
La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti entra in una fase sempre più ampia e instabile. Nella notte si moltiplicano gli attacchi e le reazioni nella regione del Golfo, mentre un incendio colpisce una raffineria in Kuwait dopo un attacco con droni, segnale di un’escalation che coinvolge anche le infrastrutture energetiche. L’Europa prova a tenere aperto un canale diplomatico: Giorgia Meloni chiarisce che non esiste alcuna ipotesi di missione militare per forzare lo Stretto di Hormuz, ma resta la disponibilità a garantire la sicurezza della navigazione quando le condizioni lo permetteranno. Sul piano militare, Washington rafforza la propria presenza con una nuova task force di marines in viaggio verso l’area, mentre Israele intensifica i raid su Teheran. Cresce la pressione internazionale per una de-escalation, ma il terreno resta estremamente fragile e il rischio di allargamento del conflitto è sempre più concreto.

23.25 Trump: “Valutiamo la riduzione delle operazioni militari”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che sta valutando la possibilità di “ridurre” le operazioni militari contro l’Iran e che lo Stretto di Hormuz dovrà essere “sorvegliato e controllato” dagli altri Paesi che utilizzano questa vitale via navigabile. “Ci stiamo avvicinando molto al raggiungimento dei nostri obiettivi, considerando la possibilità di ridurre i nostri ingenti sforzi militari in Medio Oriente nei confronti del regime terroristico iraniano”, ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. “Lo Stretto di Hormuz dovrà essere sorvegliato e controllato, se necessario, dalle altre nazioni che lo utilizzano, non dagli Stati Uniti!”, ha aggiunto
22.58 Media, esplosioni udite nei pressi dell’aeroporto internazionale di Baghdad
Una troupe di Al Jazeera sul posto riferisce di aver udito delle esplosioni nei pressi dell’aeroporto internazionale di Baghdad. Una fonte della sicurezza irachena afferma che un campo di supporto logistico statunitense vicino all’aeroporto sarebbe stato attaccato con razzi.
22.10 Trump: “Abbiamo vinto la guerra”
Il presidente americano Donald Trump ha detto di ritenere che gli Stati Uniti abbiano “vinto” la guerra contro l’Iran. “Penso che abbiamo vinto”, ha detto il presidente ai giornalisti mentre lasciava la Casa Bianca. “Abbiamo messo fuori combattimento la loro marina, la loro aeronautica, abbiamo messo fuori combattimento la loro difesa antiaerea, abbiamo messo fuori combattimento tutto”, ha affermato. “Noi siamo liberi di muoverci”, ha aggiunto, pur riconoscendo che l’Iran continua a “intasare” lo Stretto di Hormuz. “Ma dal punto di vista militare, sono finiti”, ha sostenuto.
20.40 Cbs: “Pentagono si prepara per potenziale dispiegamento di truppe in Iran”
Il Pentagono sta effettuando preparativi per il possibile dispiegamento di truppe di terra in Iran. Lo riporta Cbs citando alcune fonti, secondo le quali i comandanti militari stanno predisponendo piani mentre Donald Trump valuta le prossime mosse.

19.45 Drone partito dall’Italia per preparare l’attacco
Un drone spia Usa è partito da Sigonella per preparare l’attacco all’isola di Kharg. Oggi un Triton dell’Us Navy si è spinto sul Golfo e ha sorvegliato per ore l’isola che è il nuovo obiettivo dell’offensiva americana.
19.00 Media, droni contro sede diplomatica Usa vicino Baghdad
Droni hanno preso di mira una sede diplomatica americana vicino all’aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq. Lo riporta l’emittente al-Arabiya su ‘X’ citando fonti di sicurezza. L’agenzia di stampa iraniana Mehr ha segnalato forti esplosioni vicino all’aeroporto di Baghdad.
18.04 La Guida suprema Mojtaba Khamenei non si è fatto né vedere né sentire
Un nuovo messaggio attribuito a Mojtaba Khamenei contribuisce alle indiscrezione sulle sue condizioni di salute. La Guida Suprema dell’Iran continua a non farsi vedere in pubblico. E quelle che sono state presentate come sue parole non sono accompagnate da un audio o da un video, evidenzia la Cnn. Il lungo messaggio è stato letto sulla tv di Stato in occasione di Nowruz, il Capodanno persiano che quest’anno arriva nel mezzo del conflitto e coincide con Eid al-Fitr, la fine del mese di Ramadan. Sugli schermi, sottolinea anche l’agenzia Dpa, un’immagine fissa di Mojtaba Khamenei. E la bandiera iraniana. Mojtaba Khamenei, 56 anni, non è mai stato visto in pubblico da quando l’8 marzo è stato scelto come ‘erede’ del padre, Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran fino allo scorso 28 febbraio, quando è stato ucciso nel primo giorno di raid di Usa e Israele contro l’Iran. Non solo non è mai stato visto in pubblico, ma non ha mai diffuso messaggi audio o video da quell’8 marzo. Secondo fonti inglesi, Khamenei sarebbe gravemente ferito a seguito di un attacco, addirittura in coma.

