
Un autentico dramma sulle montagne della Valdidentro ha sconvolto questa mattina gli appassionati di sci e gli abitanti della zona. L’incidente è avvenuto intorno sul versante sud-ovest del Monte Cornaccia.
Lo sci italiano piange la perdita di Marika Mascherona, ex azzurra in forza alla nazionale, che aveva raggiunto importanti traguardi anche in Coppa Europa. Il suo miglior risultato risale all’inizio del 2022, con un 14° posto in slalom sulle nevi svizzere di Hasliberg.
Dopo aver lasciato l’agonismo, Marika aveva continuato a vivere la sua passione per lo sci come maestra presso la Scuola Sertorelli, nella sua città natale di Bormio, trasmettendo il suo amore per la montagna anche ai giovani allievi.

Classe 1998, Marika era nota per il suo impegno nello sci alpino e nello sci alpinismo, attività che praticava con grande entusiasmo insieme alla sorella Katia. La sua carriera e la sua dedizione alla disciplina avevano conquistato la stima di colleghi e compagni di squadra.
Con lei ha perso la vita anche Alberto De Maron, classe 2001 di Grosotto, giovane talento dello sci alpinismo. Entrambi sono rimasti vittime di una valanga che si sarebbe staccata da un cornicione di neve sotto i loro piedi.
Secondo quanto riferiscono i soccorritori, i due sciatori sono precipitati dalle rocce del Monte Cornaccia, rendendo vano ogni tentativo di salvarli. L’intervento è stato immediato, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare.

Una terza persona, presente sul posto ma non coinvolta nell’incidente, ha assistito alla tragedia e ha lanciato l’allarme. Grazie alla sua prontezza, i soccorsi sono intervenuti rapidamente, limitando però i danni ad altri eventuali escursionisti.
La comunità sportiva locale e nazionale è in lutto. La perdita di Marika Mascherona e Alberto De Maron rappresenta un duro colpo per chi conosceva il loro talento e la loro passione per le montagne della Valtellina.
Questo incidente riporta l’attenzione sui rischi dello sci alpinismo e sulla necessità di rispettare sempre le regole di sicurezza in montagna, anche per atleti esperti, ricordando quanto le montagne possano essere belle ma anche imprevedibili.


