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Milano-Cortina, allarme medaglie ai Giochi: troppo pesanti e fragili, si rompono facilmente

Pubblicato: 09/02/2026 16:28

Non solo emozioni e record: ai Giochi olimpici di Milano-Cortina scoppia anche il caso medaglie fragili. Nei primi giorni di competizioni si sono moltiplicati gli episodi di premi danneggiati, scheggiati o addirittura smarriti, sollevando interrogativi sulla progettazione e sulla resistenza dei riconoscimenti olimpici.

I primi casi tra neve e parterre

L’argento nello skiathlon della svedese Ebba Andersson è rotolato in una fessura tra la neve e un cartellone, finendo scheggiato e rotto in più parti dopo la caduta. L’oro dell’americana Breezy Johnson si è invece sfilato dal collare, rischiando di perdersi nella calca del parterre di Cortina.

Anche il bronzo della snowboarder agordina Lucia Dalmasso, alla sua prima medaglia olimpica, ha rischiato di rovinarsi durante i festeggiamenti. A intervenire è stato il padre Pietro, che in più di un’occasione ha dovuto sistemarlo e metterlo al sicuro.

Il problema del collare

Non si tratta di ossidazione o deterioramento del metallo — come accaduto in altre competizioni internazionali — ma di un problema strutturale. Il cerchio metallico si stacca con estrema facilità dal nastro, provocando distacchi improvvisi e cadute.

Il nodo sembra legato alla progettazione del sistema di aggancio: per ragioni di sicurezza il nastro deve potersi estrarre rapidamente, ma in combinazione con il peso complessivo questo meccanismo appare troppo delicato.

Mezzo chilo al collo

La medaglia pesa 506 grammi, oltre mezzo chilo. Un dettaglio che non passa inosservato agli atleti. “Oltre mezzo chilo di roba”, ha scherzato ma non troppo Lucia Dalmasso durante i festeggiamenti a Casa Italia.

Proprio il peso significativo rende più frequente il distacco del medaglione dal collare, soprattutto nei momenti di esultanza o negli spostamenti tra podio e tribune.

Andersson ha raccontato l’episodio con amarezza: “Nella fretta di correre verso i nostri tifosi la medaglia si è rotta, alcuni pezzi sono rimasti nella neve. Ho provato a ripararla e una delle tre parti è volata via”.

Il Cio corre ai ripari

Il Comitato Olimpico Internazionale ha già contattato le atlete coinvolte per verificare eventuali danni. La medaglia della svedese sarà sostituita: il duplicato verrà realizzato in 24-48 ore, come avviene nei casi di ex aequo.

Johnson è riuscita a riattaccare la propria medaglia in autonomia, ma l’episodio ha acceso l’attenzione su un dettaglio tecnico che rischia di trasformarsi in un caso organizzativo.

Per ora nessuna emergenza generalizzata, ma il tema resta aperto: simbolo massimo del successo sportivo, la medaglia olimpica deve essere non solo bella e prestigiosa, ma anche solida e resistente.

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