16.32 La Guida suprema Khamenei: “Il nemico sperava nella rivolta e ora farnetica”
Le speranze di Stati Uniti e Israele di provocare una rivolta contro il regime in Iran sono andate deluse. Ad assicurarlo è stato il nuovo leader Mojtaba Khamenei, nel messaggio scritto per il capodanno persiano.
“Questa guerra è avvenuta dopo che il nemico, disperando di ottenere un grande movimento popolare a proprio favore, si è illuso che martirizzando il vertice del sistema e un certo numero di figure militari influenti avrebbe generato in voi, nostro caro popolo, paura e disperazione, inducendovi a lasciare il campo, e così avrebbe realizzato il sogno di dominare l’Iran e poi smembrarlo”, ha scritto. “Ma voi, in questo mese benedetto, avete unito il digiuno al jihad e avete creato una vasta linea di difesa in tutto il Paese, con trincee salde in numero pari ai luoghi di lotta, ai quartieri e alle moschee, infliggendo così al nemico un colpo tanto sconcertante da spingerlo a pronunciare parole contraddittorie e farneticazioni molteplici, segni di mancanza di lucidità e di debolezza cognitiva”, ha aggiunto.
16.20 In arrivo navi da guerra e marines
Il Pentagono sta inviando tre navi da guerra e migliaia di marines in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali 2.200-2.500 marines sono diretti verso il Us Central Comand, responsabile per le forze armare americane in Medio Oriente.
15:10 – Trump attacca la Nato: “Codardi, non vogliono aiutare”
Duro attacco di Donald Trump agli alleati della Nato sul fronte della guerra con l’Iran. In un messaggio pubblicato su Truth, il presidente ha accusato i partner europei di non voler partecipare alle operazioni: «Senza gli Stati Uniti la Nato è una tigra di carta».
Trump ha criticato la mancata disponibilità ad aiutare nella riapertura dello Stretto di Hormuz, nonostante – secondo lui – la battaglia sia già «vinta dal punto di vista militare». Parole ancora più dure nel finale: «Non vogliono aiutare e poi si lamentano dei prezzi del petrolio. Vigliacchi, ce ne ricorderemo».
Un intervento che evidenzia le crescenti tensioni tra Washington e gli alleati europei nel pieno della crisi.
14.05 – Sospesa missione in Iraq della Nato
La Nato ha sospeso “temporaneamente” la sua missione in Iraq per via dell’escalation del conflitto regionale. Lo riferiscono funzionari iracheni. La Nato Mission Iraq (Nmi) è una missione di addestramento e consulenza
13:31 – Iran minaccia: “Centri turistici non più sicuri per americani e israeliani”
Nuove minacce dirette da Teheran in un clima di crescente escalation. Il portavoce dell’esercito iraniano, Sardar Shekarchi, ha dichiarato che anche i luoghi turistici e ricreativi nel mondo potrebbero diventare obiettivi.
Secondo quanto riportato dall’agenzia Isna, Shekarchi ha accusato Stati Uniti e Israele di aver colpito funzionari e comandanti iraniani, definendo le operazioni «frutto di disperazione e impotenza».
Il messaggio è stato esplicito: l’Iran sostiene di monitorare militari e responsabili occidentali e ha avvertito che «non passerà molto tempo» prima di colpire. La dichiarazione segna un ulteriore salto di tensione, con un riferimento diretto alla possibilità che il conflitto possa estendersi anche a obiettivi civili e globali, aumentando le preoccupazioni per la sicurezza internazionale.
11:53 – Teheran: “Almeno 16 navi in fiamme dopo gli attacchi Usa e Israele”
Nuova escalation nel Golfo Persico. Secondo le autorità iraniane, almeno 16 navi mercantili sarebbero andate a fuoco nel porto di Bandar Lengeh, nel sud dell’Iran, dopo gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele.
A riferirlo è stato il governatore del porto, Foad Moradzadeh, che ha parlato di imbarcazioni colpite direttamente durante i raid odierni. Le immagini diffuse mostrano incendi estesi tra le navi attraccate, con colonne di fumo visibili a distanza.
Bandar Lengeh è uno scalo strategico nel Golfo Persico meridionale, utilizzato per traffici commerciali e logistici. L’episodio alimenta ulteriormente le preoccupazioni per la sicurezza delle rotte marittime e per l’impatto sul commercio energetico nella regione.
09:48 – Al-Aqsa chiusa per Eid al-Fitr, prima volta dal 1967
Per la prima volta dalla guerra dei Sei Giorni del 1967, il complesso della moschea di Al-Aqsa è stato chiuso in occasione della preghiera per l’Eid al-Fitr, la festività che segna la fine del Ramadan.
