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Famiglia nel bosco, svolta nel caso: “Chi vuole chiedere l’affidamento dei bambini”

Pubblicato: 06/02/2026 15:02

Nel silenzio pesante di una storia che continua a scuotere l’opinione pubblica, il caso della famiglia nel bosco torna a far parlare di sé. E lo fa con un dettaglio che potrebbe cambiare gli equilibri: la presenza, ora in Italia, della madre e della sorella di Catherine, arrivate per starle accanto mentre i figli restano lontani da lei da oltre due mesi.

A fare il punto sugli ultimi sviluppi è stato il sindaco di Palmoli, intervenuto a Storie Italiane, ripercorrendo tempi, modalità e regole che scandiscono questa fase delicatissima, tra incontri programmati e nuove ipotesi ancora tutte da verificare.

Visite regolamentate e un domicilio già stabilito

Il primo cittadino ha chiarito nel dettaglio come si stanno organizzando i contatti con i minori, spiegando: “Sono andate in casa famiglia alle 9:30 e hanno concordato visite settimanali per il lunedì e il giovedì, il lunedì con Nathan e il giovedì solo nonna e zia dei minori, è un aspetto regolamentato e rispetteranno questi orari, adesso stanno ancora a Vasto ma il domicilio lo hanno stabilito nella casa di Armando, quella messa a disposizione in comodato d’uso gratuito, saranno lì fino a fine febbraio, dopo di che è sempre disponibile la casa del Comune che in questi giorni abbiamo finito di arredare e sistemare”.

Una routine definita, quindi, fatta di appuntamenti precisi e spostamenti programmati. Un tentativo di riportare ordine e stabilità in una vicenda che, giorno dopo giorno, continua ad aggiungere tensione e incertezza.

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Famiglia nel bosco, immagine simbolica del caso

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Nel suo intervento, il sindaco ha anche sottolineato che la situazione logistica potrebbe cambiare presto: “Loro adesso sono a Vasto e potrebbero rientrare a breve”. Ma è soprattutto un altro passaggio a catturare l’attenzione, perché apre a uno scenario nuovo e potenzialmente decisivo.

Il primo cittadino ha infatti aggiunto, riportando indiscrezioni ancora da confermare: “Le voci da verificare dicono che la zia dei minori, sorella di Catherine, abbia chiesto l’affidamento dei minori abitando in Italia, diventando responsabile dei genitori che si ricongiungerebbero con la zia”.

Una presenza che pesa: nonna e zia accanto a Catherine

Bambini, immagine di repertorio legata alla vicenda

Il racconto si concentra poi sul ruolo dei familiari arrivati dall’estero. Una presenza che, secondo il sindaco, non sarebbe solo affettiva, ma anche legata a una strategia più ampia per tentare di ricomporre il nucleo familiare.

Le sue parole, in questo senso, sono nette: “Mamma e sorella di Catherine sono arrivate per dare conforto e sostegno a Catherine, che dopo due mesi in casa famiglia comincia a mostrare segni di cedimento dal punto di vista psicologico e penso che siano arrivate anche in una funzione di strategia per riportare i bimbi all’interno della famiglia, sia quella naturale quanto quella allargata con nonna e zia, è una situazione da valutare ma manifesteranno la disponibilità di zia e nonna a partecipare alla gestione dei bimbi nel rispetto dell’ordinanza del 20 novembre, vengono a portare un aiuto e si rendono disponibili, questo è quello che si è capito fino ad ora”.

Le immagini dei familiari arrivati dall’estero

La zia dei minori coinvolti nel caso della famiglia nel bosco
La nonna dei minori coinvolti nel caso della famiglia nel bosco

Nel frattempo, però, sullo sfondo resta un elemento che inquieta: il percorso verso una soluzione appare ancora lungo e tutt’altro che lineare. E proprio le relazioni su Catherine, secondo il sindaco, non lascerebbero presagire tempi rapidi.

“Le relazioni confermano il fatto che questa vicenda ha imboccato una via che non appare né prossima né certa, che la soluzione è il ricongiungimento dei bimbi, fino a Natale tutti ci eravamo adoperati per risolvere le criticità della famosa ordinanza” ha spiegato.

La relazione su Catherine e la “strada molto pericolosa”

Infine, un passaggio particolarmente duro, che mette a fuoco il clima di tensione crescente: “Nella relazione su Catherine la cosa che mi conferma che siamo su una strada molto pericolosa è il fatto che la relazione della responsabile della casa famiglia ha detto che Catherine ha avuto un atteggiamento poco collaborativo rispetto a quello che aveva avuto nei primi giorni. Lei si aspettava, dopo aver dato disponibilità alle richieste… sempre priva della responsabilità genitoriale, per cui nella casa dove sarebbero dovuti andare con i minori avrebbero avuto libero accesso tutti coloro che si dovevano occupare della famiglia, di questo eravamo certi, per cui introdurre la famosa perizia per verificare la capacità genitoriale ha disorientato tutti, soprattutto i genitori”.

Intanto i figli restano separati dai genitori da oltre due mesi, mentre la vicenda della famiglia nel bosco continua a consumarsi tra regole, relazioni e decisioni attese. E ora, con nonna e zia in prima linea, l’evoluzione del caso potrebbe davvero entrare in una fase nuova, con la speranza — ancora fragile — di una soluzione nel più breve tempo possibile.

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