
L’Italia del rugby conquista un successo straordinario nel primo turno del Sei Nazioni 2026, imponendosi per 18-15 contro la Scozia all’Olimpico di Roma. Una vittoria che assume un valore storico: nonostante l’assenza di metà dei titolari, gli azzurri hanno mostrato una profondità in tutti i ruoli, giocando una partita caratterizzata da coraggio, disciplina e determinazione sotto una pioggia incessante che ha reso difficili le manovre al largo.
Il capo allenatore Gonzalo Quesada aveva studiato attentamente la partita, puntando sul controllo dei palloni alti e sull’efficacia del triangolo offensivo formato da Lynagh, Ioane e Marin. La strategia ha pagato soprattutto nel primo tempo, chiuso in vantaggio per 15-7 grazie alle mete di Lynagh e Menoncello. La prima meta è nata da un improvviso cambio di Fusco con Brex, che ha servito un passaggio preciso all’ala; la seconda, invece, è stata frutto di un recupero aereo di Lynagh, con Lamaro che ha smarcato Menoncello per la fuga vincente.
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Dominio azzurro nella mischia e in touche
La Scozia si presentava come una delle favorite del torneo, ma ha incontrato grandi difficoltà nel gioco largo a causa della pioggia e della pressione costante della squadra italiana. Nella fase ordinata, la coppia Zambonin-Ferrari ha dominato rispettivamente rimesse laterali e mischia, impedendo agli scozzesi di sviluppare il loro gioco. Il pilone destro Ferrari, eletto miglior giocatore dell’incontro, ha trascinato la squadra in difesa, con Niccolò Cannone e Zambonin che hanno neutralizzato ogni avanzata avversaria.
La ripresa ha visto la Scozia avvicinarsi nel punteggio grazie a una meta del mediano di mischia Horne, seguita dal calcio trasformato da Russell. Tuttavia, il mediano d’apertura italiano Paolo Garbisi ha mantenuto i suoi compagni in vantaggio, impedendo il sorpasso fino all’ultimo minuto. L’azione finale della Scozia, durata 29 fasi e culminata nella ricerca disperata di un calcio di punizione, è stata neutralizzata dalla disciplina impeccabile degli azzurri, che non hanno mai commesso fallo.

Commenti e reazioni
Al termine della partita, il ct Gonzalo Quesada ha sottolineato l’importanza della preparazione: “Le prime due mete non sono state casuali, le avevamo preparate a lungo. Abbiamo commesso qualche errore, ma il gruppo è stato eccezionale. Abbiamo dimostrato che i ragazzi subentrati valgono i tanti titolari assenti”.
Ferrari, protagonista in mischia e touche, ha aggiunto: “Avevamo preparato nei dettagli la partita, soprattutto in touche e mischia ordinata. Siamo un bellissimo gruppo”. Il clima all’Olimpico, con 68.245 spettatori, ha reso la partita una vera festa per il rugby italiano, con il pubblico che ha celebrato la compattezza e la determinazione della squadra.
Tra gli spettatori, particolare attenzione ha suscitato la presenza della principessa Margaret, sorella della regina Elisabetta e di origine scozzese, che ha assistito allo spettacolo sportivo rimanendo però delusa dall’esito del match.

Italia-Scozia, tabellino e marcatori
Risultato finale: 18-15 (15-7)
Marcatori:
- 8’ pt meta Lynagh
- 14’ pt meta Menoncello, tr. Paolo Garbisi
- 24’ pt meta Dempsey, tr. Russell
- 35’ pt cp Garbisi
- 7’ st cp Russell
- 9’ st cp Garbisi
- 27’ st meta Horne
Formazioni principali:
- Italia: Marin (33’ st Pani) – Lynagh, Brex, Menoncello, Ioane – Paolo Garbisi, Fusco (22’ st Alessandro Garbisi) – Lorenzo Cannone, Zuliani (14’ st Favretto), Lamaro (29’ st Zuliani) – Zambonin (29’ st Ruzza), Niccolò Cannone – Ferrari (19’ st Hasa), Nicotera (19’ st Di Bartolomeo), Fischetti (19’-80’ st Spagnolo)
- Scozia: Jordan – Steyn, Jones, Tuipolotu, Dobie – Russell, White – Dempsey, Darge, Matt Fagerson – Gilchrist (12’ st Brown), Cummings (24’ st Horne) – Zander Fagerson (24’ st Millar Mills), Ashman (10’ st Turner), Schoeman (29’-37’ pt e 24’ st McBeth). A disp.: Williamson, Hastings, Graham
Arbitro: O’Keefee (NZ)
Note: spettatori 68.245, 15’ st cartellino giallo Turner
Prossimo impegno
Il prossimo turno vedrà l’Italia affrontare l’Irlanda a Dublino, squadra che giovedì è stata sconfitta dalla Francia. Il successo contro la Scozia rappresenta un importante trampolino di lancio per la nazionale azzurra nel Sei Nazioni 2026, confermando che il rugby italiano ha finalmente la profondità di squadra e il coraggio per competere ai massimi livelli internazionali.
La vittoria di oggi non è solo un risultato sul campo: è un segnale chiaro che il rugby italiano ha raggiunto un livello di competitività e maturità mai visto prima, pronto a lottare per ogni palla ovale nei prossimi match del torneo.


