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Iran, i missili di Teheran possono colpire l’Europa?

Pubblicato: 05/03/2026 20:01

Il dibattito sulla reale minaccia balistica iraniana per il Vecchio Continente ha assunto toni di estrema urgenza, alimentato da dati tecnici che oscillano tra il potenziale bellico teorico e la cruda realtà operativa. Se è vero che l’arsenale in dotazione all’Iran vanta vettori capaci, almeno sulla carta, di coprire una distanza fino a 3 mila chilometri, è altrettanto necessario distinguere tra le specifiche costruttive e le effettive possibilità di impiego in uno scenario di conflitto. In teoria, una simile gittata permetterebbe ai missili di raggiungere il territorio italiano e, più in generale, di colpire l’Europa, ma il passaggio dalla teoria alla pratica è ostacolato da variabili militari determinanti. Per sfruttare l’intero potenziale di volo, i razzi dovrebbero essere lanciati dalle basi situate nell’estremo ovest del Paese, come Tabriz, che è stata paradossalmente la prima area a essere bombardata nelle fasi iniziali di queste ostilità.

L’impatto delle operazioni belliche sulla capacità offensiva

La strategia adottata da Israele e dagli Stati Uniti nelle prime 48 ore di conflitto ha inciso profondamente sull’operatività balistica iraniana. I raid hanno colpito con precisione chirurgica i silos di Shiraz e Isfahan, neutralizzando inoltre i siti strategici nella provincia di Lorestan, dove era concentrata gran parte dei lanciatori mobili gestiti dai pasdaran. Oltre alla distruzione delle infrastrutture di lancio, occorre considerare due fattori tecnici imprescindibili che riducono drasticamente l’efficacia di un simile attacco. Il primo riguarda la relazione inversa tra gittata e precisione: più si spinge il missile al limite del suo raggio d’azione, più la probabilità di mancare il bersaglio aumenta in modo esponenziale.

Il secondo fattore è rappresentato dal sistema di difesa integrato che protegge il fianco sud-orientale dell’Alleanza Atlantica. Un ipotetico vettore in rotta verso l’Europa si troverebbe a dover superare un complesso reticolo di difese aeree nazionali e Nato, un percorso che sorvolerebbe i cieli di Turchia e Grecia, rendendo il successo di una simile operazione un’impresa estremamente improbabile. Se il potenziale distruttivo è un dato di fatto, la capacità di proiettarlo oltre i confini regionali rimane, allo stato attuale, frenata da una combinazione di logistica colpita e barriere difensive impenetrabili. La minaccia, pur restando un elemento centrale nelle analisi geopolitiche, deve quindi fare i conti con un quadro operativo che ha visto le capacità iraniane subire un pesante ridimensionamento in tempi record.

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Ultimo Aggiornamento: 05/03/2026 20:11

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