
Donald Trump sostiene di aver accumulato oltre 1,5 miliardi di dollari in fondi politici, una cifra senza precedenti che potrebbe incidere in modo decisivo sulle elezioni di medio termine di novembre e sulla corsa alla successione del 2028.
Secondo quanto dichiarato dallo stesso presidente sui social, la raccolta – avvenuta “in varie forme ed entità politiche” dal giorno delle elezioni del 2024 – avrebbe superato quota 1,5 miliardi. Una somma difficile da verificare con precisione, perché parte dei fondi è gestita da organizzazioni che non sono obbligate a presentare rendicontazioni dettagliate.
Una montagna di denaro senza precedenti
Secondo il gruppo apartitico OpenSecrets, 1,5 miliardi di dollari equivalgono più o meno a quanto Trump e i gruppi esterni hanno speso complessivamente per la sua campagna di rielezione del 2024.
Il confronto con il passato è significativo: nel primo anno di mandato, l’apparato politico legato a Joe Biden – tra super PAC, organizzazioni e Comitato Nazionale Democratico – aveva raccolto circa 97 milioni di dollari, una frazione rispetto alla cifra vantata da Trump.
La disponibilità di una simile riserva finanziaria offre al presidente un potere di influenza straordinario sul Partito Repubblicano e sugli equilibri interni in vista delle prossime competizioni elettorali.
Pressioni sulle primarie e conti aperti nel GOP
Trump ha già minacciato conseguenze politiche per i repubblicani che si oppongono alle sue politiche, in particolare sui dazi. Tra i possibili obiettivi figura il deputato del Kentucky Thomas Massie, critico su alcune scelte della Casa Bianca, così come il senatore della Louisiana Bill Cassidy, che aveva votato per condannarlo nel processo di impeachment del 2021.
Resta però un interrogativo: Trump utilizzerà davvero questa montagna di denaro per sostenere candidati alle elezioni congressuali? In passato ha investito in modo limitato nelle competizioni a cui non partecipava direttamente. Nel 2018, ad esempio, il suo super PAC America First Action spese meno di 30 milioni di dollari, una cifra modesta rispetto al totale movimentato in quel ciclo elettorale.
Il ruolo nelle presidenziali del 2028, Super PAC e organizzazioni opache
Il tesoro politico potrebbe rivelarsi decisivo anche nella futura corsa alla Casa Bianca. Tra i nomi che circolano come possibili eredi figurano il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Un sostegno finanziario massiccio da parte di Trump potrebbe orientare in modo determinante le primarie repubblicane.
Una parte consistente delle risorse confluisce nel super PAC MAGA Inc., che ha raccolto oltre 100 milioni di dollari negli ultimi sei mesi del 2025 e ha iniziato l’anno con più di 300 milioni in cassa. Accanto a esso opera una rete di organizzazioni non profit pro-Trump, come Securing American Greatness, soggette a obblighi di trasparenza limitati.
Secondo diversi osservatori, citati da AP in un’inchiesta sul tema pubblicata qualche giorno fa, i super PAC possono di fatto funzionare come strumenti estremamente flessibili, con poche restrizioni sull’utilizzo dei fondi. In passato, Trump ha utilizzato risorse politiche per pagare servizi legati alle sue attività, organizzare eventi nelle sue proprietà o coprire spese legali.
Dal 2015, gruppi conservatori e comitati repubblicani avrebbero speso almeno 26 milioni di dollari in proprietà riconducibili a Trump, una cifra che potrebbe essere superiore considerando la limitata trasparenza di alcune organizzazioni.
Donatori miliardari e accuse di “pay-to-play”
La raccolta fondi si basa oggi in larga parte su grandi donazioni da parte di imprenditori e aziende. Tra i contributi più rilevanti figurano i 25 milioni di dollari versati a MAGA Inc. da Greg Brockman, co-fondatore di OpenAI, e da sua moglie, mentre ingenti somme sarebbero arrivate anche dal settore delle criptovalute e da aziende del tabacco.
Altri casi hanno sollevato polemiche, come donazioni precedenti a decisioni favorevoli da parte dell’amministrazione, alimentando accuse di “pay-to-play”, ovvero di contributi politici legati a interessi specifici.
Una leva politica potente
Secondo esperti di finanziamento elettorale, l’accumulo di una simile somma consente a Trump di mantenere un’influenza centrale nel Partito Repubblicano anche oltre il suo mandato. La vera incognita riguarda l’uso concreto di queste risorse: se verranno mobilitate in modo massiccio, potrebbero ridisegnare gli equilibri delle elezioni di medio termine e influenzare in modo significativo il futuro politico degli Stati Uniti.


