
“Abbiamo fatto diversi passi indietro”. È un’analisi dura e senza attenuanti quella di Luciano Spalletti dopo il pesante 5-2 incassato a Istanbul contro il Galatasaray. Il tecnico non nasconde la delusione e parla apertamente di responsabilità da assumersi, annunciando anche possibili decisioni dopo un’attenta analisi della gara.
Spalletti salva pochissimo della prestazione della sua squadra. “Abbiamo finito male il primo tempo, abbiamo cercato di mettere ordine ma siamo calati sul piano della personalità e del carattere”, ha spiegato nel post partita. Una lettura che va oltre il semplice episodio dell’espulsione e che chiama in causa l’atteggiamento complessivo del gruppo.
L’allenatore ammette che il cartellino rosso ha inciso in modo determinante, ma non vuole che diventi un alibi. “Sicuramente l’espulsione è pesata molto, ma ci abbiamo messo anche del nostro… Non ci siamo resi conto della pericolosità di quello che stavamo facendo”. Un riferimento chiaro agli errori e alle leggerezze che hanno spalancato le porte alla rimonta turca.

Nel mirino anche la gestione dell’intervallo e la scelta di sostituire Cambiaso con Cabal, poi espulso nella ripresa. “Ha rischiato su quel fallo a fine primo tempo, in queste partite se hai un ammonito bisogna gestire. Ma abbiamo pagato dazio con l’espulsione di Cabal”, ha commentato Spalletti, riconoscendo l’impatto negativo dell’episodio.
La gara, fino a quel momento, era rimasta in equilibrio, ma l’inferiorità numerica ha cambiato l’inerzia del match. Il Galatasaray ha preso campo e fiducia, mentre la squadra italiana si è disunita, mostrando fragilità sia nella fase difensiva sia nella gestione emotiva dei momenti chiave.
Spalletti ha poi spiegato la sua visione tattica, ribadendo che la squadra non può permettersi di snaturarsi. “Sono convinto che possiamo alleggerire la fase difensiva solo se riusciamo a giocare a calcio. Se pensiamo alle ripartenze, invece, non abbiamo gente con abbastanza solidità difensiva per non far passare niente”.

Secondo il tecnico, il presupposto resta quello di condurre la partita, mantenere il controllo del gioco e trasmettere la sensazione di poterla gestire. Quando il livello si abbassa, però, il rischio diventa immediato. “Se andiamo sottolivello siamo sempre a rischio di prendere gol”, ha aggiunto con lucidità.
Le parole di Spalletti suonano come un richiamo forte allo spogliatoio, ma anche come un messaggio alla società e ai tifosi. “Dovendo tenere conto di un intero popolo”, ha detto, lasciando intendere che la sconfitta non è solo un risultato sportivo, ma un colpo che pesa sull’ambiente e sulle aspettative.
Ora servirà una reazione immediata, dentro e fuori dal campo. L’analisi promessa dall’allenatore potrebbe portare a scelte importanti, perché una serata come quella di Istanbul non può essere archiviata come un semplice incidente di percorso. Per Spalletti, è il momento di ritrovare identità, equilibrio e responsabilità.