La decisione, motivata da ragioni di sicurezza legate alla guerra in corso, ha impedito l’accesso ai fedeli in uno dei luoghi più sacri dell’Islam. Il sito, situato nella Città Vecchia di Gerusalemme, ha un valore religioso anche per l’ebraismo ed è da sempre uno dei punti più sensibili del conflitto israelo-palestinese.
Le restrizioni hanno colpito in particolare i musulmani, che in condizioni normali si radunano in decine di migliaia per le preghiere, soprattutto durante le festività religiose.

09:46 – Erdogan: “Dio possa distruggere Israele”
Dichiarazioni durissime da parte del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha invocato apertamente la distruzione di Israele durante un intervento pubblico.
Parlando dopo la preghiera del venerdì in una moschea a Rize, sua città d’origine sul Mar Nero, Erdogan ha utilizzato il termine islamico “Al-Kahrar” (il dominatore), affermando: «Possa Dio schiacciare e distruggere Israele». Il leader turco ha poi aggiunto: «Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti», in un passaggio che segna un’ulteriore escalation verbale nel contesto già estremamente teso della regione.
09.59 – Ucciso il portavoce dei Pasdaran
Pasdaran: «Ucciso il nostro portavoce»
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che gli attacchi statunitensi e israeliani hanno ucciso il loro portavoce Ali Mohammad Naini. Naini, scrivono, «è stato martirizzato nel vile e criminale attacco terroristico condotto dalla parte americano-sionista all’alba»: lo si legge in una dichiarazione sul loro sito web Sepah News.
09.12 – Mojtaba Khamenei: “Negare sicurezza ai nemici, qui e all’estero”
“Dobbiamo negare la sicurezza ai nostri nemici, sia in patria che all’estero”. Lo ha sottolineato la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio al presidente Masoud Pezeshkian. Khamenei ha inoltre chiesto – riportano i media locali- che “l’assassinio del ministro dell’Intelligence sia compensato da un impegno raddoppiato da parte di funzionari” del regime di Teheran
06:09 – Nuovi raid israeliani su Teheran
Israele annuncia una nuova ondata di attacchi aerei contro la capitale iraniana, in risposta al lancio di missili balistici verso il nord del Paese. Le Forze di difesa israeliane parlano di operazioni mirate contro infrastrutture del regime a Teheran.
06:05 – Droni colpiscono raffineria in Kuwait
Un attacco con droni provoca un incendio in una raffineria di petrolio in Kuwait. I media statali riferiscono di danni all’impianto, mentre resta alta l’allerta su tutte le infrastrutture energetiche del Golfo.
03:27 – Australia chiede stop alle ostilità
Il premier Anthony Albanese invita Stati Uniti e Israele a fermare le operazioni militari, sostenendo che gli obiettivi di riduzione delle capacità iraniane sarebbero già stati raggiunti. Critiche dure anche contro Teheran per gli attacchi agli impianti del gas nella regione.
03:15 – Difese attive nel Golfo contro missili e droni
Emirati Arabi Uniti e Kuwait attivano le difese aeree per intercettare missili, mentre il Bahrein fa suonare le sirene e l’Arabia Saudita comunica di aver abbattuto un drone nella parte orientale del Paese.
02:26 – Israele conferma attacchi su infrastrutture iraniane
L’esercito israeliano rivendica una nuova serie di operazioni contro obiettivi strategici a Teheran, parlando di un’offensiva mirata contro le strutture del regime.
01:46 – Rientro della nazionale femminile iraniana
Accoglienza ufficiale a Teheran per la squadra femminile di calcio rientrata dall’estero, dopo le tensioni legate alle richieste di asilo di alcune giocatrici. Due atlete restano in Australia.
01:45 – Teheran accusa Usa e Israele
Il presidente iraniano Pezeshkian denuncia la distruzione delle norme giuridiche globali, parlando apertamente di terrorismo di Stato e avvertendo che le conseguenze potrebbero essere devastanti.
01:31 – Task force dei marines verso il Golfo
Una seconda task force statunitense si dirige verso il Medio Oriente. Il gruppo anfibio Boxer, partito da San Diego, potrebbe affiancarsi alla Task Force Tripoli, portando nel Golfo migliaia di marines con mezzi anfibi, elicotteri e caccia F35B.
00:19 – Macron esclude apertura forzata di Hormuz
La Francia si dice pronta a missioni di scorta navale solo in un contesto non bellico, escludendo qualsiasi intervento militare diretto per forzare lo Stretto.
00:17 – Meloni: no a missione militare nello stretto
La presidente del Consiglio ribadisce che nessuno in Europa sta valutando un’azione militare per riaprire Hormuz. L’obiettivo resta la sicurezza della navigazione attraverso strumenti diplomatici.
00:17 – Italia spinge su difesa dei confini UE
Nel Consiglio europeo, Roma propone di rafforzare la protezione delle frontiere esterne per prevenire nuove crisi migratorie legate al conflitto.


