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Usa valutano l’occupazione dell’isola di Kharg, snodo chiave del petrolio iraniano

Pubblicato: 20/03/2026 13:54

Gli Stati Uniti starebbero valutando un’operazione diretta contro l’Iran che potrebbe segnare una svolta nella guerra: l’occupazione o il blocco dell’isola di Kharg, uno dei principali hub energetici del Paese.
L’ipotesi, riportata da Axios citando fonti dell’amministrazione americana, rientra nelle strategie per fare pressione su Teheran e costringerla a riaprire lo Stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio globale di petrolio.

Kharg, il cuore dell’export petrolifero iraniano

L’isola di Kharg, situata nel Golfo Persico a circa 20 chilometri dalle coste iraniane, rappresenta un punto nevralgico per l’economia del Paese.
Da qui transita circa il 90% delle esportazioni di petrolio iraniano, diretto in gran parte verso mercati asiatici, in particolare la Cina.
Le infrastrutture presenti sull’isola – terminali, oleodotti e impianti di carico – sono considerate vitali per la sopravvivenza economica dell’Iran. Già durante la guerra Iran-Iraq, Kharg era stata individuata come un obiettivo strategico cruciale.

Il piano Usa e i rischi militari

Secondo le indiscrezioni, un’eventuale operazione americana prevederebbe una fase preliminare di intensificazione dei bombardamenti per indebolire le difese iraniane nell’area del Golfo.
Solo successivamente si passerebbe a un intervento diretto per prendere il controllo dell’isola, con l’obiettivo di usarla come leva negoziale. Una fonte vicina alla Casa Bianca ha parlato di un possibile orizzonte di circa un mese per completare l’operazione.
Tuttavia, un’azione del genere comporterebbe rischi elevati: significherebbe infatti portare le truppe statunitensi direttamente sulla linea del fronte, esponendole a possibili attacchi da parte delle forze iraniane e dei pasdaran.

Più truppe nel Golfo, ma nessuna decisione definitiva

Per sostenere un’eventuale operazione, gli Stati Uniti starebbero valutando un rafforzamento della presenza militare nella regione.
Tre unità dei marines sarebbero già in movimento verso il Medio Oriente e non si esclude l’invio di ulteriori contingenti.
Nonostante i preparativi, la Casa Bianca e il Pentagono precisano che nessuna decisione definitiva è stata ancora presa sull’occupazione di Kharg.

Un obiettivo strategico con implicazioni globali

Colpire o controllare Kharg significherebbe incidere direttamente sulle entrate petrolifere dell’Iran, molte delle quali sarebbero sotto il controllo dei pasdaran.
Ma le conseguenze andrebbero ben oltre il piano militare: un’operazione del genere potrebbe avere effetti immediati sul mercato energetico globale, già sotto pressione per la crisi nello Stretto di Hormuz.
L’isola, piccola per dimensioni ma enorme per importanza strategica, si conferma così uno dei punti più sensibili dell’intero conflitto.

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