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“Cardinali e politici finiscono nella me***”. Garlasco, l’ultima bomba da Giletti

Pubblicato: 11/02/2026 14:45

Nel corso della trasmissione “Lo Stato delle Cose”, il programma condotto da Massimo Giletti su Rai 3, si è tornati a parlare del delitto di Garlasco. Ospite in studio è stato Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, che ha rilanciato una sua teoria alternativa sull’omicidio di Chiara Poggi.

Secondo l’avvocato, la giovane 26enne sarebbe stata uccisa da un sicario, incaricato da una non meglio precisata organizzazione criminale. Una pista che si discosta radicalmente dalle ricostruzioni giudiziarie consolidate negli anni.

«È stato un sicario. Il motivo? Magari questa qui stava scoprendo l’arcano, mandava nella mer*a tutti, cardinali, politici», ha dichiarato Lovati durante la trasmissione. Parole forti, che hanno riacceso il dibattito mediatico su un caso che continua a far discutere.

L’avvocato ha sostenuto che la Procura di Pavia non sarebbe riuscita a dimostrare il concorso in omicidio contestato al suo ex assistito. Per questo, secondo la sua ricostruzione, l’indagine potrebbe concludersi con un’archiviazione o con il proscioglimento dell’indagato.

Nel corso della puntata è intervenuto anche Antonio De Rensis, che ha difeso l’operato della magistratura. «Chi conosce il procuratore Napoleone sa che è lontano galassie, anni luce, dal poter essere strumentalizzato», ha affermato.

De Rensis ha però escluso che l’apertura di un nuovo fascicolo sia finalizzata automaticamente alla revisione del processo Stasi. Secondo quanto dichiarato, il procuratore sarebbe semplicemente convinto delle proprie valutazioni investigative.

L’eventuale richiesta di revisione, ha precisato, spetterebbe agli avvocati della difesa, in particolare a Giuseppe Bocellari e allo stesso De Rensis, e non alla Procura. Un passaggio che delimita ruoli e competenze nell’attuale fase giudiziaria.

Le dichiarazioni di Lovati hanno comunque avuto ampia eco, riaprendo interrogativi e polemiche attorno a uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi vent’anni in Italia.

Il delitto di Garlasco continua così a essere terreno di confronto tra ipotesi alternative, sviluppi giudiziari e dibattito pubblico, mentre resta centrale il lavoro degli inquirenti chiamati a verificare ogni elemento nel rispetto delle procedure.

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