
Il quartier generale della Continassa è avvolto dal dubbio profondo di chi sa che non può più sbagliare. Luciano Spallettiriflette, e il suo sguardo è fisso sulla porta bianconera, diventata improvvisamente troppo larga. L’errore di Di Gregorionel match contro il Como, arrivato subito dopo quello contro l’Inter, ha fatto esplodere un caso nazionale: la Juventus ha subito 13 gol al primo tiro in porta, un dato statistico che toglie il sonno al tecnico di Certaldo. Ora, con il ritorno dei playoff di Champions League contro il Galatasaray alle porte, la tentazione di un avvicendamento tra i pali si fa concreta, non solo per turnover, ma per proteggere l’uomo prima ancora che l’atleta.
Tra scudo mediatico e il fattore Perin
In pubblico, Spalletti non ha mai vacillato, ergendosi a difesa del suo numero uno con la solita fermezza: “È perfettamente in linea con i compagni, non ha nessuna responsabilità in più degli altri: è in un momento di difficoltà come tutta la squadra”, aveva dichiarato nel post-partita contro i lariani. Il tecnico ha poi aggiunto una riflessione sulla collettività dell’errore: “Poteva fare meglio, ma potevamo far meglio a non perdere la palla. È sempre suddivisa in maniera comune la situazione che si subisce”. Tuttavia, la realtà esterna racconta una storia di sfiducia; l’ex portiere del Monza è stato costretto a blindare i propri canali social per arginare gli insulti, mentre l’Allianz Stadium inizia a manifestare un mormorio preoccupante a ogni sua incertezza.
Questi fattori ambientali spingono con forza la candidatura di Perin. Il secondo portiere, pur avendo partecipato all’incredibile statistica dei gol subiti al primo tiro nelle sue 7 apparizioni stagionali, rappresenta l’esperienza e la calma necessaria per una notte europea da “dentro o fuori”. Perin, che a gennaio ha accarezzato l’idea di una nuova destinazione per tornare titolare, potrebbe trovarsi a difendere i pali bianconeri nella sua quarta presenza in Champions, permettendo a Di Gregorio di tirare il fiato e allentare la pressione. Spalletti sa che la fiducia nel titolare resta intatta, ma domani sera a Torino il peso della maglia potrebbe richiedere spalle diverse.

