatto più duro.

Lo scontro in studio con Carmelo Abbate

Le dichiarazioni della criminologa hanno acceso un botta e risposta con il giornalista e saggista Carmelo Abbate, che ha criticato la scelta di consegnare la consulenza esclusivamente alla parte civile. “I diritti di Stasi sono stati calpestati dalla giustizia. C’è un indagato per omicidio (Sempio, nrd), la parte civile dovrebbe essere aperta a qualunque ipotesi. Ma riceve perizie sull’unico condannato”.

Abbate ha inoltre accusato Bruzzone di accanirsi sulla “povera gente“, riferendosi proprio ad Alberto Stasi, riaprendo così lo scontro pubblico sul caso di Garlasco e sulla lettura di una vicenda che, anche a distanza di anni, continua a dividere e a far discutere.

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