
Il quotidiano The Times ha riferito che l’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti Peter Mandelson sarebbe stato portato via dalla sua abitazione da agenti di polizia, nell’ambito dell’inchiesta che lo coinvolge nel filone legato a Jeffrey Epstein.
Mandelson, 72 anni, era stato rimosso a settembre dall’incarico diplomatico più prestigioso del Regno Unito dopo che erano emersi dettagli sulla profondità della sua amicizia con Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense morto nel 2019 e al centro di uno dei più gravi scandali internazionali.
All’inizio del mese la polizia ha avviato un’indagine penale su Mandelson dopo che il governo guidato dal premier Keir Starmer ha trasmesso le comunicazioni intercorse tra l’ex ambasciatore ed Epstein.
Secondo quanto emerso dai nuovi Epstein files, quando era ministro nel governo britannico sotto la premiership di Gordon Brown, Mandelson avrebbe condiviso con Epstein informazioni riservate provenienti da Downing Street.
In una email del 2010 avrebbe anticipato al finanziere dettagli su un piano europeo da 500 miliardi di euro per il salvataggio della Grecia e dell’Eurozona, notizia che, se confermata, configurerebbe una grave violazione della riservatezza istituzionale.
In un altro messaggio avrebbe invitato Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan Chase, a «minacciare leggermente» l’allora ministro del Tesoro britannico per ostacolare l’introduzione di una tassa sui bonus bancari.
Intanto il governo si prepara a pubblicare la prima tranche dei cosiddetti “Mandelson Files”. Alla House of Commons, il segretario capo del primo ministro, Darren Jones, ha spiegato che i documenti saranno diffusi progressivamente, compatibilmente con le verifiche in corso.
Secondo Sky News, uno dei documenti è oggetto dell’indagine della Polizia metropolitana e verrà pubblicato solo dopo consultazione con le autorità. Il voto parlamentare di inizio febbraio obbliga il governo a rendere pubblici migliaia di atti relativi alla nomina di Mandelson e al suo mandato.
Il caso si inserisce in un più ampio contesto di scandali che hanno coinvolto anche Prince Andrew e l’ex moglie Sarah Ferguson, alimentando una stagione di forti tensioni istituzionali nel Regno Unito. Un intreccio di rivelazioni che continua a scuotere politica, diplomazia e Casa reale britannica.


