
Il nastro d’asfalto di via Cristoforo Colombo si conferma, ancora una volta, teatro di una tragedia che spezza una giovane vita e riaccende i riflettori sulla sicurezza stradale nella Capitale. Alle due della scorsa notte, all’altezza del chilometro 12, un ragazzo di soli 17 anni ha perso la vita in un drammatico scontro che non gli ha lasciato scampo. Il minorenne si trovava alla guida di una micro-car Ligier sulla carreggiata centrale, in direzione Ostia, subito dopo il tratto di via di Mezzocammino, quando l’impatto fatale con una Toyota Yaris ha trasformato il sabato sera in un incubo. Lo scontro, violentissimo, ha coinvolto anche un amico della vittima, rimasto ferito e trasportato d’urgenza in ospedale per le cure necessarie.
Roma piange la ventiduesima vittima della strada del 2026
La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente: sul luogo del sinistro sono intervenuti i vigili urbani, i pompieri e i sanitari dell’Ares 118, ma per il diciassettenne ogni tentativo di rianimazione è risultato purtroppo vano. La dinamica dei fatti è ora al vaglio degli inquirenti, che lavorano senza sosta per ricostruire gli ultimi istanti prima della collisione. Anche il conducente della Yaris, un uomo di 53 anni, «è rimasto ferito ed è stato accompagnato in ospedale per essere sottoposto ai test di rito», procedura standard per verificare l’eventuale assunzione di alcol o sostanze stupefacenti. Nel frattempo, l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro di entrambi i veicoli, che «saranno sottoposti a perizia tecniche» per accertare eventuali guasti meccanici o velocità elevate.
Questo nuovo lutto aggrava un bilancio già pesantissimo per la città di Roma, dove la conta delle croci sull’asfalto sembra non volersi fermare. Con quest’ultimo incidente, il numero delle persone che hanno perso la vita dall’inizio dell’anno sale a quota ventidue, una cifra che spaventa e che non tiene conto dei decessi avvenuti nel resto della provincia. La Cristoforo Colombo, in particolare, continua a mietere vittime nonostante i controlli, confermandosi una delle arterie più pericolose della rete viaria capitolina. Mentre le famiglie coinvolte attendono risposte dalle indagini, la città si interroga nuovamente sull’adeguatezza delle misure di prevenzione per i più giovani al volante delle cosiddette “macchinine”.

