
La diretta stava procedendo come tante altre, con centinaia di spettatori collegati e commenti che scorrevano veloci sullo schermo. Una notte qualunque nel mondo dei social network, dove influencer e venditori digitali restano online per ore per promuovere prodotti e convincere gli utenti all’acquisto. Poi, all’improvviso, qualcosa è cambiato: quella che sembrava una normale sessione di live streaming si è trasformata in una tragedia davanti agli occhi degli spettatori.
Durante la trasmissione, la donna stava presentando alcuni capi di abbigliamento femminile quando ha iniziato a mostrare evidenti segni di malessere improvviso. Il video è stato subito registrato da diversi utenti e rilanciato sui social, iniziando a circolare rapidamente online. In poche ore il filmato è diventato uno dei contenuti più cercati sulla piattaforma, alimentando il dibattito sui rischi del lavoro nello streaming dal vivo.
La vittima è Wang Yefei, streamer cinese di 39 anni conosciuta in rete con il nome di “Sorella Wang Zha”. La donna trasmetteva regolarmente dalla provincia dello Shanxi, dove nel tempo aveva costruito una community di circa 130.000 follower grazie alle sue lunghe dirette dedicate alla vendita di vestiti. Madre single di una bambina di circa quattro anni, lavorava quotidianamente per molte ore per sostenere sé stessa e la figlia.

Secondo quanto ricostruito dai media locali, la streamer era abituata a sessioni di live streaming molto lunghe, spesso comprese tra sette e dieci ore al giorno. Ritmi estenuanti, che cercava di sostenere anche ricorrendo ad antidolorifici per combattere frequenti mal di testa. Amici e conoscenti raccontano che negli ultimi mesi si lamentava spesso di forti fitte alla testa, ma non si era mai sottoposta a controlli medici.
Le immagini della diretta mostrano chiaramente il momento in cui la situazione precipita. Dopo circa 36 minuti di trasmissione, Wang porta improvvisamente le mani alla testa e al collo, con una smorfia di dolore evidente. Rivolgendosi allo staff dice di sentirsi molto male, mentre un’assistente prova ad aiutarla con un massaggio. Poco dopo torna davanti alla telecamera, ma il suo stato appare visibilmente peggiorato.
La situazione diventa critica pochi istanti dopo. La donna urla allo staff di chiamare il 120, il numero di emergenza cinese, dicendo di stare per collassare. Viene trasportata immediatamente in ospedale, ma i tentativi di soccorso risultano inutili: secondo le testimonianze raccolte ai funerali, la streamer muore undici minuti dopo l’arrivo in ospedale.
La causa del decesso è stata una emorragia del tronco encefalico, una delle forme più gravi e letali di ictus cerebrale. Questa patologia si verifica quando un vaso sanguigno nel cervello si rompe, provocando un rapido aumento della pressione intracranica e la compressione del tessuto cerebrale circostante.
Quando il volume del sanguinamento supera i cinque millilitri, spiegano gli esperti, il tasso di mortalità può superare il 75%, riducendo drasticamente le possibilità di sopravvivenza. Si tratta quindi di una condizione estremamente pericolosa che richiede interventi medici immediati, ma che spesso lascia pochissimo margine di salvezza.
La tragedia ha riaperto in Cina il dibattito sul prezzo fisico pagato da molti lavoratori del settore del live commerce e dello streaming online, dove gli algoritmi premiano chi resta collegato più a lungo. Orari massacranti, poco sonno e stress costante sono ormai condizioni comuni per chi cerca di mantenere visibilità e guadagni sulle piattaforme digitali.
Non si tratta infatti di un caso isolato. Lo scorso ottobre una streamer di 32 anni conosciuta come “Yunnan Akui” era morta per lo stesso tipo di emorragia dopo essere collassata durante una diretta. Episodi che stanno alimentando le discussioni sui rischi del lavoro digitale, spesso privo di tutele e regolamentazioni adeguate.
Dopo la morte di Wang Yefei, i suoi account social sono stati disattivati. Il funerale si è svolto l’11 marzo a Yuci, sempre nella provincia dello Shanxi. Amici e conoscenti l’hanno ricordata come una donna instancabile e determinata, che lavorava senza sosta per garantire un futuro migliore alla sua bambina.


