
Oggi, lunedì 9 marzo, è in programma uno sciopero generale di 24 ore proclamato da diversi sindacati di base. Alla protesta aderiscono Cobas, CUB, USB e ADL Cobas.
All’iniziativa partecipa anche la FLC CGIL, con possibili disagi nella scuola pubblica e privata, oltre che in università e formazione.
I motivi della protesta
Lo sciopero è legato alle mobilitazioni per i diritti delle donne e contro la disparità di genere nel lavoro.
Secondo la FLC CGIL, la giornata di astensione serve a ribadire il diritto all’autodeterminazione e alla parità salariale, denunciando la persistenza di discriminazioni, precarietà e violenze di genere.
Nel comunicato del sindacato si sottolinea come l’Italia continui a registrare forti differenze salariali tra uomini e donne e una diffusa presenza di lavoro precario e sottopagato, soprattutto nei settori a maggiore presenza femminile.
Anche l’USB ha spiegato le ragioni della mobilitazione: «Se ci fermiamo noi, si ferma il mondo», affermando che molte lavoratrici restano intrappolate tra contratti precari, salari bassi e carenza di servizi sociali.
Secondo il sindacato:
- oltre 60 mila madri ogni anno lasciano il lavoro per mancanza di servizi
- circa il 41% delle giovani madri lavora con contratti ridotti e stipendi bassi.
I settori coinvolti
Lo sciopero riguarda diversi comparti del pubblico e del privato:
- scuola e università (docenti e personale amministrativo)
- sanità
- uffici pubblici
- terziario e turismo
- servizi e formazione professionale.
Nel settore sanitario potrebbero verificarsi disagi per l’astensione dal lavoro di infermieri, oss, ostetriche, personale della riabilitazione e veterinari, anche se restano garantiti i servizi essenziali.
Trasporti esclusi dallo sciopero
Diversamente da altre mobilitazioni, i trasporti non sono coinvolti. La Commissione di Garanzia sugli Scioperi ha infatti comunicato che i sindacati promotori hanno escluso l’intero settore dei trasporti dalla protesta.
Questo significa che treni, metro, autobus e voli dovrebbero circolare regolarmente, limitando i disagi alla sola area dei servizi pubblici e della scuola.


