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Como-Roma, Fabregas vince la sfida Champions con Gasperini e vola al 4° posto

Pubblicato: 15/03/2026 19:57

La domenica del 15 marzo 2026 segna un punto di arresto doloroso per le ambizioni europee della Roma di Gian Piero Gasperini, che esce sconfitta dallo Stadio Sinigaglia di Como con un punteggio di 2-1. In una giornata caratterizzata da un cielo nuvoloso e da un’atmosfera tesa per via della posta in palio, lo scontro diretto per il quarto posto ha premiato l’audacia tattica di Cesc Fabregas. La partita era iniziata sotto i migliori auspici per i giallorossi, capaci di sbloccare il risultato dopo appena sette minuti grazie a un rigore trasformato da Malen, ma la gestione della ripresa e alcuni episodi disciplinari hanno completamente ribaltato l’inerzia della sfida. Il verdetto del campo parla chiaro e vede ora i lariani scappare a più tre in classifica, mentre la Juventus approfitta del passo falso capitolino per effettuare il sorpasso.

Il dominio iniziale della Roma

Il piano gara preparato da Gasperini sembrava funzionare alla perfezione durante la prima frazione di gioco. La mossa a sorpresa del tecnico è stata l’inserimento dal primo minuto di El Shaarawy, che non calpestava il terreno di gioco da gennaio. Proprio il Faraone è stato il protagonista dell’episodio che ha sbloccato il match, conquistando con astuzia un calcio di rigore che Malen ha freddamente realizzato. In questa fase la Roma appariva solida e quadrata, sorretta da un Svilar in stato di grazia che ha negato il pareggio a Nico Paz con un intervento prodigioso. La difesa, guidata da Mancini, riusciva a contenere le folate offensive dei padroni di casa, permettendo alla squadra di chiudere il primo tempo in vantaggio e con la sensazione di avere il controllo totale del centrocampo.

Nella ripresa la musica è cambiata drasticamente per merito delle intuizioni dalla panchina di Fabregas. L’allenatore spagnolo ha rimescolato le carte inserendo Douvikas e soprattutto il giovane Diao, la cui velocità ha messo in crisi sistematica la retroguardia romana. Il gol del pareggio è arrivato al cinquantanovesimo minuto proprio per mano dell’attaccante greco, che ha approfittato di un posizionamento errato di Hermoso e di una chiusura tardiva di Mancini per battere un colpevole Svilar sotto le gambe. Da quel momento la Roma ha smesso di produrre gioco fluido, innervosendosi e perdendo le distanze tra i reparti, mentre il Como guadagnava metri preziosi e fiducia collettiva.

L’episodio che ha cambiato la partita

Il vero momento di rottura della sfida è avvenuto in corrispondenza dell’espulsione di Wesley. Il laterale brasiliano, che fino a quel momento aveva offerto una prestazione difensiva di altissimo livello, è caduto nella trappola delle provocazioni e della velocità degli esterni avversari. Il secondo cartellino giallo, seppur molto contestato dalla panchina giallorossa, ha lasciato la squadra in inferiorità numerica, costringendo Gasperini a correre ai ripari con sostituzioni che non hanno dato l’esito sperato. L’uscita di scena di Wesley ha di fatto spento la luce nella manovra romanista, trasformando gli ultimi venti minuti in un assedio costante da parte della formazione lariana.

Il tracollo delle riserve giallorosse

A differenza delle scelte vincenti del Como, i cambi operati dalla Roma si sono rivelati deludenti sotto ogni punto di vista. Gli ingressi di Tsimikas e Rensch non hanno garantito la spinta necessaria, anzi hanno evidenziato una preoccupante fragilità difensiva sulle corsie esterne. Anche l’innesto di Vaz in attacco non ha prodotto frutti, con il giocatore che non è mai riuscito a entrare nel vivo della manovra o a ricevere palloni giocabili. La gestione della stanchezza è stata deficitaria e la mancanza di alternative di qualità nel momento del bisogno ha pesato come un macigno sul risultato finale. La squadra si è ritratta troppo profondamente nella propria area di rigore, rinunciando quasi del tutto a ripartire e consegnandosi alla pressione avversaria.

Il sorpasso definitivo del Como è maturato al minuto settantanove, al culmine di una mischia furibonda in area di rigore. È stato Diego Carlos a trovare il guizzo vincente, approfittando di una marcatura troppo leggera da parte di Ziolkowski, subentrato da poco proprio per dare solidità al reparto arretrato. Il gol del 2-1 ha scatenato la gioia del pubblico di casa e ha gelato le speranze della Roma di uscire dal Sinigaglia con almeno un punto. Negli ultimi istanti di gara la reazione capitolina è stata confusa e priva di lucidità, specchio di una squadra che ha perso certezze nel momento cruciale della stagione.

La polemica nel post partita

Al termine della vittoria del Como per 2-1 contro la Roma, è scoppiata una dura polemica tra Cesc Fabregas e Gian Piero Gasperini a causa del mancato saluto finale tra i due tecnici. Fabregas ha apertamente criticato l’allenatore giallorosso definendo il suo comportamento “antisportivo” e “poco rispettoso”, sottolineando come la stretta di mano sia un gesto di educazione dovuto a prescindere dal risultato o dai torti arbitrali subiti. Dal canto suo, Gasperini ha alimentato la tensione spostando il focus sull’episodio dell’espulsione di Wesley, accusando implicitamente il Como di cercare deliberatamente situazioni di gioco ambigue per trarne vantaggio e dichiarando che non è la prima volta che si verificano episodi simili con la squadra lariana. La frattura tra i due allenatori è stata ulteriormente inasprita dalle opinioni della stampa, che ha diviso le responsabilità tra la presunta mancanza di stile di Gasperini e l’atteggiamento considerato provocatorio di Fabregas durante le fasi concitate della partita.

Le conseguenze per il futuro europeo

Questa sconfitta assume contorni pesantissimi in ottica Champions League, con la Roma che scivola fuori dalle prime quattro posizioni a favore proprio dei lombardi e della Juventus. Il morale del gruppo è ora messo a dura prova da un periodo complesso, arricchito anche dalle preoccupazioni extra-campo legate al possibile addio di Dybala e ai continui stop fisici di Soulé. Non c’è però tempo per piangersi addosso, poiché giovedì prossimo i giallorossi saranno chiamati a un’altra prova da dentro o fuori nella sfida di ritorno degli ottavi di finale di Europa League contro il Bologna. Gasperini dovrà essere bravo a ricompattare i ranghi e a recuperare le energie mentali di una squadra che oggi ha dimostrato di essere troppo dipendente dai suoi interpreti principali.

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Ultimo Aggiornamento: 15/03/2026 21:08

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