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New York sotto shock: la scoperta sulla moglie del sindaco a pochi mesi dall’elezione

Pubblicato: 07/03/2026 09:53

New York, la città simbolo degli Stati Uniti, è improvvisamente al centro di un vortice mediatico e politico. La notizia che riguarda il sindaco Zohran Mamdani, insediatosi il primo gennaio di quest’anno, ha fatto esplodere una bufera inattesa. La campagna elettorale e la vittoria avevano mobilitato entusiasmi tra i newyorkesi, ma avevano anche lasciato aperti interrogativi legati all’identità, alla religione e all’ideologia del nuovo primo cittadino. Oggi emergono dettagli che intensificano i dubbi, concentrandosi su Rama Duwaji, moglie e stretta collaboratrice di Mamdani durante la campagna, attiva nella creazione delle grafiche e nella comunicazione. Ora il sindaco è chiamato a rispondere delle scelte e dei comportamenti della consorte, ma le sue dichiarazioni, evasive e concilianti, faticano a fermare le critiche: cosa è realmente accaduto?

Rama Duwaji e l’attività social

Al centro della polemica ci sono i “like” che Rama Duwaji avrebbe lasciato su post Instagram contenenti immagini e slogan legati all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 contro Israele, evento che provocò oltre 1.200 morti e centinaia di ostaggi. Alcuni dei contenuti includevano fotografie di palestinesi festanti e didascalie come “FROM THE RIVER TO THE SEA, PALESTINE WILL BE FREE!”, oltre a post che definivano Gaza una “prigione a cielo aperto”. Secondo quanto riportato dal New York Post, queste interazioni hanno scatenato un’ondata di critiche, perché molti le interpretano come un gesto che sfiora la legittimazione della violenza o comunque un endorsement simbolico a un attacco terroristico.

La linea difensiva del sindaco

Di fronte alla tempesta, Mamdani ha difeso la moglie, sottolineando che Duwaji è una “persona privata che non ha ricoperto alcuna posizione ufficiale nella mia campagna o nel City Hall” e definendola “l’amore della mia vita”. Allo stesso tempo, il sindaco ha precisato di considerare suo dovere rispondere personalmente per le proprie posizioni politiche, rappresentando tutti gli 8,5 milioni di abitanti di New York, e ha ribadito di aver sempre condannato Hamas e le violenze del 7 ottobre. La precisazione non ha tuttavia spento le polemiche, e molti osservatori sottolineano la difficoltà di distinguere opinioni personali dei familiari da implicazioni politiche in un contesto di forte tensione internazionale.

Reazioni e polemiche politiche

Le reazioni non si sono fatte attendere. Figure politiche locali e commentatori conservatori hanno accusato la coppia di non avere offerto spiegazioni sufficienti, affermando che “il sindaco e sua moglie devono rispondere alle domande e la stampa deve tenerli responsabili, allo stesso modo in cui lo farebbe con la First Lady degli Stati Uniti”, come riportato dal New York Post. La consigliera comunale Inna Vernikov ha attaccato duramente Duwaji, definendola la mente dietro la campagna di Mamdani e accusandola di aver “supportato e giustificato l’orrore del 7 ottobre”. La vicenda riflette non solo le tensioni interne alla politica newyorkese, ma anche il delicato equilibrio tra opinioni private dei familiari di figure pubbliche e le responsabilità del primo cittadino in un momento di forte attenzione internazionale.

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