
Christine Lagarde prepara il suo prossimo capitolo, ma la scelta della data per pubblicare il suo libro di memorie rischia di avere conseguenze ben oltre le librerie. Lady First, scritto con il giornalista tedesco Marc Hujer, arriverà il 28 gennaio, nove mesi prima della scadenza naturale del mandato della presidente della Bce. Un calendario che ha immediatamente alimentato le ipotesi su una possibile uscita anticipata da Francoforte.
Il tempismo è particolarmente significativo perché Lagarde, alla sua ultima conferenza stampa, aveva assicurato: «Non mi vedrete andare via prima del 2027», senza però indicare una data precisa. Il suo mandato scade infatti alla fine di ottobre 2027. La pubblicazione del libro a gennaio non costituisce dunque una conferma delle dimissioni anticipate, ma riapre inevitabilmente il dibattito sul futuro della presidente della Bce.
Nel frattempo, il contesto europeo è tutt’altro che tranquillo. La Bce si prepara ad alzare i tassi, mentre la guerra in Iran ha fatto nuovamente salire la tensione sui mercati energetici, con il prezzo del Brent tornato sopra i 100 dollari al barile. Anche il fronte alimentare preoccupa: il conflitto tra Russia e Ucraina ha ulteriormente compromesso le rotte dei cereali dal Mar Nero, facendo registrare un forte aumento del prezzo del grano.

In questo scenario, Lady First racconterà la carriera di una donna che ha collezionato prime volte ai vertici delle istituzioni economiche internazionali: prima donna alla guida del Fondo monetario internazionale e prima presidente donna della Banca centrale europea. Nel volume, Lagarde ripercorre successi e difficoltà, oltre alla propria esperienza nella battaglia contro pregiudizi e resistenze in ambienti tradizionalmente dominati dagli uomini.
Il bilancio del suo mandato alla Bce, nel frattempo, viene considerato complessivamente positivo. Lagarde ha contribuito a ricucire le divisioni all’interno del Consiglio direttivo, particolarmente profonde durante la crisi dell’euro, e ha guidato l’istituzione durante la pandemia e la successiva fiammata inflazionistica. Ora deve affrontare una nuova fase caratterizzata da guerra, energia, debito e forte instabilità dei mercati.
È proprio l’ipotesi di un’uscita anticipata, però, a creare il primo effetto collaterale politico del libro. Se Lagarde decidesse davvero di lasciare prima della scadenza, la corsa alla successione partirebbe con largo anticipo, costringendo il sistema europeo delle banche centrali a confrontarsi prematuramente sulla sua eredità.
Tra i nomi che circolano per la successione figurano Pablo Hernández de Cos, ex governatore della Banca di Spagna e attuale presidente della Banca dei regolamenti internazionali, l’ex governatore della banca centrale olandese Klaas Knot, il presidente della Bundesbank Joachim Nagel e il governatore portoghese Mario Centeno. Profili diversi, ma tutti con curriculum e competenze sufficienti per entrare nella partita.
Il rischio è che la corsa alla successione finisca per condizionare anche il dibattito sulla politica monetaria proprio nel momento più delicato. Con i mercati obbligazionari sotto pressione, i rendimenti dei titoli francesi ai massimi da quasi vent’anni e anche l’Italia alle prese con costi di finanziamento più elevati, la Bce deve prendere decisioni tutt’altro che semplici. A complicare il quadro c’è anche il quantitative tightening, con la progressiva riduzione del bilancio dell’Eurotower e la conseguente maggiore offerta di debito pubblico sul mercato.
Sul futuro di Lagarde pesa infine anche una possibile destinazione molto prestigiosa: il World Economic Forum di Davos. La coincidenza tra la pubblicazione del libro e il calendario del Forum ha alimentato le voci su una sua possibile nomina alla guida dell’organizzazione. Se l’ipotesi trovasse conferma, Lagarde potrebbe diventare la prima donna al vertice del Wef. Per ora, però, resta uno scenario: ciò che è certo è che Lady First ha già prodotto un effetto politico concreto, anticipando il dibattito sul dopo-Lagarde mentre la Bce è ancora alle prese con alcune delle sfide più difficili della sua storia.


