
Il coccodrillo di Paestum resta un mistero: non c’è nessuno che possa confermarne la presenza. Con ogni probabilità, però, non c’è mai stato. La vicenda, nata come notizia locale, ha avuto una risonanza nazionale, innescando una mobilitazione di soccorsi e curiosi.
Tutto è cominciato con una foto. L’immagine, seppur sgranata, mostrava un presunto alligatore nelle acque di un canale consortile, generando subito allarme tra cittadini e istituzioni. Vigili urbani, guardie zoofile, volontari del WWF e il nucleo operativo Noeeta si sono precipitati sul posto, vicino a un bar e a diverse abitazioni, per mettere in sicurezza la zona.
La risposta delle autorità è stata rapida e organizzata. Il WWF, guidato da Piernazario Antelmi, responsabile per il Cilento, ha posizionato lungo gli argini esche di carne bovina per attirare e catturare l’ipotetico rettile, nella speranza di confermare la segnalazione.

Parallelamente, il comandante della Polizia Municipale, Antonio Rinaldi, ha diffuso un appello alla prudenza, invitando la popolazione a mantenersi a distanza. L’assessora regionale Fiorella Zabatta ha coordinato sopralluoghi anche con droni, mentre la pioggia battente ha reso le ricerche più complicate. Tuttavia, il vero problema si è rivelata essere l’attendibilità della segnalazione stessa.
L’allarme era partito dalla foto, inizialmente considerata inoppugnabile, scattata da un settantenne noto in zona. Sulla carta sembrava esclusa l’ipotesi di uno scherzo, ma con il passare delle ore e l’assenza di riscontri – le esche sono rimaste intatte – la credibilità della segnalazione è crollata, anche perché la foto non era stata scattata dalla fonte ma semplicemente ricevuta.
Il comandante Rinaldi ha dovuto ammettere che quella che sembrava una prova certa è ora considerata “priva di attendibilità”. La tensione iniziale si è trasformata in incredulità e ironia. I residenti e i commercianti vicini al canale, inizialmente preoccupati, hanno visto l’emergenza trasformarsi in chiacchiere da bar e meme virali. Dell’alligatore, o “coccordillo”, non v’è traccia.
A chiudere la vicenda ci ha pensato il sindaco di Capaccio Paestum, Gaetano Paolino, che ha voluto tranquillizzare la comunità: «Possiamo dire ai cittadini di stare tranquilli ma con prudenza. A distanza di 24 ore, con tutti i controlli serrati che ci sono stati, possiamo tornare alla normalità».
La storia dell’alligatore di Paestum sembra destinata a diventare leggenda metropolitana, una sorta di Lochness nostrana, nata forse da uno scherzo sfuggito di mano e amplificata dai social e dai media.
Per un giorno intero, i canali della Piana del Sele si sono trasformati, nell’immaginario collettivo, in una sorta di palude della Florida, catturando l’attenzione e l’ironia dei cittadini.


