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Inter, notte gelata in Norvegia: il Bodø/Glimt vince 3-1 e mette Chivu spalle al muro

Pubblicato: 18/02/2026 23:06

L’Inter esce sconfitta dall’Aspmyra Stadion e lo fa nel modo più doloroso, travolta nella ripresa dalle accelerazioni del Bodø/Glimt e costretta a rincorrere nel momento decisivo della partita. Finisce 3-1 per i norvegesi l’andata dei playoff di Champions League, con la squadra di Cristian Chivu che paga a caro prezzo un secondo tempo in cui ha perso ritmo, compattezza e lucidità. Dopo un primo tempo equilibrato e chiuso sull’1-1, la gara cambia volto in pochi minuti, quando il Bodø colpisce due volte tra il 61’ e il 64’, sfruttando ogni esitazione della difesa nerazzurra. Ora il ritorno diventa un obbligo morale prima ancora che tecnico: servirà una partita perfetta per ribaltare un risultato che pesa come un macigno.

L’Inter aveva iniziato con personalità, cercando subito il controllo del pallone e costruendo la prima occasione al 5’ con Lautaro Martínez, fermato dalla difesa norvegese. Ma è il Bodø a passare in vantaggio al 20’ con Sondre Fet, bravo a finalizzare una splendida azione rifinita dal tacco di Kasper Høgh. La risposta nerazzurra non si fa attendere: al 26’ Matteo Darmian colpisce il palo, preludio al pareggio firmato al 30’ da Francesco Esposito, che gira in rete un pallone vagante dopo un duello aereo in area. Il primo tempo si chiude così in equilibrio, con l’Inter viva e capace di reagire, ma già esposta alla rapidità degli avversari.

Il momento decisivo che cambia la partita

La svolta arriva subito dopo l’intervallo, quando l’Inter sfiora il vantaggio con Lautaro, fermato dal palo al 46’. È l’episodio che segna simbolicamente il destino della gara. Perché al 61’ il Bodø colpisce con Jens Petter Hauge, che riceve da Høgh e scarica un tiro imprendibile sotto la traversa. Nemmeno il tempo di reagire e al 64’ arriva il colpo definitivo: imbucata perfetta, difesa sorpresa e Kasper Høgh che firma il 3-1, trasformando in oro ogni spazio concesso dai nerazzurri.

Da quel momento la partita diventa una corsa contro il tempo per l’Inter, che prova a reagire con i cambi e con l’ingresso di Marcus Thuram, ma senza trovare la precisione necessaria per riaprire la sfida. L’occasione più clamorosa arriva all’85’, quando Carlos Augusto trova la conclusione a botta sicura, ma il salvataggio di Bjørkan nega il gol che avrebbe potuto riaccendere le speranze. Il Bodø controlla con maturità e sfiora persino il quarto gol nel finale, mentre l’Inter perde progressivamente fiducia e ritmo.

Una sconfitta che pesa più del risultato

Il 3-1 finale non è solo una sconfitta, ma un campanello d’allarme. L’Inter ha mostrato due volti opposti: competitivo e lucido nel primo tempo, fragile e disorientato nella ripresa. Il dato più preoccupante non è tanto il risultato, quanto la facilità con cui il Bodø ha colpito nei momenti chiave, sfruttando le transizioni e la perdita di equilibrio della squadra di Chivu. È una sconfitta che interrompe la striscia positiva e che costringe l’Inter a interrogarsi sulla propria solidità mentale prima ancora che tattica.

Il ritorno resta aperto, ma la sensazione è che qualcosa si sia incrinato. In Norvegia l’Inter non ha perso solo una partita: ha perso il controllo nel momento in cui contava di più. E in Champions League, spesso, è proprio questo a fare la differenza tra chi passa e chi resta indietro.

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