
Quattro ore seduti su sedie girevoli da ufficio nell’Area Meeting di un Frecciarossa mentre, a pochi metri, le poltrone della classe Executive restavano vuote. È la vicenda denunciata da una famiglia campana e ora finita al centro di un’interrogazione parlamentare.
A portare il caso all’attenzione delle istituzioni è il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che chiede chiarimenti sulle procedure adottate da Trenitalia in caso di treni soppressi e riprotezione dei passeggeri.
Il viaggio da Napoli a Firenze
La vicenda risale al 14 febbraio. La famiglia – due adulti e due minori – era alla stazione di Napoli Afragola railway station in attesa del treno delle 9.10 diretto a Firenze. Il convoglio però viene soppresso, senza – secondo il racconto dei passeggeri – alcuna comunicazione preventiva via mail o tramite app.
Come alternativa viene offerta la riprotezione sul treno successivo, ma con una condizione: nelle carrozze standard non ci sarebbero più posti disponibili. I quattro vengono quindi fatti accomodare nell’Area Meeting del treno, uno spazio normalmente destinato a riunioni di lavoro, dotato di sedute da ufficio non pensate per viaggi lunghi.
Durante il tragitto una delle figlie accusa un malessere. Il capotreno, descritto dai passeggeri come visibilmente dispiaciuto, avrebbe contattato la centrale operativa chiedendo di poter far sedere la ragazza in una delle poltrone Business o Executive, che dai monitor risultavano libere.
La risposta ricevuta – secondo la ricostruzione della famiglia – sarebbe stata negativa: i posti non potevano essere assegnati perché potenzialmente vendibili nelle fermate successive.
L’episodio con Aurelio De Laurentiis
Alla fermata di Roma Termini railway station la situazione assume un risvolto inaspettato. Sul treno sale infatti il passeggero che aveva prenotato proprio l’Area Meeting: Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli.
Secondo la segnalazione, il patron azzurro avrebbe accettato di condividere lo spazio con la famiglia, evitando che i quattro venissero spostati di nuovo o lasciati senza posto.
L’interrogazione parlamentare
Il deputato Borrelli parla di un possibile caso grave se quanto raccontato venisse confermato. Il punto centrale riguarda una presunta prassi aziendale che impedirebbe al personale di bordo di assegnare posti nelle classi superiori ai passeggeri riprotetti, anche quando risultano liberi.
Secondo il parlamentare, il regolamento europeo sui diritti dei passeggeri ferroviari prevede che il vettore garantisca condizioni di viaggio comparabili in caso di disservizi.
Per questo Borrelli ha annunciato un’interrogazione per chiedere a Trenitalia quanti passeggeri, negli ultimi dodici mesi, siano stati declassati o lasciati senza posto nonostante la presenza di sedili disponibili nelle classi superiori.


