
La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele continua ad allargarsi mentre nuovi fronti si accendono in tutto il Medio Oriente. Nella notte forti esplosioni a Teheran e allarmi aerei in Israele, mentre i Pasdaran rivendicano attacchi contro obiettivi israeliani e basi americane in Iraq e Kuwait. Il presidente americano Donald Trump annuncia l’impegno di diversi Paesi per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz e ribadisce che le sanzioni alla Russia torneranno una volta conclusa la crisi energetica provocata dal conflitto. Intanto cresce la tensione regionale: droni e missili intercettati su Arabia Saudita e Giordania, mentre in Libano nuovi raid israeliani provocano vittime civili. Questa mattina la base in Kuwait che ospita militari italiani e statunitensi è stata colpita da un drone. Nell’attacco è stato distrutto un velivolo. Il ministro Antonio Tajani ha dichiarato: “Non ci faremo intimidire”.
22:22 – Amministrazione Trump pronta ad annunciare coalizione per Hormuz
L’amministrazione del presidente Donald Trump potrebbe annunciare già nei prossimi giorni la nascita di una coalizione internazionale incaricata di scortare le navi nello Stretto di Hormuz, il passaggio strategico che corre lungo la costa iraniana.
Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, diversi Paesi avrebbero già accettato di partecipare alla missione. Restano però aperti alcuni nodi, in particolare se le operazioni di scorta inizieranno prima o dopo la fine delle ostilità nella regione.
La Casa Bianca al momento si è rifiutata di commentare l’indiscrezione. Alcuni governi, inoltre, avrebbero mostrato cautela nel partecipare a una missione militare prima della cessazione del conflitto, a causa dei rischi legati alla sicurezza.
22:09 – Iran: “La portaerei USS Gerald Ford nel Mar Rosso è una minaccia”
Le forze armate iraniane hanno definito una minaccia diretta la presenza della portaerei statunitense USS Gerald Ford nel Mar Rosso.
Un portavoce militare iraniano, citato da Al Jazeera, ha dichiarato che le infrastrutture logistiche che forniscono supporto alla portaerei saranno considerate obiettivi militari. La dichiarazione arriva mentre cresce la tensione nella regione e mentre le forze statunitensi rafforzano la propria presenza militare nelle acque del Medio Oriente.
21:56 – Pasdaran: avviso di evacuazione per alcune aree di Dubai e Doha
L’Iran ha diffuso un avviso di evacuazione rivolto ai residenti di specifiche aree di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e di Doha, capitale del Qatar.
Nel comunicato si afferma che la presenza di ufficiali e soldati statunitensi nascosti in queste zone potrebbe trasformare alcune località in possibili obiettivi di attacchi nelle prossime ore.
Nel messaggio i Pasdaran accusano inoltre i governi locali di aver permesso agli Stati Uniti di utilizzare i loro territori per operazioni militari contro l’Iran.
21:50 – Berlino: “La Germania non parteciperà a missione nello Stretto di Hormuz”
La Germania non prenderà parte a una eventuale missione militare internazionale per proteggere le navi mercantili nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul in un’intervista all’emittente pubblica Ard, dopo l’appello rivolto dal presidente americano Donald Trump ai Paesi che dipendono dal petrolio trasportato attraverso lo stretto.
Secondo il capo della diplomazia tedesca, la sicurezza dell’area potrà essere garantita solo attraverso una soluzione negoziata e il dialogo con l’Iran. Wadephul ha aggiunto che Berlino si aspetta di essere informata e coinvolta in eventuali negoziati futuri, dichiarandosi disponibile a partecipare a un processo diplomatico.
19.30 – Drone distrutto nell’attacco alla base italiana: vale circa 30 milioni di dollari
L’incidente occorso presso la base di Ali Al Salem in Kuwait ha coinvolto un MQ-9A “Predator B”, un velivolo a pilotaggio remoto prodotto dall’americana General Atomics e in dotazione alla Task Force Air italiana. L’Italia ha iniziato a integrare questa tecnologia già nel 2001 con il precedente modello MQ-1C, impiegandolo proficuamente in numerose missioni NATO per attività di ricognizione; tuttavia, a partire dal 2008, la flotta è stata potenziata con l’acquisizione della versione Block 1 del Predator B. Quest’ultima variante rappresenta un significativo salto di qualità rispetto alla configurazione iniziale, poiché garantisce prestazioni superiori nelle operazioni di intelligence, sorveglianza e acquisizione obiettivi grazie a una dotazione di sensori notevolmente più avanzata. Il costo del drone si aggira attorno ai 30 milioni di dollari.

