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Olimpiadi shock, il campione scavalca e fugge nel bosco

Pubblicato: 16/02/2026 15:34

L’oro olimpico dello slalom maschile sulla Stelvio Ski Centre parla svizzero: a trionfare è Loic Meillard, che conquista il titolo ai Giochi di Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 e firma la terza medaglia personale della rassegna. Per la Svizzera è il quarto oro su cinque gare maschili: dominio tecnico e mentale.

Ma il vero show, nel bene e nel male, lo mette in scena Atle Lie McGrath. Il norvegese con padre americano, nato nel Vermont nel 2000, era leader dopo la prima manche e sembrava avere l’oro a portata di mano. Poi, sotto la pressione di una seconda discesa perfetta di Meillard, tutto è cambiato.

McGrath partiva con sei decimi di vantaggio da amministrare. Sul muro della Konta, su un tracciato angolato e tecnico, è apparso leggermente impacciato. Sul primo cambio di pendenza – dove avrebbe dovuto accelerare – è arrivata l’inforcata fatale. Un errore banale, ma devastante.

La reazione è stata furiosa. Un urlo liberatorio, i bastoni lanciati a lato pista, poi la scelta di tagliare il tracciato e fermarsi sul fianco opposto. Si è tolto i parastinchi, li ha gettati via, ha sganciato gli sci e si è infilato sotto le reti di protezione, allontanandosi verso il bosco con gli scarponi ancora ai piedi.

Un gesto che racconta tutta la frustrazione di un atleta che sciava con il lutto al braccio per la recente scomparsa del nonno. Dolore personale e sportivo fusi insieme in una scena potente, lontano dalle telecamere ma impressa nella memoria di Bormio.

Alle spalle di Meillard, l’argento è andato all’austriaco Fabio Gstrein, autore di due manche solidissime, mentre il bronzo lo ha conquistato il compagno di squadra di McGrath, Henrik Kristoffersen, abile a rimontare dopo una prima prova opaca.

La gara è stata a due volti. Nella prima manche, disputata sotto una nevicata sempre più intensa, la pista – preparata alla perfezione dagli uomini di Bormio – si è progressivamente appesantita. McGrath, con il pettorale numero uno, ha sfruttato al meglio fondo duro e tracciato ancora pulito, rifilando sei decimi a Meillard e quasi un secondo a Gstrein.

Nella seconda manche, però, il cielo si è aperto e la Stelvio è tornata liscia e veloce. Fuori l’olimpionico uscente Clement Noel, tradito dalla voglia di rimonta. Kristoffersen ha scelto l’intelligenza tattica. Gstrein la precisione. Ma Meillard ha messo insieme tutto: fluidità nel raccordo tra muro e cambio di pendenza, velocità nei tratti chiave, sicurezza assoluta.

A 29 anni, Loic Meillard detiene ora entrambi i titoli più prestigiosi tra i pali stretti: l’oro mondiale di Saalbach 2025 e l’oro olimpico di Milano-Cortina. Nessun dubbio: nello slalom tecnico, oggi, il numero uno è lui. E sulla Stelvio di Bormio ha messo il sigillo definitivo.

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