
La polizia di Oslo sta indagando per capire se l’esplosione avvenuta domenica sera nei pressi dell’ambasciata degli Stati Uniti nella capitale norvegese possa essere stata un’azione organizzata su commissione. A confermarlo è stato Frode Larsen, capo dell’Unità congiunta di investigazione e intelligence, in dichiarazioni riportate dal quotidiano norvegese Dagbladet.
Secondo gli investigatori, tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di un attacco mirato contro la sede diplomatica americana, in un contesto internazionale segnato da tensioni crescenti e da precedenti episodi simili nei Paesi nordici.
L’ipotesi di un attacco commissionato
Le autorità norvegesi stanno conducendo un’indagine ad ampio raggio per ricostruire quanto accaduto. Tra le piste investigative non viene esclusa quella di un’azione pianificata e affidata a esecutori esterni.
“Naturalmente è qualcosa su cui stiamo indagando”, ha spiegato Larsen. Gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi, compresa quella che l’episodio possa rientrare nel fenomeno del cosiddetto “terrorismo su richiesta”, già segnalato dalle autorità di sicurezza in Svezia e Danimarca.
I precedenti in Scandinavia
Gli attacchi o le azioni dimostrative contro ambasciate legate al conflitto mediorientale non sono un fenomeno nuovo nel Nord Europa. Nella notte del 2 ottobre 2024, due granate a mano furono lanciate contro l’ambasciata israeliana a Copenaghen. Gli ordigni finirono sul tetto di un edificio vicino e non provocarono feriti.
Poco dopo l’attacco, un sedicenne e un diciottenne furono arrestati alla stazione centrale della capitale danese. All’inizio di quest’anno i due sono stati condannati rispettivamente a dodici e sedici anni di carcere dal tribunale di Copenaghen. Secondo le ricostruzioni processuali, il più giovane dei due avrebbe sparato contro l’ambasciata israeliana a Stoccolma poche ore prima dell’attacco con le granate a Copenaghen.
Il possibile collegamento con la rete Foxtrot
Durante il processo è emerso che i due giovani erano stati reclutati per compiere l’attacco e che non avevano alcuna motivazione politica personale legata al conflitto tra Israele e Gaza.
L’accusa ha inoltre presentato messaggi e comunicazioni tra uno degli autori e membri della rete criminale Foxtrot, considerata responsabile dell’organizzazione dell’operazione, come riportato dall’emittente danese TV2.
Il leader della rete, Rawa Majid, noto come “la volpe curda”, sarebbe attualmente residente in Iran. Secondo ricostruzioni pubblicate dall’emittente svedese SVT, alcune fonti indicano che gruppi legati alla rete Foxtrot avrebbero già compiuto azioni contro interessi israeliani in cambio della possibilità per Majid di restare nel Paese.
Un’inchiesta del programma investigativo svedese “Uppdrag Granskning” ha collegato alla stessa rete sette attacchi completati o pianificati contro interessi israeliani in Svezia, Danimarca e Belgio.
Le indagini sull’attacco di Oslo
Gli investigatori norvegesi stanno ora verificando se l’esplosione avvenuta a Oslo possa essere collegata alla stessa rete o a dinamiche simili. “Se guardiamo alle esperienze di Svezia e Danimarca, diversi giovani sono stati coinvolti in attacchi con esplosivi contro ambasciate. È anche per questo che stiamo indagando”, ha spiegato Larsen.
Allo stesso tempo, la polizia sottolinea che l’ambasciata americana rappresenta un obiettivo simbolico in un contesto internazionale segnato da tensioni crescenti, e quindi restano aperte diverse ipotesi. Le autorità norvegesi hanno già avviato contatti con la polizia svedese e con altri partner internazionali, attraverso i canali di cooperazione gestiti da Kripos e dai servizi di sicurezza norvegesi PST, oltre al dialogo diretto con l’ambasciata statunitense.
Per il momento, conclude la polizia di Oslo, non esistono ancora elementi concreti che confermino il coinvolgimento di organizzazioni terroristiche, ma la possibilità non viene esclusa dalle indagini.


