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“Le 12 ore di volo…”. Alessandro Di Battista, parla il neurochirurgo: cosa succede

Pubblicato: 12/09/2026 16:33

Alessandro Di Battista è rientrato in Italia dopo quasi due settimane trascorse a Cuba tra il malore accusato il 28 agosto, il ricovero e il delicato intervento chirurgico d’urgenza eseguito all’Avana. L’aeroambulanza che lo ha riportato a Roma è atterrata all’aeroporto di Ciampino intorno alle 7.10 di sabato 12 settembre, al termine di un viaggio durato circa dodici ore e organizzato con particolari precauzioni per le sue condizioni di salute.

L’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle è stato quindi trasferito in ambulanza al Policlinico Gemelli di Roma, dove sarà sottoposto a nuovi esami e valutazioni. A commentare il rientro è stato il professor Giulio Maira, neurochirurgo di fama internazionale ed ex direttore dell’Istituto di Neurochirurgia dello stesso Gemelli, che ha indicato come elemento incoraggiante proprio il fatto che Di Battista sia riuscito ad affrontare un trasferimento così lungo. Il medico ha però precisato di non conoscere direttamente il quadro clinico dell’ex deputato e ha invitato ad attendere le valutazioni dell’équipe che lo sta seguendo.

Maira: “Aver superato 12 ore di volo è un buon segnale”

“Premesso che non conosco il quadro clinico di Alessandro Di Battista, né il motivo dell’intervento né l’esito dell’operazione chirurgica a cui è stato sottoposto all’Avana, una cosa me la sento di dire: se ha superato un volo sanitario di circa 12 ore, questo è sicuramente un buon segnale”, ha spiegato Maira.

La precisazione iniziale dello specialista è importante. Il neurochirurgo non fa parte dell’équipe che ha seguito direttamente Di Battista e non dispone quindi degli elementi necessari per esprimere una valutazione specifica sulle sue condizioni. La possibilità di affrontare il lungo viaggio viene però interpretata come un’indicazione del fatto che l’ex parlamentare fosse stato sufficientemente stabilizzato dai medici prima della partenza.

Il volo è stato organizzato con particolari precauzioni, compresa una gestione dell’altitudine adeguata alle condizioni del paziente. L’aeroambulanza, partita dall’Avana, ha effettuato scali tecnici prima di raggiungere Roma.

Il trasferimento immediato al Policlinico Gemelli

Una volta arrivato a Ciampino, Di Battista è stato trasferito direttamente al Gemelli, dove già nelle settimane precedenti alcuni specialisti avevano seguito a distanza e successivamente sul posto l’evoluzione delle sue condizioni. Durante il ricovero a Cuba, infatti, un neurochirurgo e un rianimatore dell’ospedale romano erano volati all’Avana per affiancare i medici cubani.

Secondo Maira, nelle prossime ore Di Battista dovrà essere sottoposto a una serie di esami e controlli neurologici per confrontare la situazione attuale con quella precedente e successiva all’intervento effettuato all’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras.

“Il problema non è tanto il tipo di intervento in sé, quanto il trauma che ha subito. Nelle prossime ore sarà sottoposto a una serie di analisi ed esami per valutare il quadro neurologico e confrontarlo con la situazione precedente e successiva all’operazione”, ha spiegato lo specialista.

“Le prime 24 ore saranno particolarmente importanti”

Il passaggio più delicato comincia proprio adesso. Le prime 24 ore trascorse al Gemelli saranno particolarmente importanti, secondo Maira, per valutare le condizioni neurologiche di Di Battista e verificare l’eventuale presenza di complicazioni dopo l’intervento e il lungo trasferimento.

“Adesso è fondamentale lasciarlo riposare. Le prime 24 ore sono particolarmente importanti per valutare le sue condizioni e verificare l’eventuale presenza di complicanze, soprattutto dal punto di vista neurologico”, ha sottolineato il neurochirurgo.

