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Crans-Montana, Mattarella incontra i feriti ricoverati al Niguarda

Pubblicato: 02/02/2026 11:55

In un momento di profonda partecipazione umana e istituzionale, lontano dai riflettori che solitamente accompagnano i grandi eventi, il Presidente Sergio Mattarella ha fatto il suo ingresso all’ospedale Niguarda di Milano. Una visita a sorpresa, priva di telecamere e segnata da una sobria discrezione, per portare conforto agli otto giovani ancora ricoverati a seguito della tragedia di Crans-Montana. Il Capo dello Stato ha varcato la soglia del reparto con un obiettivo chiaro: far sentire la vicinanza dell’intero Paese a chi sta lottando per tornare alla normalità. «Devono farcela. Dobbiamo riconsegnare loro una vita piena», ha dichiarato con fermezza, prima di rivolgere un sentito ringraziamento all’equipe medica per l’impegno profuso in questa drammatica circostanza.

Un abbraccio agli italiani attraverso il dolore delle famiglie

Il colloquio con i genitori e i parenti dei ragazzi si è protratto per circa venti minuti, in un’atmosfera carica di commozione. Umberto Marcucci, papà di Manfredi, ha riportato il senso profondo delle parole ricevute: il Presidente «ci ha detto che è venuto in visita non solo per lui stesso ma anche per tutti quanti gli italiani, a portare gli auguri di tutti per la guarigione dei nostri ragazzi». Nonostante il fitto calendario istituzionale legato agli impegni delle Olimpiadi, la priorità di Mattarella è stata quella di stringere la mano a chi soffre, assicurando che le istituzioni continueranno a essere presenti, anche nel sostegno alle richieste di giustizia per quanto accaduto.

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha sottolineato l’impatto emotivo di questo incontro, definendolo un momento che rimarrà impresso nella storia del Niguarda. Mattarella non si è limitato a un saluto formale, ma ha voluto visitare personalmente alcuni pazienti del centro ustioni, informandosi minuziosamente sulle condizioni di ogni singolo ricoverato. Marcucci ha poi aggiunto che il Presidente è rimasto colpito dalla solidarietà nata tra i familiari: «Ci ha detto che gli ha fatto piacere sentire la nostra forza e la nostra unione, il legame che si è creato tra noi famiglie è una cosa che fa bene anche ai nostri ragazzi». Un gesto di alta caratura morale che segue gli incontri già avvenuti a Zurigo e a Dubai con il papà di Emanuele Galeppini, confermando una vicinanza costante e autentica alle vittime di questa ferita ancora aperta.

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Ultimo Aggiornamento: 02/02/2026 19:09

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