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Guerra in Iran, il Pentagono prepara settimane di operazioni di terra. Teheran: “Aspettiamo per dar loro fuoco”. Missile colpisce sede tv a Teheran: 10 feriti

Pubblicato: 29/03/2026 21:16

La guerra tra Iran e blocco occidentale entra in una fase nuova, più pericolosa e strutturata. Nella notte il conflitto si è allargato su più fronti, tra missili, droni e difese aeree attive in diverse capitali del Medio Oriente. Non è più solo uno scontro tra Iran e Israele: è una crisi regionale che coinvolge direttamente anche i Paesi del Golfo, gruppi armati e le grandi potenze. Sul piano militare, il segnale più forte arriva dagli Stati Uniti. Il Pentagono si prepara a scenari che prevedono settimane di operazioni di terra in Iran, con incursioni mirate e azioni delle forze speciali. Non una invasione, ma un salto di livello che cambia il quadro della guerra e apre a una fase più lunga e imprevedibile. Da Teheran annunciano: “Aspettiamo le truppe di terra per dar loro fuoco”. Missile da drone colpisce sede tv a Teheran: il bilancio è di almeno 10 feriti.

21:16 – IDF: attacchi in corso contro obiettivi governativi a Teheran
L’esercito israeliano ha dichiarato che sono attualmente in corso attacchi contro obiettivi governativi a Teheran. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sugli obiettivi colpiti o sulle conseguenze delle operazioni.

20:10 – Riunione a Islamabad sull’Iran: “Sostegno alla mediazione del Pakistan”
Il Pakistan si è ufficialmente proposto come mediatore nel conflitto tra Iran e Stati Uniti, annunciando che ospiterà a breve colloqui tra le due potenze a Islamabad, con il pieno sostegno diplomatico di Cina, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto. Al termine di un vertice tra i ministri degli Esteri di queste nazioni, il vice primo ministro pakistano Ishaq Dar ha confermato che sia Washington che Teheran avrebbero espresso fiducia nel ruolo di facilitatore del Pakistan, il quale punta a una de-escalation rapida e definitiva attraverso una diplomazia che nelle ultime settimane è rimasta riservata. Nonostante l’entusiasmo dei mediatori e la pianificazione di nuovi incontri per lunedì, al momento non sono giunte conferme ufficiali o dichiarazioni dirette dai governi statunitense e iraniano in merito alla natura o alla data certa di questi negoziati.

18:45 – Teheran: “Aspettiamo truppe di terra per dar loro fuoco”
In occasione del trentesimo giorno del conflitto che vede l’Iran contrapposto a Stati Uniti e Israele, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha lanciato un duro monito dichiarando che le proprie truppe sono pronte a colpire duramente i soldati americani non appena entreranno nel territorio. Sostenendo che i sistemi missilistici siano già in posizione e che la determinazione nazionale sia ai massimi livelli, Teheran ha ribadito l’intenzione di punire anche i partner regionali degli USA, mentre parallelamente si registrano altri sviluppi internazionali come la riapertura delle missioni diplomatiche venezuelane negli Stati Uniti e l’espansione della zona cuscinetto israeliana in Libano.

18:10 – Missile colpisce sede tv: 10 feriti
Il 29 marzo 2026, il canale d’informazione qatariota Al Araby ha denunciato un attacco missilistico condotto tramite un drone contro la propria sede di Teheran, situata in un edificio civile e commerciale. L’azione, che ha causato l’interruzione delle trasmissioni in diretta e il ferimento di dieci persone secondo i dati della Mezzaluna Rossa iraniana, è stata fermamente condannata dall’emittente come una violazione del diritto internazionale e delle Convenzioni di Ginevra poste a tutela dei giornalisti. L’episodio si inserisce in un contesto di forte tensione regionale caratterizzato da esplosioni nella capitale iraniana, raid russi su Kramatorsk e nuove operazioni militari israeliane in Libano.

09:10 – Allarme Usa: “Teheran ha usato solo due terzi dei missili”
L’arsenale missilistico iraniano conserva circa due terzi della sua operatività nonostante un mese di intensi bombardamenti, grazie a una strategia di dispersione e all’utilizzo di vaste “città dei missili” sotterranee che hanno limitato l’efficacia dei raid israeliani e americani. Mentre i Pasdaran riducono la frequenza dei lanci per gestire le scorte e preservare i vettori più moderni e manovrabili come il Qassem Basir, gli Stati Uniti e i loro alleati iniziano a monitorare con preoccupazione il rapido consumo di intercettori e missili Tomahawk, i cui costi elevati e tempi di produzione prolungati potrebbero condizionare la capacità di risposta in altri scacchieri internazionali. La resilienza delle infrastrutture di Teheran, unita alla capacità di riconvertire mezzi civili in lanciatori, rende difficile una stima precisa del potenziale bellico residuo, mantenendo alta la tensione strategica nel Golfo e verso Israele.

