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“Anche Tajani trema”. Altro terremoto nel centrodestra, chi è pronto a prendere il suo posto

Pubblicato: 26/03/2026 14:43
Antonio Tajani

Un effetto domino che scuote i vertici del centrodestra e apre scenari inediti all’interno di Forza Italia. Dopo le dimissioni improvvise di Andrea Delmastro, Giusy Bartolozzi e Daniela Santanchè, la crisi si allarga e travolge anche uno dei partiti storici della coalizione, dando vita a un vero e proprio terremoto politico.

A farne le spese è stato il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, costretto a lasciare l’incarico e sostituito da Stefania Craxi. Un passaggio che segna un cambio importante negli equilibri interni, ma che, secondo diverse indiscrezioni, rappresenterebbe soltanto l’inizio di un riassetto ben più ampio. Infatti, potrebbe essere a rischio anche il futuro di Antonio Tajani.

Antonio Tajani

Antonio Tajani a rischio? Chi potrebbe sostituirlo come segretario di Forza Italia

Nelle ultime ore, infatti, si fanno sempre più insistenti le voci su un possibile ridimensionamento anche del ruolo di Antonio Tajani, attuale segretario del partito e ministro degli Esteri. Secondo quanto riportato da Affaritaliani.it, la decisione sarebbe maturata ad Arcore, storico centro nevralgico del partito, con un intervento diretto di Marina Berlusconi, che avrebbe indicato la necessità di procedere con una sostituzione alla guida.

Antonio Tajani

Ed è proprio in questa fase che emerge il nome destinato a cambiare gli equilibri: quello di Giorgio Mulè. Attuale vicepresidente della Camera dei deputati, Mulè rappresenterebbe la figura su cui puntare per una nuova fase del partito. Giornalista di lungo corso, già direttore di Videonews, Studio Aperto e Panorama, è entrato in Parlamento nel 2018 e ha ricoperto incarichi di rilievo, tra cui quello di sottosegretario alla Difesa nel governo guidato da Mario Draghi.

All’interno di Forza Italia, Mulè è considerato un profilo capace di dialogare con le diverse anime del partito e con gli alleati di governo. La sua eventuale nomina segnerebbe un cambio di passo, rafforzando una linea più vicina alle posizioni di Licia Ronzulli e del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.

Il clima interno, del resto, appare tutt’altro che sereno. A dimostrarlo è anche l’iniziativa promossa dal senatore Claudio Lotito, che ha avviato una raccolta firme contro lo stesso Maurizio Gasparri, segnale evidente di tensioni profonde e di una leadership sempre più contestata.

Se la nomina di Giorgio Mulè dovesse essere formalizzata, verrebbe letta come una mossa strategica per traghettare il partito in una nuova fase, cercando stabilità dopo settimane di scosse interne. Una scelta che potrebbe rivelarsi decisiva anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, in un momento in cui la tenuta del partito appare più fragile che mai.

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