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Morte piccolo Domenico, spunta il video: cuore espiantato prima di controllare il nuovo organo

Pubblicato: 26/03/2026 19:42

Un video shock, registrato da una perfusionista e ora nelle mani della Procura di Napoli, potrebbe riscrivere la verità sulla tragica fine del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di soli due anni e mezzo morto dopo un calvario durato mesi. Le immagini, catturate alle 14:34 del 23 dicembre scorso, mostrerebbero una sequenza agghiacciante: il cuore malato del bambino appena espiantato e ancora pulsante su un tavolo, mentre il contenitore con l’organo nuovo, arrivato da Bolzano, appare ancora sigillato. Come confermato dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, questo dimostrerebbe che i medici avrebbero superato il “punto di non ritorno” senza prima accertarsi dello stato del nuovo muscolo cardiaco.

L’intervento al Monaldi di Napoli è infatti fallito perché il cuore donato sarebbe arrivato “congelato”: i tessuti si sarebbero “bruciati” a causa dell’uso di ghiaccio secco invece di quello naturale durante il trasporto. Il piccolo Domenico è rimasto collegato alle macchine per quasi due mesi, vedendo le proprie condizioni precipitare fino al decesso avvenuto il 21 febbraio. La Procura (pm Giuseppe Tittaferrante e l’aggiunto Antonio Ricci) punta ora i riflettori sulla gestione dei tempi, tassello fondamentale per definire le responsabilità dei sanitari.

Il giallo della cartella clinica e il cuore nel blocco di ghiaccio

Al centro del ciclone giudiziario ci sono il chirurgo Guido Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni, accusati non solo di omicidio colposo in concorso insieme ad altri cinque medici, ma anche di aver falsificato gli orari nella cartella clinica per coprire l’errore fatale. Le dichiarazioni del coordinatore infermieristico Francesco Farinaceo sono pesantissime: il caposala sostiene che il clampaggio dell’aorta sia avvenuto alle 14:18, ben prima che l’equipe con il nuovo organo mettesse piede in ospedale.

Farinaceo ha raccontato di essere sceso personalmente a recuperare il contenitore alle 14:30 e di aver fatto una scoperta terribile una volta aperto il coperchio: l’organo era inglobato in un blocco di ghiaccio. Sarebbero serviti circa 20 minuti solo per liberarlo. Nonostante le condizioni disperate del tessuto, Oppido avrebbe deciso comunque di procedere con l’impianto, pur essendo consapevole, secondo la testimonianza, che il cuore non avrebbe mai funzionato. La prossima settimana si discuterà davanti al gip la richiesta di interdizione per i due chirurghi, mentre l’ombra del falso e della negligenza si allunga su una sala operatoria trasformata in teatro di un errore imperdonabile.

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