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“Draft Rubio”, il piano dei Repubblicani per spingere il segretario di Stato alle presidenziali del 2028

Pubblicato: 17/03/2026 18:51

Tra ironie sui social e manovre politiche sempre più concrete, prende forma negli Stati Uniti l’ipotesi di una candidatura di Marco Rubio alle presidenziali del 2028. Un progetto che, per ora, si muove dietro le quinte ma che coinvolge già una parte rilevante dell’area conservatrice.
Fino a pochi mesi fa, il nome più accreditato per raccogliere l’eredità di Donald Trump sembrava essere quello del vicepresidente JD Vance. Rubio, invece, appariva in una posizione più defilata, impegnato soprattutto nel ruolo istituzionale di segretario di Stato.
Negli ultimi tempi, però, gli equilibri interni stanno cambiando. Rubio è sempre più presente nei principali dossier internazionali, dal Medio Oriente all’America Latina, e la sua esposizione pubblica è cresciuta. Anche Trump, secondo indiscrezioni, ne apprezzerebbe la popolarità e il consenso che riesce a raccogliere.

Nasce il movimento “Draft Rubio”

In questo contesto si inserisce il progetto “Draft Rubio”, una rete informale di sostenitori e donatori che punta a costruire le basi per una sua candidatura nel 2028.

L’obiettivo è spingerlo a uscire allo scoperto dopo le elezioni di midterm e presentarlo come una figura in grado di raccogliere l’eredità del trumpismo, mantenendone i consensi ma con un profilo più istituzionale.

Il confronto con JD Vance

La corsa alla Casa Bianca resta comunque aperta. JD Vance continua a essere uno dei candidati più forti all’interno della base conservatrice e gode di un sostegno significativo.

Trump non ha ancora indicato un successore ufficiale e, secondo alcune ricostruzioni, starebbe valutando anche l’ipotesi di una futura coppia politica tra Vance e Rubio. Resta però da capire chi, eventualmente, dovrebbe guidare il ticket.

Un’ascesa tra consensi e difficoltà

La crescita politica di Rubio non è priva di ostacoli. L’amministrazione di cui fa parte sta affrontando scenari complessi, soprattutto sul piano internazionale, che potrebbero influire sulla sua immagine.

A questo si aggiungono episodi mediatici e critiche che alimentano dubbi sulla sua leadership, elemento decisivo in una possibile campagna presidenziale.

Una partita ancora aperta

Al momento, quella di Rubio resta una candidatura possibile ma non ufficiale. Tuttavia, il suo ruolo sempre più centrale e l’interesse crescente attorno al suo nome indicano che la partita per il 2028 è già iniziata.

Molto dipenderà dai prossimi sviluppi politici e dal peso che riuscirà ad avere nelle decisioni dell’amministrazione. Di certo, il nome di Rubio è destinato a restare al centro del dibattito nei prossimi anni.

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