18.30 – Tajani: “Abbiamo fatto rientrare 30mila connazionali, operazione importante, nessuno al mondo come noi”
Il ministro Antonio Tajani, al Diario della Domenica su Rete 4, ha dichiarato: “Abbiamo fatto rientrare in Italia circa 30.000 nostri connazionali, quindi non ci sono più italiani bloccati. Sono italiani che sono residenti soprattutto negli Emirati e noi siamo pronti ad aiutarli. Abbiamo fatto quello che nessun altro Stato al mondo ha fatto: rimpatriare circa 30 mila italiani è stata un’operazione importante a dimostrazione che la priorità della nostra politica estera è sempre quella innanzitutto di proteggere i nostri cittadini civili o militari”.
17.50 – Segretario Energia Usa: “Guerra finirà in prossime settimane”
Il segretario all’Energia statunitense Chris Wright si aspetta che la guerra tra Usa, Israele e Iran si concluda “nelle prossime settimane”, con una ripresa delle forniture di petrolio e un successivo calo dei costi energetici. “Penso che questo conflitto giungerà certamente alla fine nelle prossime settimane. Potrebbe essere anche prima. Ma il conflitto si concluderà nelle prossime settimane, e vedremo una ripresa delle forniture e un calo dei prezzi dopo”, ha dichiarato nel corso di un’intervista all’emittente Usa Abc.
16.50 – Attacco alla base italiana, colpito il drone ‘Predator’
Durante l’attacco alla base italiana in Kuwait è stato colpito il drone ‘Predator’. Si tratta di un drone abbastanza importante perché vale 35 milioni ed è fondamentale per raccogliere informazioni.
16.20 – Tajani: “Attacco Kuwait? Non ci facciamo intimodire da un drone, nostre missioni continuano”
”Non ci faremo intimorire da un drone, le nostre msisioni continuano. Non è che arriva un drone e allora molliamo le nostre postazioni”, ha dichiarato Antonio Tajani a ‘Diario della domenica’ su Rete 4
15.50 – Il capo di Stato maggiore italiano: “Il velivolo colpito nella base in Kuwait era indispensabile per le nostre operazioni”
“Il velivolo colpito nella base di Ali Al Salem, in Kuwait costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni” – ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano – “Il dispositivo italiano della Task Force Air era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell’ambito delle misure adottate in relazione all’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area”.
15.00 – Attacco con un drone a una base italiana in Kuwait
Questa mattina, la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani, è stata attaccata con un drone. Nell’attacco sarebbe stato distrutto un velivolo. Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. A riferirlo è lo Stato Maggiore della Difesa.

14.30 L’appello accorato del papa
“Mi rivolgo ai responsabili di questo conflitto: cessate il fuoco, vi prego! Si riaprano percorsi di dialogo, la violenza non potrà mai portare alla giustizia alla stabilità e alla pace che i popoli attendono”. È l’accorato appello di Papa Leone all’Angelus in riferimento alla guerra in Medio Oriente. “Rinnovo la mia vicinanza orante a tutti coloro che hanno perso i propri cari negli attacchi che hanno colpito scuole, ospedale e centri abitati. È motivo di grande preoccupazione la situazione in Libano. Auspico cammini di dialogo che possano sostenere le autorità del paese nell’implementare soluzioni durature alla grave situazione in corso per il bene comune di tutti i libanesi”.

14.00 Israele prevede altre 3 settimane di guerra
Israele prevede almeno altre tre settimane di guerra in Iran, con “migliaia di obiettivi” ancora da colpire. Lo ha dichiarato l’esercito israeliano alla Cnn.
12.00 Guerra, l’annuncio di Donald Trump
“L’Iran vuole fare un accordo e io non voglio farlo perché i termini non sono ancora abbastanza buoni”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Nbc news, senza entrare nel merito di cosa intenda per termini non sufficientemente buoni. “Non voglio dirvelo”, ha tagliato corto il presidente americano alla domanda su quali sarebbero i termini per un potenziale accordo che metta fine alla guerra, limitandosi a dire che l’impegno da parte di Teheran ad abbandonare completamente le sue ambizioni nucleari potrebbe essere uno di questi.
11.10 Decine di morti nel raid
Sono decine le persone uccise dai bombardamenti israeliani e statunitensi nella città di Isfahan, importante polo manifatturiero iraniano. Lo riferisce Al Jazeera, secondo la quale i raid sono diretti alle industrie attive nel campo della difesa ma stanno colpendo anche aree civili.
10.00 Nuova ondata di attacchi
Israele ha annunciato di aver lanciato “una vasta ondata” di attacchi nell’ovest dell’Iran, nel 16esimo giorno della sua offensiva condotta congiuntamente con gli Stati Uniti contro la repubblica islamica. L’esercito ha dichiarato in un comunicato di aver “poco fa” lanciato “una vasta ondata di attacchi contro infrastrutture del regime terrorista iraniano nell’ovest dell’Iran”.
08.40 Gli Usa chiedono nuove risorse
Dateci le «risorse» per far fronte a 100 giorni di guerra. È la richiesta che il Centcom, il Comando centrale delle forze armate americane, con sede in Florida e competenza sull’intera regione del Medio Oriente, ha inviato nei giorni scorsi al Pentagono. I generali che stanno gestendo l’operazione «Epic Fury» chiedono più soldati, più mezzi, più equipaggiamenti. Ciò significa che il Dipartimento alla Difesa dovrà stanziare altre decine di miliardi di dollari che andranno ad aggiungersi agli 11,3 spesi soltanto nei primi sei giorni di guerra.
06:29 – Pasdaran minacciano Netanyahu
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane promettono di “braccare e uccidere” il premier israeliano Benjamin Netanyahu, accusato di essere responsabile degli attacchi contro l’Iran e contro obiettivi legati a Teheran nella regione. In un comunicato diffuso dall’agenzia Fars, i Pasdaran sostengono che l’incertezza sul destino del leader israeliano dimostrerebbe la crisi dello Stato ebraico e promettono che continueranno a cercarlo “con tutte le loro forze”.