Maira ha però ribadito che qualsiasi valutazione più precisa dovrà arrivare esclusivamente dai medici che hanno direttamente in cura l’ex parlamentare: “Bisogna comunque attendere il bollettino medico e le valutazioni dei medici che lo hanno in cura”.

Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali sulla diagnosi né sulla natura esatta dell’intervento chirurgico eseguito a Cuba.

Il malore il 28 agosto durante il viaggio a Cuba

La vicenda era iniziata il 28 agosto, quando Di Battista si trovava a Cuba per realizzare un reportage. L’ex deputato aveva accusato un forte mal di testa seguito da un malore ed era stato inizialmente ricoverato nell’ospedale di Santa Clara.

Le sue condizioni avevano successivamente reso necessario il trasferimento all’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras dell’Avana, una delle strutture sanitarie più importanti dell’isola.

Nei giorni successivi erano arrivati a Cuba anche la compagna Sahra Lahouasnia e due specialisti del Gemelli. Parallelamente, Farnesina e ambasciata italiana avevano seguito la situazione per garantire l’assistenza necessaria e valutare il possibile rientro in Italia.

Il primo rientro saltato e l’operazione d’urgenza

Un primo trasferimento verso Roma era stato organizzato per l’inizio di settembre, sempre attraverso un’aeroambulanza coperta dall’assicurazione sanitaria sottoscritta da Di Battista prima della partenza. Il piano era però saltato improvvisamente.

Durante le fasi preparatorie del trasferimento le condizioni dell’ex parlamentare avevano richiesto una nuova valutazione medica e un intervento chirurgico urgente all’Avana. Il viaggio era stato quindi rinviato per consentire il decorso post-operatorio.

Nei giorni successivi erano arrivate indicazioni progressivamente più incoraggianti. Fonti mediche avevano riferito che le condizioni stavano migliorando, mentre l’associazione Schierarsi, fondata da Di Battista, aveva spiegato che stava affrontando “nel migliore dei modi” la fase successiva all’operazione.

Il lungo viaggio dall’Avana a Roma

Soltanto quando i medici hanno ritenuto le sue condizioni compatibili con un trasferimento così impegnativo è arrivato il via libera alla partenza. Di Battista ha lasciato Cuba venerdì 11 settembre a bordo dell’aeroambulanza e ha raggiunto Roma nella mattinata successiva.

Il viaggio è durato complessivamente circa dodici ore ed è stato organizzato a tappe, con scali tecnici durante il percorso. Una scelta necessaria per ridurre al minimo i rischi e permettere al personale sanitario presente a bordo di controllare continuamente le condizioni del paziente.

È proprio questo elemento che Maira considera incoraggiante: “Il fatto che abbia affrontato un viaggio così lungo fa pensare che abbia superato bene l’intervento e che sia stato stabilizzato in modo da consentirne il trasferimento in Italia”.

“Al Gemelli è in ottime mani”

Il neurochirurgo ha infine espresso fiducia nell’équipe del Policlinico Gemelli che seguirà ora l’ex parlamentare. “Conoscendo bene i neurochirurghi del Gemelli, che sono stati miei allievi, sono sicuro che Di Battista è in ottime mani. In questa fase, il riposo è necessario”, ha concluso Maira.

Il rientro in Italia rappresenta quindi un passaggio importante e, secondo lo specialista, il fatto stesso che sia stato possibile affrontare il volo costituisce un elemento positivo. Resta però indispensabile la cautela: diagnosi, prognosi e reale quadro neurologico potranno essere definiti soltanto dagli esami effettuati al Gemelli e dagli eventuali bollettini medici ufficiali.

Le prossime ore serviranno dunque a capire come Di Battista abbia reagito non soltanto all’intervento chirurgico effettuato all’Avana, ma anche al lungo trasferimento sanitario. Dopo due settimane particolarmente difficili, il primo dato certo è che l’ex parlamentare è tornato a Roma e può ora proseguire le cure nella struttura che lo stava attendendo fin dai primi giorni del ricovero a Cuba.

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Ultimo Aggiornamento: 12/09/2026 16:34

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