
Sigfrido Ranucci non sembra intenzionato ad arrendersi e annuncia battaglia per tornare alla guida di Report. Rispondendo alle domande dei giornalisti alla festa di Alleanza Verdi e Sinistra, dove presenterà il suo libro Il ritorno della casta, l’ormai ex conduttore della trasmissione di inchieste di Rai3 ha spiegato di voler andare avanti fino in fondo: «Mi batterò fino all’ultimo».
Ranucci ha inoltre escluso, almeno per il momento, qualsiasi intenzione di scendere direttamente in campo in politica. «In politica non mi candido perché do più fastidio come conduttore di Report», ha dichiarato il giornalista. Una frase che ribadisce la sua volontà di restare legato al giornalismo e, soprattutto, alla trasmissione di Rai3.

Il giornalista ha poi parlato delle possibilità di reintegro a Report, lasciando intendere che la partita non sarebbe ancora chiusa. «Ci sono possibilità di reintegro», ha affermato, facendo evidentemente riferimento al ricorso che il suo legale sta preparando per contestare la decisione che lo ha portato fuori dalla conduzione del programma.
Ranucci ha però già indicato anche quale potrebbe essere la sua alternativa nel caso in cui il tentativo di tornare alla guida della trasmissione non dovesse andare a buon fine. «Se non riesco a far questo, farò un’altra cosa da un’altra parte», ha detto, lasciando aperta la porta a un futuro professionale lontano dalla Rai.
Nel corso dell’incontro, inevitabilmente, sono arrivate anche domande sulle presunte chat segrete che nelle ultime settimane sono state al centro delle indiscrezioni. Tra queste ci sarebbe una conversazione tra Laura Cianfoni, indicata come vicina al conduttore, e Natalia Potenza, compagna di Valter Lavitola.
La risposta di Ranucci è stata categorica. «Non c’è nessuna chat, sono tutte caate**», ha replicato il giornalista, respingendo così l’esistenza delle conversazioni che gli sono state attribuite e prendendo le distanze dalle ricostruzioni circolate sul caso.
Stessa posizione sulle presunte chat su Signal che lo avrebbero coinvolto direttamente insieme a Valter Lavitola. Anche in questo caso Ranucci ha negato che esistano conversazioni segrete tra i due: «Non ci sono chat segrete, sono tutte ca**ate».
Il giornalista ha quindi aggiunto un ulteriore elemento, sostenendo di essere intercettato da più di un anno, così come, a suo dire, accadrebbe alle persone che gli sono vicine. Una dichiarazione che si inserisce nel quadro delle polemiche e delle ricostruzioni che continuano ad accompagnare la sua uscita dalla conduzione di Report.
Per Ranucci, dunque, la vicenda resta tutt’altro che conclusa. Da una parte c’è il ricorso per il possibile reintegro a Report, dall’altra l’ipotesi di una nuova esperienza professionale qualora il tentativo non andasse a buon fine. E sulle chat, il conduttore non lascia spazio a interpretazioni: nega categoricamente che esistano conversazioni segrete e definisce le indiscrezioni prive di fondamento.


