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“È iniziata l’apocalisse”. Medjugorje, l’ultima profezia: “Ancora 7 anni, poi…”. L’esponente della chiesa svela tutto

Pubblicato: 23/02/2026 19:57

Fede, profezia e attualità si incrociano in una riflessione che sta facendo discutere: padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, in un’intervista a Libero Quotidiano torna sui segreti di Medjugorje e su ciò che, a suo dire, potrebbe segnare i prossimi anni per il mondo e per la Chiesa.

Il punto non è inseguire l’allarmismo, ma capire perché un tema che circola da decenni continui a riemergere con forza: dieci segreti, un calendario che “accelera” e una lettura spirituale della storia che si intreccia con nomi, date e scenari geopolitici.

Medjugorje: cosa dice oggi la Chiesa

Dal 24 giugno 1981, nel villaggio di Medjugorje in Bosnia Erzegovina, sei veggenti sostengono di ricevere apparizioni della Regina della pace. Dopo anni di discernimento, un documento del Dicastero per la Dottrina della Fede, approvato da Papa Francesco, pur senza pronunciarsi sulla soprannaturalità, ha riconosciuto gli abbondanti frutti spirituali e ha espresso un giudizio complessivamente positivo sui messaggi. Un passaggio che ha rappresentato una svolta nel percorso ecclesiale attorno al fenomeno.

Medjugorje, pellegrini e luogo delle apparizioni in Bosnia Erzegovina

In questo quadro si inserisce anche il nuovo libro di padre Livio, Tutti i segreti si realizzeranno. La promessa della Madonna a Medjugorje, pubblicato da Sugarco, che rilancia l’attenzione sulle dieci profezie e sul loro significato.

Fatima e Medjugorje: le ultime profezie

Da 45 anni i veggenti affermano di ricevere i Messaggi e di custodire dieci segreti scritti su un rotolo di pergamena, relativi a eventi futuri per il mondo e per la Chiesa. Il Papa ha nominato un delegato pontificio con il compito di valutarli e diffonderli, qualora risultino coerenti con la Sacra Scrittura e la tradizione.

Collina delle apparizioni di Medjugorje, luogo simbolo dei messaggi

Durante un incontro pubblico a Erba, in provincia di Como, padre Livio ha anticipato alcuni contenuti del volume, ricordando anche la crescita dell’emittente cattolica, arrivata a 131 centri di trasmissione in 83 lingue. E nell’intervista a Libero Quotidiano non ha nascosto l’idea che il tempo stia correndo: “Più il tempo passa più i Segreti si avvicinano, questo è fuori discussione. Nel 2033 saremo nel secondo millennio della redenzione. Pensa, siamo nel 2026. Sono sette anni in cui il mondo cambierà. E tutta questa vicenda potrebbe essere terminata”.

“Sono gli ultimi tempi”: cosa intende padre Livio

Veggenti e contesto religioso legato a Medjugorje

Ma di quale vicenda parla? Padre Livio risponde senza esitazioni: “La vicenda del mondo senza Dio, preceduta dalla realizzazione dei dieci segreti di Medjugorje. Sarà la battaglia fra il Cielo e la Terra, fra la Madonna da una parte e satana dall’altra. Non è mica una cosa da poco. Già ora stiamo vivendo momenti tremendi e ancora di più lo saranno i prossimi”.

Non è, precisa, l’immediata fine del mondo: “Non ancora. Sono gli ultimi tempi, ma che non portano alla fine del mondo. È una prospettiva molto ampia. Può durare anche secoli, come diceva San Giovanni Paolo II. E noi siamo entrati in quella fase degli ultimi tempi che è il primo grande combattimento spirituale del libro dell’Apocalisse, al capitolo 12, fra la Donna vestita di sole e il grande dragone rosso”.

Lettura dell’Apocalisse e promessa di pace

L’orizzonte evocato è quello dell’Apocalisse. Padre Livio parla di un secondo combattimento contro le due bestie del capitolo 13: la pantera, simbolo del potere umano assoluto, e l’agnello con voce di drago, che identifica con una falsa religione, “il modernismo che avrebbe sostituito il cristianesimo.

L’esito finale, però, nella sua lettura non sarebbe una catastrofe definitiva: dopo la fase di scontro arriverebbe un tempo di pace e il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, richiamando la profezia di Fatima. Solo successivamente, spiega, si consumerebbe l’ultima fase della storia con il giudizio finale.

I messaggi citati e la “fase storica attuale”

Secondo il direttore di Radio Maria, alcuni messaggi affidati ai veggenti descriverebbero in modo sorprendente l’oggi. Ricorda quello del primo gennaio 2000: “Ora che satana è sciolto dalle catene, consacratevi in modo speciale al mio cuore e quello di mio figlio Gesù”.

E cita anche il messaggio del 25 gennaio 1991: “satana vuole distruggere le vostre vite, vuole distruggere la vita, la natura e il mondo sul quale vivete”. Per padre Livio il bersaglio principale sarebbe la fede e la Chiesa, e poi il mondo stesso; ma, sostiene, non sarà l’umanità a essere annientata, bensì il “mondo senza Dio” a crollare.

I dieci segreti: come verrebbero annunciati

Padre Livio entra quindi nel dettaglio della dinamica dei dieci segreti di Medjugorje. Del contenuto non sarebbe mai trapelato nulla, ma — secondo quanto riferito — sarebbero comunicati tre giorni prima del loro compimento.

I primi due riguarderebbero calamità naturali a Medjugorje, il terzo un segno indistruttibile sulla collina delle apparizioni. Gli ultimi sette, per numero, richiamerebbero i sette flagelli dell’Apocalisse. Ed è qui che, nella sua analisi, torna un altro protagonista: la Russia.

Russia, Fatima e il tema del Papa del “terzo segreto”

Padre Livio richiama il segreto di Fatima e le parole di figure come il cardinale Carlo Caffarra e il cardinale Joseph Ratzinger. Cita anche l’attentato del 13 maggio 1981 contro San Giovanni Paolo II, sostenendo che il Papa del terzo segreto non sarebbe stato lui: “Con colpi di arma da fuoco e frecce, cioè con la disinformazione”.

E aggiunge: “Ma non è morto. Non è morto. Dunque è un altro Papa”. La prospettiva, a suo giudizio, è quella di una futura conversione della Russia al termine di un processo mondiale.

Papa Leone XIV e gli sviluppi attesi

Nella parte conclusiva dell’intervista, il sacerdote affronta anche il tema del pontefice regnante. Nel suo libro sottolinea il ruolo di Papa Leone XIV, che definisce il Papa dei segreti di Medjugorje. Pur dicendo di volerlo lasciare tranquillo, lo indica come figura centrale in questa fase storica.

La chiusura è un richiamo alla speranza e all’impegno personale, sintetizzato in una frase che resta uguale e diretta: “Aiutatemi ad aiutarvi”. Il dibattito, intanto, resta aperto: tra attese, letture spirituali e accertamenti che — per la Chiesa — continuano a muoversi sul terreno del discernimento.

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