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Seconda portaerei Usa diretta verso il Medio Oriente: si alza il livello di tensione con l’Iran

Pubblicato: 13/02/2026 08:06

Nuova mossa militare degli Stati Uniti nel delicato scacchiere mediorientale. Il presidente Donald Trump ha disposto lo spostamento della portaerei USS Gerald R. Ford, la più grande al mondo, dal Mar dei Caraibi verso il Medio Oriente. Una decisione che rappresenta un segnale forte nei confronti dell’Iran e che rafforza ulteriormente la presenza navale americana nell’area.

Secondo quanto riportato dal New York Times, l’ordine di trasferimento è già stato impartito. La Gerald Ford, considerata l’ammiraglia più avanzata della flotta statunitense, si prepara così a lasciare il teatro caraibico per dirigersi verso una delle aree più sensibili dal punto di vista geopolitico.

Il messaggio a Teheran appare chiaro. Nel Medio Oriente è già presente da tempo un’altra portaerei americana, la USS Abraham Lincoln, affiancata da tre cacciatorpediniere. Uno schieramento imponente che testimonia una pressione crescente degli Stati Uniti sull’Iran in merito al negoziato sul programma nucleare.

Trump ha recentemente ribadito che un eventuale fallimento delle trattative avrebbe conseguenze “molto traumatiche”. Parole che si inseriscono in una fase di forte tensione diplomatica, in cui la Casa Bianca punta a ottenere concessioni significative da parte della Repubblica Islamica.

La scorsa settimana Stati Uniti e Iran hanno tenuto colloqui informali nel tentativo di riaprire un dialogo strutturato sul nucleare. Tuttavia, le distanze restano ampie e il rafforzamento militare americano sembra voler accompagnare la trattativa con una chiara dimostrazione di forza.

Nel frattempo, Trump ha discusso della situazione con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il leader israeliano avrebbe sollecitato Washington ad aumentare la pressione su Teheran affinché riduca il proprio programma missilistico e interrompa il sostegno a gruppi militanti come Hamas e Hezbollah.

La USS Gerald R. Ford, con un equipaggio di oltre 4.500 uomini e spinta da due propulsori nucleari, era stata richiamata dal Mediterraneo lo scorso ottobre per presidiare l’area marina al largo del Venezuela. La missione era legata all’operazione che ha portato alla cattura dell’allora presidente Nicolás Maduro.

Ora la rotta viene invertita. Dalle acque caraibiche la portaerei più grande del mondo si prepara a dirigersi verso il Medio Oriente, rafforzando una presenza militare già significativa. Una scelta che conferma come la crisi tra Stati Uniti e Iran sia entrata in una fase particolarmente delicata.

L’invio di due portaerei nella stessa area rappresenta un segnale strategico di grande rilievo. In attesa di sviluppi sul piano diplomatico, lo schieramento navale americano diventa così uno degli elementi centrali nella partita geopolitica che si gioca tra Washington e Teheran.

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