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Caso David Rossi, la commissione parlamentare d’inchiesta: “È stato un omicidio”

Pubblicato: 03/03/2026 13:07

Il caso della morte di David Rossi torna al centro del dibattito politico e giudiziario. Secondo quanto emerso dalla relazione intermedia approvata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta, l’ipotesi che prende corpo è quella di un omicidio maturato al termine di una violenta aggressione, e non di un gesto volontario o di un’esecuzione pianificata nei dettagli.

A parlare è Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, che in un’intervista all’Adnkronos ha chiarito i contenuti del documento approvato dall’organismo. “Non si è trattato di un omicidio fatto con l’intento diretto di uccidere qualcuno”, ha spiegato, delineando uno scenario differente rispetto a quello di un assassinio premeditato.

Secondo la ricostruzione contenuta nella relazione, prima della caduta ci sarebbe stato un pestaggio. Non dunque l’azione improvvisa di una persona entrata nella stanza per defenestrare la vittima, ma un’aggressione culminata in una colluttazione. Rossi sarebbe stato picchiato, trattenuto e spinto verso la finestra in un’escalation di violenza.

Un passaggio chiave riguarda la dinamica della caduta. Gli elementi raccolti, comprese le risultanze della perizia tecnica, suggerirebbero che la vittima sia stata trattenuta in sospensione fuori dalla finestra. Un dettaglio rafforzato dall’analisi sul cinturino dell’orologio, che indicherebbe un tentativo di riportarlo all’interno prima che precipitasse.

Vinci esclude l’ipotesi di un killer silenzioso e solitario. Al contrario, la Commissione ritiene plausibile che vi sia stata una discussione accesa prima dei fatti. “Stava litigando con delle persone”, ha affermato il presidente, lasciando intendere che tra la vittima e i presunti aggressori vi fosse un confronto diretto degenerato in violenza.

Quanto al numero dei coinvolti, l’ipotesi è che possano essere state una o due persone ad agire materialmente. La dinamica e lo spazio ristretto dietro la scrivania non avrebbero consentito l’azione simultanea di più individui. Non viene tuttavia esclusa la possibile presenza di altri soggetti nella stanza.

Un altro elemento centrale riguarda la conoscenza tra Rossi e i presunti aggressori. Per accedere al terzo piano di una banca e interloquire con lui prima dell’aggressione, osserva Vinci, è verosimile che vi fosse un rapporto preesistente. Le perizie avrebbero escluso l’azione di un sicario mandato dall’esterno.

La tesi delineata nella relazione parla piuttosto di persone che potrebbero non essere entrate con l’intenzione di uccidere, ma con intenti minacciosi o ricattatori, sfociati poi in un epilogo drammatico. Una ricostruzione che cambia il quadro interpretativo della vicenda e riaccende l’attenzione sull’intero caso.

Infine, la Commissione ha deliberato di trasmettere nei prossimi giorni le due perizie e le audizioni dei consulenti — tra cui il tenente colonnello Adolfo Gregori del Ris e il medico legale Robbi Manghi — alla Procura di Siena, che ha riaperto le indagini. Un passaggio cruciale che potrebbe imprimere una nuova svolta all’inchiesta sulla morte di David Rossi.

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Ultimo Aggiornamento: 03/03/2026 16:34

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