05:13 – Pasdaran rivendicano attacchi contro Israele e basi Usa
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche afferma di aver colpito Israele e tre basi militari statunitensi tra Iraq e Kuwait con missili e droni. Secondo il comunicato, i bombardamenti avrebbero provocato forti danni a installazioni militari e industriali, mentre in Israele si sarebbero udite sirene e ambulanze per soccorrere i feriti. Tra gli obiettivi indicati figurano la base aerea di Harir a Erbil e le installazioni di Ali Al Salem e Arifjan in Kuwait, che ospitano personale americano.
04:00 – Forti esplosioni nella capitale iraniana
Nelle prime ore del mattino diversi quartieri della zona meridionale di Teheran sono stati scossi da forti esplosioni. Video diffusi sui social e ripresi da media internazionali mostrano lampi e detonazioni nel cielo della capitale iraniana. I residenti parlano di attacchi “molto intensi” e riferiscono di bombardamenti su più aree della città.

02:53 – Raid israeliani in Libano: 14 morti
Il Ministero della Salute libanese segnala almeno 14 morti, tra cui quattro bambini, dopo due ondate di raid israeliani nel Libano meridionale. Gli attacchi hanno colpito le città di Sidone, al-Qatrani e il quartiere Nuns di Nabatieh. Il bilancio complessivo delle vittime in Libano dall’inizio delle ostilità a fine febbraio sarebbe salito a oltre 826 morti, con più di 831mila sfollati.
02:46 – Missili e droni intercettati su Arabia Saudita e Giordania
Il Ministero della Difesa saudita annuncia l’intercettazione di tre droni nella regione orientale del Paese. Esplosioni sono state udite anche nella città di Irbid, nel nord della Giordania, dove la difesa aerea avrebbe abbattuto missili diretti verso il territorio giordano.
02:41 – Francia: portaerei nel Mediterraneo orientale
Parigi conferma che il gruppo d’attacco della portaerei francese resta schierato nel Mediterraneo orientale. Il ministero degli Esteri francese ribadisce che la posizione della Francia rimane “difensiva e protettiva”, nel tentativo di contenere l’allargamento del conflitto.
02:16 – Londra valuta droni intercettori
Il governo britannico starebbe valutando l’invio di droni intercettori in Medio Oriente per rafforzare le difese contro i droni iraniani. Secondo indiscrezioni, i sistemi anti-drone sviluppati nel Regno Unito e già utilizzati dall’Ucraina contro la Russia potrebbero essere impiegati anche nella regione per neutralizzare i droni di tipo Shahed.
02:02 – Trump: le sanzioni alla Russia torneranno dopo la crisi
Il presidente americano Donald Trump, intervistato dalla NBC, difende la decisione di alleggerire temporaneamente alcune sanzioni sul petrolio russo per contenere l’impennata dei prezzi energetici causata dalla guerra. “Voglio che il mondo abbia petrolio”, ha dichiarato, spiegando però che le sanzioni contro la Russia torneranno pienamente in vigore non appena la crisi internazionale sarà conclusa.
01:57 – Allarmi aerei nel centro di Israele
Tre allarmi aerei consecutivi sono scattati nel centro di Israele in pochi minuti. I sistemi di difesa hanno intercettato diversi missili, mentre forti esplosioni sono state udite in varie città. In precedenza un missile diretto verso Eilat era stato abbattuto.
01:55 – Trump: dubbi sulla vita di Mojtaba Khamenei
Trump afferma di non sapere se Mojtaba Khamenei, indicato come nuova Guida Suprema dell’Iran, sia ancora vivo. Secondo il presidente americano, la sua assenza dalle apparizioni pubbliche alimenterebbe voci sulla sua morte. “Se è vivo dovrebbe arrendersi”, ha dichiarato, pur ammettendo che al momento si tratta solo di indiscrezioni.
01:38 – Trump: coalizione internazionale per la sicurezza di Hormuz
Trump annuncia che diversi Paesi si sono impegnati a contribuire alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico mondiale di petrolio. Il presidente Usa non ha rivelato i nomi degli Stati coinvolti, ma ha spiegato che l’obiettivo è garantire la libertà di navigazione delle petroliere e impedire all’Iran di bloccare la rotta marittima.
01:34 – Trump: “Missili e droni iraniani annientati in due giorni”
Il presidente americano sostiene che la maggior parte delle capacità missilistiche e dei droni iraniani sia già stata distrutta dagli attacchi statunitensi. “Entro due giorni sarà tutto completamente annientato”, ha dichiarato, prevedendo una rapida neutralizzazione delle ultime capacità offensive di Teheran.