06:21 – Esplosioni nella capitale iraniana
Due forti esplosioni hanno colpito la zona nord di Teheran nelle prime ore della mattina, mentre i sistemi di difesa aerea erano attivi e impegnati nell’intercettazione di possibili minacce in arrivo. Secondo le prime informazioni, le detonazioni sarebbero state avvertite in diversi quartieri della città e avrebbero generato panico tra la popolazione, senza che al momento sia stato chiarito quale fosse l’obiettivo preciso dell’attacco o se si tratti di un’azione esterna o di una risposta difensiva interna.

06:20 – Soldato israeliano ucciso in Libano
L’esercito israeliano ha confermato la morte di un militare durante scontri nel sud del Libano, in un’area sempre più calda del conflitto. Nello stesso episodio altri tre soldati sono rimasti feriti, segno di un’intensificazione delle operazioni lungo il confine settentrionale. La situazione in Libano si conferma uno dei fronti più delicati, con il rischio concreto di un allargamento ulteriore delle ostilità tra Israele e le milizie sostenute dall’Iran.

05:41 – Intercettati attacchi nel Golfo
Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein hanno annunciato di aver intercettato una serie di missili e droni provenienti dall’Iran, evitando possibili impatti su infrastrutture civili e strategiche. Le operazioni di difesa aerea si sono svolte in simultanea in più Paesi, confermando il livello di coordinamento tra gli alleati regionali e la crescente pressione militare esercitata da Teheran su tutto il quadrante del Golfo.

03:32 – Hezbollah colpisce basi israeliane
Hezbollah ha rivendicato una raffica di missili contro obiettivi nel nord di Israele, tra cui l’aeroporto di Ein Shemer e una base militare. Il gruppo libanese ha parlato apertamente di rappresaglia per i raid israeliani contro i civili libanesi, sottolineando come il conflitto stia assumendo sempre più le caratteristiche di una guerra su più fronti, con attori diversi ma coordinati sul piano strategico.

01:38 – Pentagono prepara operazioni di terra
Secondo fonti americane, il Pentagono sta pianificando la possibilità di operazioni di terra in Iran della durata di settimane, nel caso in cui venga deciso un ulteriore passo nell’escalation. Non si tratterebbe di una invasione su larga scala, ma di incursioni mirate condotte da forze speciali e unità di fanteria, con l’obiettivo di colpire bersagli specifici e ridurre la capacità operativa iraniana senza aprire un fronte totale.

00:35 – Missile dallo Yemen intercettato
Israele ha dichiarato di aver intercettato un missile lanciato dallo Yemen, confermando l’ingresso attivo degli Houthi nel conflitto. Le sirene d’allarme sono risuonate in diverse aree del Paese e le autorità hanno invitato la popolazione a seguire le procedure di sicurezza, mentre cresce la pressione lungo tutti i confini israeliani.

00:34 – Attacco in Bahrein, due feriti
In Bahrein le sirene d’allarme sono scattate dopo un attacco che ha colpito una grande azienda di alluminio. Le autorità locali hanno parlato di due feriti lievi e di danni contenuti, ma l’episodio conferma come anche le infrastrutture industriali stiano diventando obiettivi nel conflitto, con un impatto diretto sull’economia della regione.

00:07 – Drone abbattuto in Iraq
La difesa aerea ha neutralizzato un drone nei pressi della residenza del leader curdo Masoud Barzani a Erbil, segnando il secondo episodio simile in pochi giorni. Il Kurdistan iracheno si conferma così un’area sensibile, esposta a incursioni e tensioni legate agli equilibri regionali.

23:57 – Minacce iraniane contro università Usa
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha minacciato di colpire le università statunitensi presenti in Medio Oriente, accusando Washington di non aver condannato i bombardamenti su due atenei iraniani. La dichiarazione introduce un elemento nuovo e simbolicamente molto forte nel conflitto, estendendo i possibili obiettivi anche a strutture civili legate alla presenza americana nella regione.

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Ultimo Aggiornamento: 29/03/2026 22:28

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